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“Spiagge, da cause su gioco d’azzardo nuove conferme su validità proroga 2033”

Bianchini (Fratelli d'Italia): "Avvocato generale Corte Ue legittima estensione concessioni lotterie: lo stesso deve valere per i balneari"

Da un nuovo contenzioso europeo in materia di gioco d’azzardo emergono nuove speranze per la tutela degli attuali concessionari balneari italiani. Come già accaduto nel 2016 con la “sentenza Laezza“, anche in questo caso le conclusioni dell’avvocatura della Corte di giustizia dell’Unione europea contengono infatti delle considerazioni che, se applicate alle spiagge (sempre di concessioni pubbliche si tratta), dimostrerebbero la piena validità dell’estensione fino al 2033. A evidenziare l’interessante parallelo è Costanza Bianchini, responsabile regionale del dipartimento “Demanio marittimo e imprese balneari” di Fratelli d’Italia in Liguria: «Lo scorso 21 gennaio l’avvocato generale della Corte di giustizia europea Manuel Campos Sánchez-Bordona ha presentato un parere per la questione delle cause riunite C721/19 e C722/19, su domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato italiano. Nell’affrontare il tema della concessione amministrativa relativa alla “lotteria nazionale a estrazione istantanea”, si delineano criteri che – indica lo stesso parere – possono applicarsi ai casi di proroga come quelli oggetto di controversia».

«Nel caso di specie – spiega Bianchini – la problematica era costituita da una proroga della concessione in possesso all’aggiudicatario iniziale imposta da un decreto legge, e quindi senza che l’amministrazione potesse valutare se, invece, assegnare quella concessione ad altri candidati offerenti. Il parallelismo con le concessioni demaniali è evidente: ad oggi la problematica introdotta dalla direttiva Bolkestein riguarda proprio l’applicazione di proroghe/rinnovi/estensioni senza previa procedura di gara, con ipotetica lesione dei diritti di libertà di stabilimento e libera concorrenza previsti nella direttiva».

«Ebbene – prosegue Bianchini – il parere affronta la questione affermando che la procedura di gara deve essere prevista obbligatoriamente solo ove intervengano modifiche sostanziali della concessione (inerenti natura, titolo, canone). Viceversa, le modifiche non sostanziali sono introducibili senza nuova procedura di assegnazione. E la prosecuzione del rapporto in essere (nel caso delle concessioni demaniali marittime, l’estensione sino al 2033 delle stesse), se prevista nell’atto originario (nel caso delle concessioni demaniali, la proroga inizialmente era “automatica”), non costituisce quella modifica sostanziale che richiede nuova assegnazione».

Ma gli elementi interessanti non finiscono qui. Aggiunge infatti Bianchini: «Altro profilo interessante affrontato nel parere è l’indicazione che la normativa europea, che nel caso specifico affrontato mirava a tutelare la libera concorrenza, non sarebbe stata applicabile alle aggiudicazioni di concessioni ottenute prima della sua entrata in vigore. Quindi, poiché ad oggi le concessioni demaniali che godono dell’estensione al 2033 (si ricorda provvisoria, in attesa della ricognizione prevista dalla legge 145/2018) sono tutte state ottenute prima del recepimento della direttiva Bolkestein, si ritiene che, secondo il parere dell’avvocato generale della Corte Ue, la disciplina in essere possa considerarsi “salva”».

Conclude Bianchini: «Se queste sono le considerazioni espresse riguardo alle concessioni di servizi, a maggior ragione tali osservazioni devono essere applicabili alle concessioni di beni che si pongono come titolo di occupazione del demanio pubblico, come quelle demaniali marittime».

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    Nikolaus Suck says:

    L’attivazione per legge di una singola proroga già prevista in una concessione, aggiudicata con gara aperta cui tutti hanno potuto partecipare e che pure già la prevedeva, e già valutata favorevolmente dalla p.a. competente, in nome di un interesse pubblico specificamente individuato nel maggior guadagno dello Stato (e non “automaticamente”), è cosa ben diversa da una proroga generalizzata, indistinta e automatica di concessioni su cui gara non vi è mai stata, e in cui l’interesse di cui sopra non c’è (anzi il contrario perché lo Stato ci sta potenzialmente rimeytendo). Infatti si parla di necessità o meno di una “nuova” gara sul presupposto che ve ne sia già stata una, per non eluderne la obbligatorietà in generale, che resta pacifica.
    Nella stessa ottica e in tale ambito, il parere non ha nemmeno mai detto sic et simpliciter che la disciplina comunitaria non si applica alle concessioni precedenti alla sua entrata in vigore, ma che non si applica se alla data di entrata in vigore vi sono già state offerta o aggiudicazione, ovvero una gara già svolta o avviata. Presupposto della non (necessità di) applicazione è e resta quindi (non la semplice preesistenza della concessione e basta ma) proprio l’esistenza di una gara (punto 31 parere). Fermo che in ogni caso vanno sempre e comunque applicati i principi della giurisprudenza europea del momento attuale (punto 32).
    E tale giurisprudenza, richiamata anche dal parere (nota 11) dice che il fattore durata è rilevante e una proroga di 15 anni è idonea a ledere la concorrenza.
    Quindi forse il parallelo risulta un pò affrettato e illusorio.

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    Invece si parla chiaramente di una impossibilità di applicare la direttiva a concessioni che siano state assegnate prima della suo recepimento . Ergo come ho sempre ribadito l’impossibilità di andare a mettere a gara concessioni pre 2006 è praticamente impossibile. A meno che non ci si rimangi alla grande le affermazioni consolidate di teoria generale del diritto. Adesso tocca al governo fare un decreto attuativo che faccia chiarezza sulle estensioni e metta al riparo i funzionari.

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      Nikolaus Suck says:

      Che un (dichiarato) avvocato travisi in tal modo norme, fatti e principi fa un pò specie, anche alla strumentalità c’è un limite, ma tant’è, ci sarà sicuramente un motivo.

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        Avv. lucano says:

        Caro Nicolas è un piacere verificare che il tuo punto di vista è sempre sbilanciato a sfavore di questa categoria , anche quando c’è una palese congruenza e logica giuridica nelle affermazioni degli articoli che commentiamo. Noto che per voi le sentenze pro aste sono di gran lunga più importanti di quelle che esplicano l’impossibilità delle evidenze, noto con piacere che la concorrenza si può applicare in maniera difforme in Europa e va tutto bene , adesso anche in Italia e va tutto bene. Noto che se la politica in maniera quasi uniforme si ostina a voler tutelare questi imprenditori è incapace, è incoerente e soprattutto anti europea. Noto con piacere che le oltre 80 procedure di infrazione sono un mero errore politico italiano e non un errore europeo . Si è mai chiesto se l’Europa fa tutto bene ? Se fa mai errori ? Se gestisce bene le emergenze ? Se tutela effettivamente i cittadini e i lavoratori europei dallo strapotere delle multinazionali? Se ha paradisi fiscali legittimi all’ interno del suo stesso mercato? E soprattutto se la sua corte non sbaglia mai? Se non fa mai errori di valutazione? Se funziona tutto bene? Be prima di considerare che il suo personalissimo punto di vista giuridico di ogni sentenza sia un dogma inattaccabile deve porsi queste domande, la prima in assoluto se l’Europa ha mai sbagliato o meno? Se le corti europee hanno mai sbagliato o meno?

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    graziosi antonio says:

    per lei ogni cosa che potrebbe salvare il comparto e sbagliata….compresa la legge fatta per la estensioni delle proroghe….le ricordo che tale legge è stata votata e resa attuativa dal presidente della Repubblica e da persone democraticamente elette…..chi vuole distruggere il comparto sono solo tecnocrati e burocrati che nulla anno a che vedere con noi…la bolkestain e una direttiva non il vamgelo…..ho molto rispetto per la sua competenza ma la cosa è molto sospetta…..

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    Avv. Lucano says:

    Be stiamo parlando di cose poi non tanto differenti a livello applicazione concreta. Sembra invece ci sia chiarezza in merito alla impossibilità di applicare la direttiva nel caso di concessioni ante 2006, in conformità ai più elementari principi di teoria generale del diritto. Mettere in sicurezza l’estensione con un decreto attuativo che tranquillizzi i funzionari ancora titubanti. Su questo il nuovo ministro sembra essersi impegnato sin da subito a trovare una soluzione condivisa con le associazioni di categoria.

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      graziosi antonio says:

      buonasera avv.Lucano…..le scrivo per dirle di ignorare queste persone che fanno dell’ invidia e della negativita una ragione di vita.(anche quando hanno torto).Chi fa impresa onestamente e con sacrifici non sta certamente ad ascoltare (giusto o non giusto ) le chiacchiere da bar di queste persone che godono nel denigrare la categoria……non si rendono conto del danno che potrebbero creare e non solo alle spiagge ma ad un intero comparto economico ambulanti ristoranti su suolo demaniale montagne laghi……anno provato anche con i tassisti e abbiamo visto come è andata

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    Molto sospetta Commissario Lo Gatto!..non è perché una legge è democraticamente varata allora è legittima a priori e questo grazie proprio all’indipendenza della magistratura.

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      Le consiglio il libro del dott. Palamara , così riesce anche a capire che ogni tanto alcune decisioni sono un tantino di parte e influenzate anche dalla politica, perché anche i giudici sono esseri umani e dovrebbero calarsi nei problemi della gente. La nuova frontiera delle imprese balneari sono gli Auchan sulle spiagge , Mc donalds al posto dei ristoranti, anche amazon che distribuisce gli ombrelloni tramite ragazzi tutti vestiti di arancione non è male ?‍♂️?‍♂️?‍♂️.

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      Già difatti i magistrati sono eletti democraticamente come chi è eletto in parlamento(come no)…le consiglio di leggere il libro del dott. Palamara come ha detto il signor Ernesto…Se poi lei è contento che gli altri ci dettino come dobbiamo vivere dentro il nostro paese e legiferare ,faccia pure,io no.
      Cosi facendo ,i nostri voti non avrebbero più valore.

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    Tutela imprese says:

    Roma, 26 feb – “Con il nuovo Ministro degli Affari Regionali Gelmini mi sono confrontato nei giorni scorsi su alcuni temi riguardanti il territorio e gli enti locali e ho ottenuto assicurazione di un impegno immediato e diretto per il superamento della direttiva Bolkestein in materia di imprese balneari. Bisogna fare coriandoli di questa interpretazione restrittiva e illegale di una direttiva che non può riguardare le imprese balneari. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri responsabile settore Enti Locali di Forza Italia. “L’Europa ha avviato un contenzioso, l’Italia ha già risposto con il governo precedente e ora che c’è Forza Italia nell’esecutivo siamo certi che le imprese saranno tutelate e una distorta interpretazione della direttiva sarà definitivamente archiviata. L’Europa si dovrà arrendere e dovrà piegare la testa. Le imprese e il turismo dovranno vincere. Ne ho parlato anche con Ministro Garavaglia e anche il sottosegretario Amendola conosce la questione. Il Ministero delle Infrastrutture non potrà che assecondare e favorire l’orientamento a tutela delle imprese italiane. Su questo Forza Italia sarà decisa, determinata e non disposta a nessuna mediazione. Agire subito con forza e chiarezza. Giù le mani dalle imprese balneari italiane”, aggiunge.

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      Nikolaus Suck says:

      Le sempre sobrie e tecnicamente appropriate esternazioni del sen. Gasparri…prima “archiviare” (?) e poi “cestinare” (??) la direttiva non gli è bastato, ora ne vuole fare pure “coriandoli”. Sì, ce la vedo l’Europa che tutta contrita “piega la testa”, scusate abbiamo scherzato, come no. Buona fortuna!

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    Egregio Mr Suck, riporto qui di seguito (con un copia e incolla) la sua risposta ai miei quesiti su articoli precedenti, per la quale, non solo non convince minimamente, ma , a mio modestissimo avviso la rende ridicola. Mi chiedo, come sia possibile confrontare norme che vietano la commercializzazione degli schiavi e della droga, con norme che secondo la sua interpretazione, per deduzione, sarebbero invece delle leggi “ingannevoli” (legge 88/2001art Sig. Renzo francamente Lei non è nessuno e non Le è dovuta nessuna risposta, tanto meno la merita visto che oltre a delirare mette in discussione la “preparazione professionale” di persone che non conosce e senza sapere di che parla. Ma gliela do lo stesso perché è facile: a) rinnovabilità non significa e non ha mai significato eternità; b) in ogni caso la legge è cambiata, e da tempo; c) che ci piaccia o no il diritto europeo prevale su quello nazionale, per vincolo costituzionale che ci siamo imposti. Il resto sono chiacchiere o peggio. PS pure commerciare schiavi e droga una volta era legale. Ma non è che siccome tuo nonno ci ha investito tanto puoi continuare. Fonte: MondoBalneare.com. 10) in quanto successivamente stravolte con altre norme (direttiva europea da lei evocata) che se malauguratamente venisse applicata, non sarebbe altro che una “truffa”. Come è possibile immaginare che a seguito di una norma, che ha lo scopo di CRESCITA, SVILUPPO, INVESTIMENTI, CREAZIONE DI POSTI DI LAVORO ETC, venga poi a compimento di tutto questo, cambiata con un altra norma che dice (anzi non dice) grazie, ora ve ne dovete andare, dobbiamo mettere all’asta. Di seguito il suo scritto:
    “Sig. Renzo francamente Lei non è nessuno e non Le è dovuta nessuna risposta, tanto meno la merita visto che oltre a delirare mette in discussione la “preparazione professionale” di persone che non conosce e senza sapere di che parla. Ma gliela do lo stesso perché è facile: a) rinnovabilità non significa e non ha mai significato eternità; b) in ogni caso la legge è cambiata, e da tempo; c) che ci piaccia o no il diritto europeo prevale su quello nazionale, per vincolo costituzionale che ci siamo imposti. Il resto sono chiacchiere o peggio. PS pure commerciare schiavi e droga una volta era legale. Ma non è che siccome tuo nonno ci ha investito tanto puoi continuare. Fonte: MondoBalneare.com”
    Sig Suck, scriva pure quello che vuole, per quanto mi riguarda, Lei non è minimamente credibile.
    p.s. La ringrazio per aver detto a tutti che sono “nessuno”, la informo che ne sono felicissimo.

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    PER SEMPLICITÀ DEI LETTORI, riporto qui di seguito l’art. 10 della legge 88/2001:

    (Disposizioni concernenti le concessioni
    dei beni demaniali marittimi)

    1. Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente:

    «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione».

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    La cecità della categoria è il miglior alleato dei fautori delle aste..forza tra qualche settimana ci sarà qualcosa di nuove e interessante grazie al quale si potranno avviare altre iniziative sicuramente incisive più degli ombrelloni chiusi a Pasqua.

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    Essere in possesso di un titolo di studio può condurre in un vicolo cieco del credersi esperti, fossilizzando qualche conoscenza a disposizione. Si crede di conoscere e invece …..La direttiva Bolkeistein (che prende il nome dallo stesso che L ha pensata e che poi precisato che non ha nulla ha che fare con gli stabilimenti balneari) altro non è che un pasticcio. Di fatto la direttiva danneggia gli uni e gli altri. Se pensiamo che lo Stato ad ogni compravendita di stabilimenti balneari incassava tramite irpef un 30% e oltre, diciamo che era un buon socio considerando che qui in Romagna passavano di mano ogni anno un 15% degli stabilimenti e parliamo di cifre considerevoli . Di fatto basta avere un minimo di cognizione di causa per capire che nessuno costruirebbe uno stabilimento che già costa più che una casa, poi ci aggiungiamo L arredamento del bar, una cucina attrezzata come si deve, tutta L attrezzatura di spiaggia per un totale di svariati centinaia di milioni per poi gestire il tutto per alcuni anni, quindi a scadenza. Una azienda del genere potrebbe rientrare dall’ investimento dopo 15 o 20 anni .

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      Roberto, in quei quindici/ventianni non fai alcun aggiornamento? Alcuna innovazione ? Nessun’altro investimento ? Lasci degradare il tutto ?!

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    Nikolaus Suck says:

    “Avv.” Lucano per come e per quello che scrive sto iniziando a dubitare seriamente che Lei sia davvero tale. La prego mi indichi anche UNA SOLA “sentenza” che, cito testualmente, “esplica l’impossibilità delle evidenze” (?).
    E mi dica dove sarebbe la “congruenza e logica giuridica” in argomenti di puro merito, altamente opinabili e tutti da dimostrare, e, soprattutto, che vanno oltre e al di là del punto specifico, come il numero delle procedure di infrazione, i supposti “errori” nazionali e europei, il preteso “strapotere delle multinazionali”, i “paradisi fiscali” etc.. Può ovviamente avere una Sua legittima posizione interpretativa su tutte e ognuna di tali cose, come chiunque, ma di propriamente “giuridico” e addirittura “palese”, o dirimente per le tesi che ha deciso di sostenere, c’è davvero poco e se è effettivamente “Avv.” questo lo sa o dovrebbe sapere bene.
    Quanto a me no, non ce l’ho con la categoria e non voglio attaccare -ma neppure devo difendere- nessuno, mi limito ad esaminare in modo possibilmente oggettivo e spassionato (tutte) le premesse di fatto e di diritto e trarre le conclusioni per me logiche e discendenti, con il rigore (tecnico-giuridico appunto) insegnatomi da chi decisamente ne capiva. Anche se ovviamente e come tutti posso sbagliare e sicuramente sbaglio spesso. Ma confutazioni puntuali di tali errori, idonee a convincermi che sono tali, non ne ho ancora avute. Ad esempio se io sostengo, dopo aver letto le conclusioni dell’avvocato generale, che non ha mai detto che la direttiva è inapplicabile a tutte le concessioni precedenti, e Lei o altri non mi dite dove invece lo avrebbe detto ma mi rispondete che ce lho con la categoria e bisogna tutelare i “lavoratori” (rectius: imprenditori con investimenti ampiamente ammortizzati nel tempo) dallo “strapotere delle multinazionali” (il cui ruolo e interesse sono tutti da vedere e dimostrare), non mi state né mostrando il mio errore, né convincendo giuridicamente, mi spiego?
    Ma trovo in ogni caso irritante, e, soprattutto, controproducente per la stessa categoria, il voler per forza piegare ad interessi e interpretazioni di parte elementi, circostanze e affermazioni facendo loro dire e significare cose che oggettivamente non dicono e non significano, in questo come in altri casi. Ossequi.

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      Tutela imprese says:

      Lavoratori ovvero ( imprenditori milionari con investimenti ammortizzati nel tempo) ?? Ma lei veramente fa sul serio?? Non ho capito in che pianeta vive. Io vedo gente che lavora da febbraio per aggiustare le strutture e chiude a ottobre, che fa contemporaneamente il falegname , idraulico, pittore, ristoratore , bagnino , barista . Qua siamo alla follia. Prova a immaginare la sua reale contezza del problema è il suo disprezzo verso la categoria da come definisce queste persone. Poi sicuramente ci sarà qualche eccezione in pochi posti da ricchi, ma io vedo gente che si fa un mazzo e investe e butta soldi tutti gli anni , lottando contro burocrazia, controlli continui, erosione. Andate a vedere con i vostri occhi tutte le realtà è poi parlate.

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    Suck, secondo lei cosa dovremmo fare a questo punto, mollare tutto, tutti insieme? (Concessioni tutte scadute il 31/12/2020) Consegnamo le licenze di tutte le attività in corso? Demolire tutte le infrastrutture? Buttare tutte le attrezzature? Veniamo a mangiare a casa sua? Oppure ci affidiamo a a quelle amministrazioni comunali che al contrario della maggior parte degli altri comuni, hanno fatto norme “personalizzate” disapplicando la legge nazionale creando caos e gravi danni? Credo che farebbe meglio andare a dire “messe” da un altra parte! Lei crede davvero di conoscere il diritto?

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    Ovviamente intendevo centinaia di migliaia di euro.
    Certamente Renzo, la tua precisazione sugli investimenti sugli investimenti è corretta, a meno che non si voglia offrire servizi scadenti, non innovare mai niente e impoverire sempre di più l’offerta.
    Nel frattempo qui in Romagna diversi gestori quest’anno (e ovviamente anche gli anni scorsi, anche se meno del passato proprio a causa della Bolkenstein) hanno demolito completamente e rifatto la struttura, innovando sotto ogni aspetto e investendo appunto centinaia di migliaia di euro. Magari lo fanno per fare bella figura con i nuovi vincitori delle gare? O magari questa Boleknstein è tanto assurda quanto irrealizzabile?

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