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Concessioni balneari a Bari: 59 offerte per 26 lotti

Si è chiusa la prima fase delle gare demaniali sul litorale barese

Si è chiusa la finestra per la presentazione delle offerte relative alle 26 concessioni demaniali marittime messe a gara dal Comune di Bari. La procedura, che riguarda stabilimenti balneari e attività di ristorazione distribuiti lungo la costa del capoluogo pugliese, ha raccolto complessivamente 59 proposte presentate da 44 operatori economici.

Un numero che fotografa chiaramente l’interesse del mercato per un comparto che, dopo anni di proroghe e incertezze, si avvia a un cambiamento strutturale. Per molti concessionari storici si tratta di una svolta delicata: numerose attività, avviate decenni fa dalle stesse famiglie, rischiano di passare a nuovi gestori, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi, sulla continuità aziendale e sui livelli occupazionali del litorale.

Santo Spirito, Palese, Fesca e San Girolamo

Il quadro delle candidature evidenzia una partecipazione capillare su tutta la costa barese. Per i primi otto lotti, riferiti alla zona di Santo Spirito, sono pervenute complessivamente 16 offerte, con il lotto 8 che è risultato il più conteso a fronte di quattro proposte presentate.

A Palese le cinque concessioni messe a bando hanno raccolto dieci candidature, con un’attenzione particolare rivolta al lotto 12 che ha ricevuto tre offerte. Per le zone di Fesca e San Girolamo (lotti 14 e 15) sono invece arrivate rispettivamente due proposte per la prima area e una sola candidatura per la seconda.

Zona Marconi e il nodo del Lido San Francesco

Particolarmente significativa la partecipazione nella zona Marconi, dove i sette lotti messi in gara (dal numero 16 al 22) hanno raccolto un totale di 19 offerte.

Tra questi, il lotto 17 è risultato in assoluto il più ambito dell’intero bando con cinque proposte presentate. Si tratta del Lido San Francesco, lo stabilimento balneare storicamente più esteso della costa cittadina con una superficie superiore ai 22 mila metri quadrati. Una forte concorrenza che fa sentire la sua pressione sulla gestione uscente: la titolare dello stabilimento, Maria Palese, ha affidato ai social un accorato messaggio rivolto ai propri clienti e alla città: «Gestisco quello stabilimento da 26 anni, da quando nessuno lo voleva. Non vi dimenticate di me». Parole che riassumono l’amarezza per l’avvio delle gare e la preoccupazione di veder messo a rischio oltre un quarto di secolo di lavoro impiegato per riqualificare un tratto di costa un tempo abbandonato.

Porto Vecchio, Torre a Mare e i paletti del bando

Cinque offerte sono state presentate anche per il lotto 23, situato nella cornice del Porto Vecchio e relativo alla Sala Zonno, storico punto di riferimento per la ristorazione e i ricevimenti in città. Due proposte ciascuna sono poi pervenute per il lotto 24 a San Giorgio e per i lotti 25 e 26 a Torre a Mare.

Per evitare concentrazioni d’impresa e salvaguardare la pluralità dell’offerta, il bando comunale ha fissato paletti precisi alla partecipazione: ciascun operatore poteva presentare un’offerta per un massimo di quattro lotti, con il vincolo di potersi aggiudicare al massimo due concessioni.

Al via la fase di valutazione: in gioco futuro e lavoro

Con la chiusura dei termini per la presentazione delle candidature, la procedura passa ora alla fase di verifica e valutazione da parte degli uffici comunali, che dovranno esaminare le 59 offerte ricevute e accertarne la conformità ai requisiti previsti.

Dall’esito dell’istruttoria dipenderà l’individuazione dei futuri concessionari e, di conseguenza, il destino di numerose imprese storiche e di tanti lavoratori che lungo la costa barese hanno costruito negli anni la propria professionalità. Per Bari si apre così una fase del tutto nuova nella gestione del demanio marittimo, che rappresenta anche un importante banco di prova per l’intero settore balneare nazionale.

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