Norme e sentenze

Allestimento spiagge: tutte le ordinanze regionali che consentono i lavori ai balneari

L'elenco completo dei provvedimenti che fanno maggiore chiarezza rispetto al dpcm nazionale del 10 aprile per quanto riguarda il montaggio e la pulizia negli stabilimenti

Molte regioni costiere italiane nei giorni scorsi hanno regolamentato le modalità di allestimento e pulizia negli stabilimenti balneari con ordinanze locali diverse tra loro, per cercare di fare chiarezza tra i concessionari di spiagge in una situazione confusionaria a causa delle misure di contenimento sanitario per fronteggiare la pandemia del coronavirus.

In questo articolo illustriamo tutte le diverse norme territoriali, per mettere ordine tra gli operatori del settore in mezzo al flusso di costanti notizie. Se alcune regioni costiere non sono citate nell’elenco, è perché non hanno ancora emesso ordinanze specifiche in materia: per queste valgono comunque le disposizioni nazionali, che riepiloghiamo come premessa.

Cosa prevede la legge italiana

Il dpcm nazionale varato dal governo lo scorso 10 aprile, all’articolo 2 ha «ammesso, previa comunicazione al prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione». La norma, che è entrata in vigore il 14 aprile, è valida per ogni tipo di azienda e dunque anche per i titolari di stabilimenti balneari, a cui in precedenza era invece proibito effettuare attività di manutenzione, allestimento e pulizia. Tuttavia la legge nazionale pecca di due imprecisioni riguardo l’attività specifica in spiaggia:

  • la norma parla di “accesso ai locali aziendali”; dunque alla lettera non includerebbe le aree in concessione all’aperto come le spiagge (ai titolari di stabilimenti balneari non basta concedere l’ingresso nei loro manufatti, poiché hanno bisogno anche di entrare nelle aree demaniali di pertinenza per effettuare la pulizia e il livellamento dell’arenile e per collocare cabine, lettini e ombrelloni);
  • l’obbligo di comunicazione preventiva in prefettura non è adeguatamente precisato nelle sue modalità (per esempio, occorre attendere il via libera esplicito prima di potersi recare presso il proprio lido, oppure è sufficiente portare con sé una copia della comunicazione per dimostrare, in caso di controlli, di averla davvero effettuata?).

Tali carenze hanno portato la maggior parte delle amministrazioni regionali a varare specifiche ordinanze locali per chiarire meglio le modalità di accesso e di lavoro in spiaggia rispetto alle più generiche disposizioni nazionali. Le elenchiamo di qui seguito, in ordine alfabetico. Tutte le normative illustrate sono già valide e in vigore.

Abruzzo

L’ordinanza n. 36 del 13 aprile 2020, firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, è stata la prima insieme al Veneto a consentire esplicitamente l’attività di allestimento negli stabilimenti balneari, in seguito al dpcm nazionale del 10 aprile.

Con molta precisione e completezza, il provvedimento abruzzese precisa che «sono chiusi al pubblico i parchi acquatici, gli stabilimenti balneari e le relative aree di pertinenza; l’accesso è consentito solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanze, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza; gli operatori turistico-balneari e il personale addetto, al fine di tutelare le risorse naturali del mare e della costa, sono autorizzati a effettuare i necessari e urgenti lavori nelle aree demaniali in concessione per avviare a smaltimento/recupero i rifiuti spiaggiati accumulatisi a seguito dei recenti fenomeni di maltempo; tutto ciò ferma restando la preventiva attuazione delle azioni e modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo ai sensi dei provvedimenti statali e regionali già adottati».

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Basilicata

L’ordinanza n. 18 del 15 aprile 2020, firmata dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, consente «l’attività di cura e manutenzione di giardini, aree verdi e naturali pubbliche e private, comprese le aree turistiche e le aree naturali quali le spiagge, ivi comprese quelle che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle predette attività, fatto salvo il rispetto delle misure di distanziamento sociale di almeno un metro e dell’utilizzo di guanti e mascherine di protezione individuale».

Si tratta di una formulazione più generica rispetto a quella di altre regioni, non parlando esplicitamente di allestimento degli stabilimenti balneari, ma è comunque un passo in avanti rispetto al dpcm nazionale.

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Calabria

L’ordinanza n. 32 del 17 aprile 2020, firmata dal presidente della Regione Calabria Jole Santelli, afferma che «con riferimento ai parchi acquatici, agli stabilimenti balneari e alle concessioni demaniali marittime, previa comunicazione al Prefetto, è ammesso, all’interno dell’area di concessione, lo svolgimento di interventi di manutenzione, sistemazione, pulizia, installazione e allestimenti delle spiagge, senza esecuzione di modifiche o nuove opere. È ammesso l’accesso alle aree di concessione da parte dei titolari, di personale dipendente o terzi delegati con l’obbligo di adottare ogni misura di contrasto e contenimento della diffusione del contagio negli ambienti di lavoro». Si tratta di una formulazione identica a quella approvata due giorni prima dalla Regione Puglia (e riportata più sotto in questo articolo).

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Campania

La Regione Campania non intende consentire l’allestimento degli stabilimenti balneari prima del 4 maggio. Questa sarebbe la decisione del governatore Vincenzo De Luca, comunicata ieri durante una videoconferenza con i rappresentanti delle associazioni di categoria.

Emilia-Romagna

Prima che il governo nazionale consentisse le attività di allestimento e manutenzione con il dpcm del 10 aprile, l’Emilia-Romagna era stata l’unica regione ad ammettere esplicitamente questo tipo di lavori per gli stabilimenti balneari, con l’ordinanza n. 35 del 14 marzo la cui validità è stata prorogata con successivi provvedimenti. Tuttora in riviera emiliano-romagnola è dunque consentito l’accesso in spiaggia «solo al personale impegnato in comprovate attività di manutenzione e vigilanza, anche relative alle aree in concessione o di pertinenza», a eccezione della provincia di Rimini che in quanto “zona rossa” ha disposizioni più restrittive. L’ultima ordinanza a convalidare tale disposizione è la n. 61 dell’11 aprile 2020, firmata dal governatore Stefano Bonaccini.

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Lazio

L’ordinanza n. 28 del 15 aprile 2020, firmata dal governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, è dedicata esclusivamente all’attività di allestimento sul demanio marittimo. Il provvedimento stabilisce che «per le concessioni con finalità turistico ricreative che insistono sul demanio marittimo e sul demanio lacuale e relative aree di pertinenza nonché per le strutture ricettive all’aria aperta le cui attività produttive sono state sospese con i precedenti provvedimenti nazionali e regionali, l’accesso alle strutture e agli spazi aziendali è consentito solo ai soggetti impegnati in comprovate attività di manutenzione e vigilanza nonché in attività di pulizia e sanificazione esclusivamente per le attività indicate».

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Liguria

Il decreto regionale n. 18 del 14 aprile 2020, firmato dal governatore della Regione Liguria Giovanni Toti d’intesa con la presidenza del consiglio dei ministri, è stato tra i primi a fornire ulteriori indirizzi al dpcm nazionali in merito all’attività dei concessionari demaniali marittimi. Il provvedimento ligure è stato poi preso a modello da altre giunte regionali che hanno normato successivamente sulla stessa materia.

Nello specifico, il decreto autorizza espressamente «le installazioni e gli allestimenti stagionali necessari per l’apertura degli stabilimenti balneari […] purché siano svolti all’interno della concessione demaniale marittima senza interferire con spazi pubblici e con l’area di cantiere segnalata e recintata per impedire l’accesso a estranei». Inoltre, il provvedimento consente «i ripascimenti stagionali e la sistemazione delle spiagge con mezzi meccanici».

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Marche

Il decreto regionale n. 99 del 16 aprile 2020, firmato dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, autorizza «le installazioni e gli allestimenti stagionali necessari per l’apertura degli stabilimenti balneari […] purché siano svolti all’interno della concessione demaniale marittima senza interferire con spazi pubblici e con l’area di cantiere segnalata e recintata per impedire l’accesso a estranei». Inoltre, il provvedimento consente «i ripascimenti stagionali e la sistemazione delle spiagge con mezzi meccanici». Si tratta della medesima formulazione contenuta nel decreto emanato due giorni prima dalla Liguria.

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Puglia

L’ordinanza n. 207 del 15 aprile 2020, firmata dal governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, è dedicata esclusivamente all’allestimento degli stabilimenti balneari e dispone che «con riferimento ai parchi acquatici, agli stabilimenti balneari e alle concessioni demaniali marittime, previa comunicazione al Prefetto, è ammesso l’accesso da parte dei titolari, di personale dipendente o terzi delegati esclusivamente per lo svolgimento di interventi di manutenzione, sistemazione, pulizia, installazioni e allestimenti delle spiagge, senza esecuzione di modifiche o nuove opere, purché gli stessi siano svolti all’interno dell’area in concessione. È fatto obbligo di adottare ogni misura di contrasto e contenimento della diffusione del contagio negli ambienti di lavoro».

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Sicilia

L’ordinanza n. 17 del 18 aprile 2020, firmata dal governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci, consente «l’attività di manutenzione, montaggio e allestimento degli stabilimenti balneari, nonché la pulizia della spiaggia di pertinenza. L’impresa esecutrice è tenuta a garantire nelle aree di cantiere il rispetto delle normative di settore, il distanziamento sociale e ogni altra misura finalizzata alla tutela dal contagio, avendo cura di interdire l’accesso ai non addetti ai lavori».

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Toscana

L’ordinanza regionale n. 37 del 16 aprile 2020, firmata dal governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, rilevando che l’applicazione del dpcm nazionale «rende necessario disciplinare lo svolgimento delle attività di manutenzione degli stabilimenti balneari e delle strutture ricettive all’aperto», precisa che «sono chiusi al pubblico gli stabilimenti balneari e relative aree in concessione o di pertinenza» e che «l’accesso è consentito solo al personale impegnato in attività di manutenzione, vigilanza e pulizia, ivi comprese le attività di allestimento e manutenzione delle strutture amovibili, previa comunicazione al Prefetto nonché segnalazione dell’area per impedire l’accesso ad estranei».

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Veneto

L’ordinanza n. 40 del 13 aprile 2020, firmata dal governatore Luca Zaia, afferma che «è ammessa l’attività di manutenzione di aree verdi e naturali pubbliche e private, ivi comprese le aree turistiche, incluse le aree in concessione e di pertinenza, quali le spiagge». Il Veneto è stata tra le prime regioni a consentire esplicitamente le attività di allestimento degli stabilimenti balneari in seguito al dpcm nazionale del 10 aprile.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Giornalista specializzato in turismo balneare, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. È caporedattore di Mondo Balneare.
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    La sicilia quando iniziera ad inoltrare la richiesta al prefetto ?eper chi ha il mantenimento delle opere invernali deve pure inoltrare richiesta

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    Dall anno prossimo 2021 alle persone che da anni aspettano la possibilità di poter competere per avere un spazio demaniale avranno la possibilità anche loro come le persone che a oggi da anni e anni hanno in mano lidi,spiaggie ecc..dove in tanti si sono costruiti il loro futuro. O come sempre verranno ancora prorogate alle stesse persone per altri 15 anni e di conseguenza lo svanire di progetti di tanti giovani interessati.
    Mi auguro che qualcuno possa pensare anche a queste persone e non sempre a chi negli anni passati ha fatto grossi utili e di conseguenza limitare una stagione gli cambierebbe sono un minore guadagno.d’altronde l’impreditoria è anche questo rischio..

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      Buongiorno non si sa come andrà per le concessioni ma Lei é sicuro che i balneari hanno dei grossi guadagni senza rischi o lo fanno per passione e amore verso il lavoro… io ci penserei bene prima di dire che le concessioni sono solo un mezzo di forti guadagni, bisogna dire che se si guadagna é perché si lavora come dei muli anche 20 ore al giorno. Quindi chi voglia intraprendere questo settore sappia che non é una lotteria vincente ma a volte si perde tutto per una semplice mareggiata e se non ci fosse amore nel lavoro, mi creda si lascerebbe subito.. buona giornata

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        Elisabetta says:

        Giustissima risposta…..dietro una concessione ci sta un sacrificio in termine lavorativo e in costi di struttura che soltanto chi ha un lido può capire……ed è comunque sempre un rischio….la scorsa stagione a causa del maltempo abbiamo aperto le strutture il 6 di giugno (quindi con 2 mesi di ritardo)….quest’anno non si sa ancora quando potremo aprire…..quindi non pensiate che siamo le galline dalle uova d’oro

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    Ho inteso che la provincia di Rimini è esclusa dalla possibilità di allestire gli stabilimenti in quanto zona rossa . È corretto ? Grazie

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