«C’è davvero poco da esultare: dopo ben dieci anni, viene finalmente “scoperta” la legge dello Stato che riduce i canoni demaniali ai concessionari balneari danneggiati non solo dalle mareggiate, ma anche dall’inquinamento marino… È davvero una stranissima vittoria!». Questo l’amaro commento del presidente Assobalneari Campania Antonio Cècoro (che è anche vicepresidente nazionale di Federbalneari Italia) di fronte all’entusiastico annuncio scaturito da un incontro con la sottosegretaria al ministero delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli, cui hanno partecipato il sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo e i consiglieri regionali Stefano Graziano e Maria Antonietta Ciaramella (Pd).
«Risale a dieci anni fa – informa Assobalneari Campania – la prima documentata istanza (un grosso volume ricco di foto, planimetrie, documentazione e dati ufficiali sull’inquinamento) contenente anche il testo della legge 296 del 2006 che all’articolo 1 dichiara senza possibilità di equivoco che i canoni demaniali vanno ridotti del 50% in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità. Mentre altre rappresentanze sindacali restavano inerti, Assobalneari Campania ha presentato per ben tre volte il corposo dossier (nel 2008, nel 2010 e 2012) al Comune di Castel Volturno, alla Regione, alla Agenzia del Demanio».
«Evidentemente funzionari e politici si guardano bene dal leggere le disposizioni di legge…! Non solo fanno la figura degli ignoranti, ma hanno costretto numerosi concessionari a rivolgersi al Tar, sostenendo spese pesanti», dichiara ancora Cécoro.
«Nello stesso “vittorioso” incontro – conclude il comunicato firmato da Assobalneari Campania – è stato confermato da una nota dell’Agenzia del Demanio che il Comune di Castel Volturno ha preteso illegittimamente di applicare i criteri Omi (Osservatorio Mercato Immobiliare) anche a chi non spettava di pagare, e ora dovrà ritirare tutte le ingiunzioni con aumenti anche del 400% e le procedure di revoca. Anche per tali illegittime pretese sono stati presentati da decine di concessionari costosi ricorsi al Tar, che in un caso ha già condannato Castel Volturno a pagare le spese di giudizio. In casi del genere è prassi della Corte dei Conti chiamare funzionari e amministratori a rimborsare personalmente i danni che provocano all’erario con i loro atti».
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