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Assobalneari al ministro Costa: ‘Vogliamo proroga di 30 anni’

Pubblichiamo qui di seguito l'intervento del presidente Licordari pronunciato nel corso dell'incontro della settimana scorsa col governo.

Pregiatissimo Ministro Costa, questo di oggi è il quinto incontro che lei ha con la nostra associazione, e le diamo atto di aver avviato un confronto con la categoria che in più di una occasione ha potuto ascoltare le sue parole a difesa delle imprese che qui oggi tutti noi rappresentiamo.

La sua espressione “non tireremo una linea sopra alle migliaia di aziende balneari” pronunciata a Carrara è rimasta scolpita nella memoria di tutti noi, ingenerando aspettative e speranze nei colleghi che, dopo una estate ormai conclusa, si aspettano delle risposte. È comunque assurdo immaginare che il destino di imprese economiche che producono e generano occupazione non dipenda dalle leggi del mercato, bensì da interpretazioni distorte di norme o da sentenze di tribunali supremi che ci sovrastano da troppo lontano.

Quanto sta però accadendo in Europa da qualche mese, e quanto accadrà prossimamente con il referendum al quale il popolo ungherese sarà chiamato a esprimersi sulla questione immigrazione, è significativo del fatto che direttive e trattati riguardanti principi ben più importanti che la libertà di stabilimento possano essere messi in discussione o rinegoziati dagli stessi Stati membri. Brexit docet.

La questione economica che riguarda le concessioni balneari – ma anche quelle delle acque minerali e termali, dei porti turistici, dei costruttori navali, dei terminalisti portuali, dei commercianti ambulanti – non può essere affrontata nascondendosi dietro a una sentenza o ancor peggio allargando le braccia e dando la colpa a principi europei. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di posti di lavoro, di settori produttivi per il nostro paese che, nell’ambito di una crisi che non sembra avere fine, riescono comunque a rimanere sul mercato producendo e generando posti di lavoro. Pensa davvero che tutto ciò possa avere termine per decreto?

In occasione dell’incontro odierno le ribadiamo con fermezza la posizione di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria: proroga di 30 anni per le concessioni esistenti. Infatti noi riteniamo che la soluzione sia solo di natura politica e che spetti al governo avviare una trattativa con la Commissione europea per difendere e tutelare le proprie imprese, una trattativa che oggi noi vediamo possibile perché gli equilibri europei non sono più quelli di sei mesi or sono, e oggi sono estremamente fragili. Ma tale azione deve essere avviata con convinzione e determinazione, e non come avvenuto fino ad oggi, con l’obiettivo di ottenere per le attuali concessioni italiane una proroga di almeno trent’anni come è avvenuto con successo in Spagna con la Ley de Costas del 2013 e in Portogallo con la Ley de Agua del 2007, i cui testi le abbiamo consegnato sin dal nostro primo incontro, e che stanno consentendo alle imprese di questi paesi di svilupparsi migliorando l’offerta turistica, anche a nostro discapito.

Signor Ministro, abbiamo ascoltato con grande interesse e piacere le affermazioni del nostro presidente del consiglio rilasciate in occasione del recente vertice Ue tenutosi a Bratislva, le quali hanno messo in discussione principi fondamentali dei trattati europei nella misura in cui questi negano la possibilità di politiche nazionali espansive e di sviluppo. Affermare, come ha fatto il presidente Renzi, che le politiche di austerità imposte da Bruxelles impediscono la crescita economica dei paesi ci fanno sperare che sia in atto una rivisitazione della rilevanza da attribuire alle problematiche specifiche proprie di uno Stato membro. Auspichiamo pertanto che la problematica del rinnovo delle concessioni esistenti, con la salvaguardia di imprese e posti di lavoro, sia posta all’interno di questa nuova visione del modo di stare in Europa.

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Fabrizio Licordari

Presidente di Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria

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