Lazio Norme e sentenze

Stabilimento balneare abbandonato a Latina, il Comune ordina la demolizione delle strutture

Trenta giorni di tempo per rimuovere le opere dell'ex stabilimento Gente di Mare e ripristinare l'arenile. La concessione era stata dichiarata decaduta nel 2025 dopo le contestazioni per la mancata apertura e le condizioni di degrado.

Il Comune di Latina ha ordinato la demolizione delle strutture dell’ex stabilimento balneare Gente di Mare, sul lungomare cittadino, da tempo inutilizzato e in stato di abbandono. Il titolare avrà trenta giorni per rimuovere le opere presenti sull’area demaniale e ripristinare lo stato dei luoghi. In caso di inadempienza, l’amministrazione potrà intervenire direttamente, addebitando al responsabile tutte le spese sostenute.

Il provvedimento, firmato dai dirigenti del Servizio Condono e Antiabusivismo e del Servizio Demanio marittimo, rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda amministrativa iniziata nell’estate 2024, quando erano state riscontrate numerose irregolarità nella gestione dello stabilimento. Nel luglio di quell’anno, infatti, i controlli avevano accertato la “mancata apertura dello stabilimento balneare” e “lo stato di pessima manutenzione e di trascuratezza della struttura stagionale che, pur risultando installata, appariva priva dell’organizzazione dei servizi balneari essenziali e obbligatori”.

A seguito delle verifiche, il Servizio Demanio marittimo aveva inviato una diffida al concessionario, imponendo il rispetto degli obblighi previsti dal titolo demaniale. In particolare, era stato richiesto di garantire il servizio di salvataggio, provvedere alla pulizia dell’arenile e mettere in sicurezza le strutture presenti sulla spiaggia. La diffida conteneva anche un avvertimento sulle conseguenze del mancato adeguamento, compresa la possibilità di perdere la concessione. Una circostanza che si è concretizzata nel 2025, quando il Comune ha dichiarato la decadenza del titolo demaniale, disponendo contestualmente la rimozione delle attrezzature e dei manufatti presenti sull’area.

Nonostante il provvedimento, le strutture non sono state smantellate e continuano a occupare la spiaggia. Da qui la decisione dell’amministrazione di adottare una nuova ordinanza, finalizzata alla demolizione delle opere e alla restituzione dell’arenile alla sua destinazione legittima. “Nonostante la decadenza e l’espresso ordine di rimozione delle strutture e dei materiali presenti sull’area”, si legge nell’ordinanza, le opere “risultano tuttora presenti sul demanio marittimo dello Stato”.

Il Comune precisa inoltre che “la permanenza delle opere, successivamente alla cessazione del titolo concessorio e alla mancata ottemperanza all’ordine di rimozione, determina una situazione di occupazione e permanenza di opere sul demanio marittimo in assenza di valido titolo, con conseguente necessità di procedere al ripristino dello stato dei luoghi”. Secondo gli uffici comunali, la situazione è ormai incompatibile con il regime giuridico dell’area demaniale, rendendo necessario un intervento per liberare la spiaggia dalle strutture rimaste dopo la cessazione della concessione.

L’ordine di demolizione riguarda diversi manufatti dell’ex stabilimento: una piattaforma in legno lunga 24 metri e larga 4,7 metri, il fabbricato precedentemente utilizzato come bar, il corpo destinato ai servizi igienici, due cabine e la passerella che consentiva di raggiungere l’arenile dalla quota stradale. Tutte queste opere dovranno essere rimosse entro trenta giorni, con il conseguente ripristino delle condizioni dell’area demaniale.

Il Comune ha inoltre chiarito che, qualora il destinatario dell’ordinanza non provveda spontaneamente, non saranno necessarie ulteriori diffide prima dell’intervento sostitutivo dell’amministrazione. In questo caso, si legge nel documento, “l’amministrazione procederà, senza ulteriore diffida, all’esecuzione del presente provvedimento secondo le modalità previste dalla normativa vigente, anche mediante intervento d’ufficio, con conseguente addebito al responsabile dell’abuso delle spese sostenute per la demolizione, la rimozione, lo sgombero e il ripristino”. L’ordinanza punta così a concludere una vicenda che si protrae da oltre due anni, eliminando le strutture abbandonate e riportando l’area del lungomare di Latina a una condizione conforme alla disciplina del demanio marittimo.

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