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Afib: anche i fornitori contro la Bolkestein

La direttiva servizi ha bloccato gli investimenti da parte dei balneari. Per questo, l'associazione nazionale dei fornitori al Sun si è schierata contro le aste delle concessioni.

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa dell’Associazione Fornitori Italiani Balneari, diffuso in occasione del Sun di Rimini in seguito al proprio direttivo nazionale, tenutosi giovedì 20 ottobre. Con questa articolo, Mondo Balneare inizia la pubblicazione di tutti i comunicati stampa elaborati nel corso del Sun.

L’Afib, la prima associazione nazionale dei fornitori italiani dei balneari, il 20 ottobre si è incontrata alla fiera Sun di Rimini per fare il punto della situazione al termine della stagione estiva. Notevole la preoccupazione degli associati che, a causa della grande incertezza che regna tutt’oggi sul futuro del settore balneare turistico, hanno visto calare pesantemente i loro fatturati.

E se la situazione non si sbloccherà, ridando il la agli investimenti delle strutture turistiche balneari, i prossimi anni saranno ancora più difficili se non drammatici. Difficilmente le aziende specializzate nella produzione e nella commercializzazione dei prodotti made in Italy del settore turistico balneare riusciranno infatti a resistere, qualora il periodo di stagnazione si prolungasse fino al 2015, cioè ancora per quattro anni.

Dai prossimi convegni delle associazioni balneari che si terranno sabato 22 ottobre, l’Afib si aspetta un vero e univoco orientamento da parte delle associazioni balneari per affrontare definitivamente e immediatamente il problema, e in tali occasioni non mancherà di far sentire la propria voce contribuendo con impegno e determinazione a organizzare il migliore iter possibile al fine di ottenere un diretto accreditamento presso le istituzioni italiane ed europee.

L’allineamento dell’Afib sul secco ‘no alle aste’ e sul ‘sì alla deroga della direttiva Bolkestein’ si sposa naturalmente con le richieste dei balneari, oggi perseguite unitariamente da oltre il 90% delle rappresentanze sindacali, nella comune consapevolezza che il blocco o la riduzione degli acquisti da parte della categoria balneare segnerebbe l’inizio di un processo di disgregazione del sistema produttivo a monte, con conseguenze nefaste sia per le aziende fornitrici che per la stessa categoria dei balneari.

Nel frattempo si avvicina il 28 dicembre 2011, data entro la quale il governo italiano dovrà opporre alla direttiva della commissione europea idonee motivazioni che affermino la peculiarità del sistema normativo italiano in materia di concessioni demaniali marittime. Quindi, l’Afib richiede con forza l’esclusione della categoria dalla direttiva servizi o una specifica deroga che riporterebbe serenità e desiderio di investire da parte di tutti i soggetti economici coinvolti.

Fonte: comunicato stampa Afib, 21 ottobre 2011

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Afib

Associazione Fornitori Italiani dei Balneari

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