Le violente mareggiate che nei primi giorni di novembre hanno colpito il litorale adriatico hanno provocato lo spiaggiamento di diverse tartarughe marine Caretta caretta lungo le coste di Emilia-Romagna e Marche. Si tratta sia di esemplari già deceduti, spinti a riva dalla forza delle onde e delle correnti, sia di animali ancora in vita ma fortemente debilitati dall’impatto del maltempo.
A confermare la gravità della situazione sono i dati emersi nelle Marche, dove in soli due giorni si sono registrati oltre dieci spiaggiamenti. A Civitanova Marche, in particolare, due giovani esemplari di Caretta caretta sono stati trovati vivi a riva e prontamente recuperati, per poi essere trasferiti al centro di cura e recupero della Fondazione Cetacea a Riccione. È proprio la Fondazione Cetacea Onlus a rivolgere ora un accorato appello a cittadini, frequentatori delle spiagge e soprattutto agli operatori balneari. In queste settimane, con i cantieri aperti sulle spiagge per la realizzazione delle dune invernali e le manutenzioni, i concessionari demaniali rappresentano infatti un presidio fondamentale per l’osservazione e il monitoraggio del litorale.
Le raccomandazioni degli esperti sono tassative: di fronte al ritrovamento di una tartaruga non bisogna in alcun modo intervenire autonomamente. È fondamentale non toccare l’animale e non tentare mai di spingerlo o riportarlo in mare, anche qualora fosse visibilmente vivo. Questo tipo di manovra impropria può risultare fatale per esemplari già fortemente compromessi o in stato di ipotermia.
Le procedure corrette prevedono l’immediata segnalazione agli enti preposti per consentire l’intervento tempestivo del personale specializzato. La segnalazione è preziosa anche in caso di animali morti, poiché consente ai biologi di raccogliere dati scientifici sullo stato di salute dell’ecosistema marino.
I contatti da chiamare in caso di ritrovamento:
- Fondazione Cetacea (Emergenze h24): 334 568 8320
- Guardia Costiera (Numero blu): 1530
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