Fiba-Confesercenti

Auto sospensione dal direttivo: lo strappo di Fiba Toscana

"La presidenza nazionale non ha adeguatamente sostenuto le nostre battaglie giuridiche". Così Fabrizio Lotti, presidente di Fiba Toscana, motiva la drastica scelta intrapresa dal sindacato regionale all'ultima giunta. Lo abbiamo intervistato.

Fabrizio Lotti, lo scorso 20 gennaio Fiba Toscana si è autosospesa dal direttivo nazionale di Fiba-Confesercenti. Quali sono i motivi che vi hanno portato a questa scelta?
«Come Fiba Toscana abbiamo intrapreso, due anni fa, una battaglia giuridica su temi a nostro parere fondamentali per la questione balneare, e che erano estranei alla piattaforma nazionale. Abbiamo infatti sostenuto il ricorso contro l’articolo 49 del Codice della navigazione, promosso dal Consorzio Riviera Toscana, per difendere il valore commerciale delle imprese balneari; e abbiamo lanciato un ricorso al primo tribunale della Corte di giustizia europea per il riconoscimento del diritto di proprietà delle opere che sorgono sulle concessioni demaniali marittime, allo scopo di escluderle dalle evidenze pubbliche facendole rientrare nell’articolo 12 della direttiva Bolkestein, dunque considerandole beni e non servizi.
Purtroppo, però, la presidenza nazionale di Fiba-Confesercenti non ha mai sostenuto adeguatamente il nostro percorso. Per questo, dopo due anni di ambiguità, non ci siamo presentati alla giunta dello scorso 20 gennaio, inviando una lettera che proclamava la nostra autosospensione dal consiglio direttivo. Ci è dispiaciuto arrivare a questo punto, ma si tratta dell’esito di un rapporto in cui la nostra chiarezza d’intenti non è mai stata corrisposta con altrettanta chiarezza. “Non capisco, ma mi adeguo” era il tormentone di Maurizio Ferrini; noi in questo caso ci siamo solo adeguati un po’ di meno, pur continuando a rispettare la presidenza».

Cosa volete dimostrare con questo gesto?
«Desideriamo ampliare il dibattito sui temi che conduciamo da sempre a testa alta. E cercheremo di portare il nostro peso alle prossime elezioni dei vertici di Fiba-Confesercenti, che avverranno nel 2017. In tutta la Toscana, dove sorgono circa 900 imprese balneari, ben 351 di queste hanno partecipato economicamente ai nostri ricorsi. In due anni abbiamo lavorato duramente, guadagnandoci un ottimo seguito, tanto che le tessere di Fiba-Confesercenti sono molto aumentate e questo non potrà essere ignorato».

Come ha reagito la presidenza alla vostra autosospensione?
«Non abbiamo più avuto comunicazioni con i vertici sindacali. Della giunta del 20 gennaio abbiamo ricevuto solo il verbale. Ma sono sicuro che i dirigenti di Confesercenti hanno preso atto del nostro gesto e ci stanno ragionando sopra».

Fino a quando durerà l’autosospensione?
«Questo non dipende da noi, ma da come la situazione si evolverà. Di certo, la nostra non è una scelta irrevocabile. Intanto stiamo andando avanti con il nostro lavoro: le pronunce sui nostri ricorsi arriveranno a marzo, e mentre a livello nazionale sono tutti fermi, in Toscana stiamo cercando di diffondere delle linee guida tra gli imprenditori balneari in merito alla complessa questione dell’atto formale».

Che tipo di linee guida? C’è molta confusione su questo tema…
«Semplicemente, riteniamo che si tratti di uno strumento che deve essere messo a conoscenza di tutti i balneari, poiché rappresenta una possibilità concreta. Poi ogni singolo imprenditore sarà libero di valutare e di decidere cosa fare».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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