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Ostia, il Campidoglio richiama i concessionari: rimozione delle cabine stagionali e delle opere non autorizzate

Contrasto al “lungomuro” per gli stabilimenti che impediscono la vista del mare

La nuova comunicazione del dipartimento Patrimonio torna sugli adempimenti per gli stabilimenti del litorale romano. Il mancato rispetto delle prescrizioni può incidere sul rinnovo delle concessioni. Da distinguere lo smontaggio delle strutture stagionali dalla demolizione degli abusi.

Il Campidoglio torna a richiamare i concessionari degli stabilimenti balneari di Ostia alla rimozione delle cabine stagionali e agli interventi sulle opere non autorizzate e sulle barriere che impediscono la vista del mare. Con una nota inviata nei giorni scorsi ai gestori, il dipartimento capitolino al Patrimonio ha ribadito gli adempimenti già indicati dall’amministrazione in estate, richiamando le possibili conseguenze del mancato adeguamento sul rinnovo delle concessioni.

Il provvedimento si inserisce nel percorso di riordino del litorale romano e di contrasto al cosiddetto “lungomuro”, con particolare attenzione alle strutture rimovibili e agli ostacoli che separano visivamente la passeggiata pubblica dal mare.

Cabine stagionali e opere non autorizzate

Gli interventi richiesti riguardano situazioni diverse. Da una parte ci sono le cabine e le altre strutture autorizzate con carattere stagionale, soggette all’obbligo di smontaggio; dall’altra le opere non autorizzate, per le quali il Comune richiede la rimozione. Secondo le stime della cronaca locale, le cabine stagionali da smontare a fine stagione sarebbero tra 3.000 e 4.000, oltre a cancelli, inferriate e reti che ostacolano la visuale del mare.

Non si tratta comunque di un obbligo generalizzato di demolizione di qualsiasi manufatto presente nelle concessioni. Per stabilire quali strutture debbano essere rimosse e quali possano permanere è necessario verificare i rispettivi titoli, le autorizzazioni e le condizioni della concessione, distinguendo i manufatti regolarmente assentiti al Demanio dalle opere amovibili.

Le conseguenze sulle concessioni

La comunicazione di ottobre collega il rispetto delle prescrizioni alla prosecuzione della gestione, indicando l’inadempimento come un possibile ostacolo al rinnovo della concessione e come un grave illecito professionale. Questo non equivale a una perdita automatica del titolo per qualsiasi irregolarità: le conseguenze devono essere valutate nell’ambito dei procedimenti applicabili e della situazione del singolo concessionario.

Il tema era già stato affrontato durante gli incontri estivi tra amministrazione e operatori, nei quali erano stati richiamati gli obblighi relativi alle strutture rimovibili, alle recinzioni e alla regolarità dei manufatti.

Smontaggio, deposito e prossima stagione

Per i concessionari interessati, la rimozione delle strutture stagionali comporta l’organizzazione dello smontaggio, del trasporto e del deposito invernali. L’eventuale rimontaggio nella prossima stagione dovrà rispettare le autorizzazioni e le condizioni previste dal titolo concessorio, senza dare per scontata la possibilità di ripristinare ogni manufatto nella configurazione precedente.

Le operazioni, già avviate in alcuni impianti, proseguiranno durante l’inverno. Il passaggio centrale per gli operatori resta dunque una verifica puntuale del proprio stabilimento: strutture stagionali da smontare, manufatti autorizzati a permanere e opere sulle quali intervenire per adeguarsi alle prescrizioni del Comune.

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