La Fondazione Santi Donato e Carpoforo non parteciperà ai nuovi bandi per le concessioni balneari di Spotorno. La decisione è stata comunicata dal presidente don Claudio Borghi al sindaco Mattia Fiorini attraverso una lettera intitolata “Quando il meglio è nemico del bene”, aprendo un nuovo capitolo nella controversia sul Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUD) del Comune.
La Fondazione gestisce a Spotorno i Bagni di beneficenza Sant’Antonio, struttura sociale collegata alla casa per ferie Sant’Antonio e rivolta anche a persone con fragilità. Nella lettera, Borghi contesta il superamento della categoria dei “bagni di beneficenza” previsto dal nuovo PUD e sostiene che la nuova impostazione rischi di penalizzare proprio le persone che necessitano di spazi protetti e assistenza. Secondo quanto riferito dalla Fondazione, durante l’ultima stagione la struttura ha accolto oltre 500 persone con differenti tipologie di fragilità.
Il nuovo PUD prevede la riduzione degli stabilimenti balneari da 34 a 25 e un forte incremento delle aree destinate a spiagge libere e libere attrezzate, che passerebbero da 410,85 a 868,36 metri di fronte mare, dal 18,78% al 40,03%. Il piano prevede inoltre l’eliminazione dei tre “bagni di beneficenza” attualmente presenti a Spotorno.
La scelta dell’amministrazione comunale era già stata contestata nei mesi scorsi dalla Fondazione e da altri soggetti coinvolti nella vicenda. Il sindaco Fiorini ha spiegato che la categoria dei “bagni di beneficenza” non è più prevista dall’attuale assetto normativo e che il Comune ha scelto la formula della spiaggia libera attrezzata anche per consentire alla Fondazione di partecipare alla futura gara attraverso un progetto con finalità sociali e criteri legati all’accessibilità.
La rinuncia della Fondazione ha riacceso il confronto politico locale. La consigliera di minoranza Camilla Ciccarelli ha criticato la scelta dell’amministrazione, mentre il sindaco di Veduggio con Colzano, Luigi Alessandro Dittonghi, comune legato alla realtà della Fondazione, ha manifestato preoccupazione per la perdita di uno storico servizio rivolto alle persone fragili.
Il futuro dell’area dipenderà ora dall’esito delle procedure previste dal nuovo PUD. Il Comune sta già predisponendo la documentazione tecnica propedeutica alle prossime gare, mentre il Piano resta nell’iter di approvazione regionale.
La vicenda di Spotorno mostra così un ulteriore effetto del riordino delle concessioni: accanto al tema della riduzione degli stabilimenti e dell’aumento delle spiagge libere e libere attrezzate, emerge anche la questione della continuità di servizi balneari con una specifica funzione sociale.
Per approfondire
Per seguire tutte le tappe della vicenda sul PUD di Spotorno e sui bagni sociali:
- 11 agosto 2026: Spotorno, la Bolkestein non risparmia neanche le suore
- 3 settembre 2026: Spotorno, il PUD elimina la categoria dei bagni di beneficenza: la protesta della Fondazione Sant’Antonio
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