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Arriva la prima mappatura nazionale sul mercato degli stabilimenti balneari

Lo studio, che sarà presentato in anteprima il 13 ottobre al Sun di Rimini, prende in esame gli investimenti e l'occupazione nel settore

Quanto investono ogni anno gli stabilimenti balneari, quanti dipendenti hanno in media, quali servizi svolgono a beneficio dell’intera collettività. Sono alcuni dei dati che emergono da un’interessante indagine effettuata dall’avvocato Cristina Pozzi, che ha iniziato a fare ciò che lo Stato italiano non ha mai fatto: una mappatura del settore degli stabilimenti balneari. «Non è possibile fare nessun riordino delle concessioni demaniali marittime, se prima non si analizza il mercato di riferimento», afferma Pozzi. «Per questo motivo la legge Centinaio (la 145/2018 che ha esteso la validità delle concessioni fino al 2033, NdR) ha inserito la mappatura del settore tra i principi cardine della futura riforma». Tuttavia, da quella legge sono passati quasi tre anni senza che il legislatore abbia mosso un dito. «Abbiamo quindi deciso di effettuare un monitoraggio a campione per conto nostro – spiega Pozzi – per poter affidare in seguito uno studio di livello nazionale, che sarà commissionato alla società Navigo di Viareggio e certificato da un ente di rilevanza nazionale». I risultati di questa prima indagine saranno presentati in anteprima assoluta alla fiera Sun 2021 di Rimini, nell’ambito di un convegno organizzato da Mondo Balneare mercoledì 13 ottobre alle ore 14 in “Beach Arena” (lo spazio incontri nel padiglione B3, adiacente allo stand di Mondo Balneare).

Nell’attesa, l’avvocato Pozzi anticipa a Mondo Balneare alcuni dati molto interessanti: «Abbiamo intervistato 120 stabilimenti balneari tra Liguria, Marche e Toscana, sottoponendo un questionario mirato e richiedendo risposte corredate di documentazione. Tra i numeri da fornire c’erano il numero di dipendenti e la durata delle loro assunzioni, l’entità economica degli investimenti effettuati e di quelli non effettuati a causa dell’incertezza normativa, i costi per la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’ammontare del canone demaniale, la data di rilascio della concessione ed eventuali peculiarità delle stesse».

«Dai risultati dell’indagine – prosegue Pozzi – è emerso un livello occupazionale molto più elevato di quello che ci aspettavamo: gli stabilimenti balneari intervistati hanno infatti una media di quindici dipendenti e non solo stagionali. Molto elevato è anche l’ammontare degli investimenti, che è di almeno 50/70 mila euro all’anno nelle Marche e di 150 mila euro all’anno in Liguria e Toscana, e che proviene per la stragrande maggioranza da risorse private e da mutui di lungo periodo, ottenuti mettendo in garanzia proprietà personali. Peraltro, moltissimi concessionari intervistati hanno partecipato alla realizzazione di opere pubbliche con modalità di partenariato pubblico-privato (per esempio nella costruzione di reti fognarie) e hanno un quoziente molto grande di investimenti nel settore ambientale (rifacimenti di scogliere frangiflutti, ripascimenti, mantenimento dei prati di posidonia, smaltimento di rifiuti spiaggiati, eccetera)».

«Non meno importante è la quantità di servizi pubblici svolti dai concessionari», sottolinea Pozzi. «Non va dimenticato infatti che i titolari di stabilimenti balneari sono concessionari dello Stato tenuti a svolgere tutta una serie di attività – dal salvamento alla pulizia dell’arenile – pena la decadenza della concessione. Si tratta di costi molto importanti per i gestori delle spiagge, che spendono centinaia di migliaia di euro di risorse private per svolgere servizi a beneficio di tutti i cittadini».

Tutti i numeri dell’indagine saranno presentati dalla stessa Pozzi al convegno di mercoledì 13 ottobre al Sun di Rimini e saranno commentati dal commercialista Piero Bellandi, esperto in valutazione dell’impresa balneare.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    • Nikolaus Suck says:

      Nono, che la mappatura si faccia tutta, e si faccia bene. Facendo anche il punto delle concessioni gestite per subentro e in affitto, e a quanto.

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