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Guerrino Ricci, 86 anni e un’idea di spiaggia che non si piega ai rincari

Il caso del Bagno 16 di Guerrino Ricci tra listini popolari e tradizione

A Riccione esiste ancora un tratto di spiaggia che sembra essersi fermato a un’altra stagione del turismo balneare. Si tratta del Bagno 16, in zona Fontanelle, dove per un lettino si pagano 4 euro e l’ombrellone non ha costo aggiuntivo se il cliente noleggia almeno due lettini. Qui la logica del “caro-spiagge”, viene deliberatamente aggirata in nome di un’idea diversa di accoglienza.

Alla guida dello stabilimento c’è Guerrino Ricci, 86 anni, considerato uno dei volti storici della riviera riccionese. Da oltre mezzo secolo accoglie bagnanti con un approccio che lui stesso definisce coerente con il tipo di clientela che frequenta il suo tratto di arenile. Spiega di lavorare soprattutto con persone anziane, spesso provenienti dall’entroterra riminese, famiglie e pensionati che scelgono la giornata al mare come appuntamento fisso, ma non scontato, del loro bilancio estivo. Ritiene che rincarare i prezzi significherebbe, per molti di loro, rinunciare alla spiaggia.

Listino piatto e la filosofia dei prezzi popolari

Nel suo stabilimento non esistono differenze di tariffa tra la prima fila e le postazioni più arretrate. Ricci sostiene che, dal suo punto di vista, la distanza dall’acqua non giustifichi alcun sovrapprezzo: che l’ombrellone sia in riva o verso la strada non cambierebbe la natura del servizio offerto. La scelta di tenere il listino piatto viene presentata come parte di una filosofia complessiva, più che come semplice strategia commerciale.

Il contesto in cui questa politica si colloca è però molto diverso. Sulla Riviera romagnola, come nel resto delle coste italiane, i prezzi medi per un ombrellone sono cresciuti, spingendosi facilmente sulle decine di euro al giorno. In alcuni casi, fra piscina, idromassaggi, animazione strutturata e servizi aggiuntivi, la spesa giornaliera supera di molto le tariffe base. La stessa costa romagnola viene indicata spesso come paradigma del balneare organizzato, con listini che rispecchiano un’offerta sempre più articolata.

Nel caso del Bagno 16, invece, i numeri restano quelli di una spiaggia essenziale, con la combinazione di ombrellone e due lettini ferma a 8 euro complessivi: un’impostazione difesa come condizione per mantenere il mare alla portata di chi lo frequenta da decenni. Ricci sottolinea che il suo obiettivo non è allinearsi alle tariffe più alte, ma continuare a lavorare con la stessa platea di affezionati, salvaguardando un equilibrio che considera fragile.

Un modello basato sulla fedeltà dei clienti

La clientela, in gran parte, risponde a questa impostazione con una fedeltà che viene descritta come il vero capitale dello stabilimento. Chi torna al Bagno 16 tende a farlo di anno in anno, trasformando il semplice noleggio di lettini in una consuetudine familiare. Nella memoria del bagnino ricorrono i volti di chi ha attraversato intere stagioni del turismo romagnolo senza cambiare spiaggia, come una turista tedesca ultraottantenne che continua a scegliere Riccione e quello stesso tratto di litorale.

Nel quadro del dibattito sui prezzi, la spiaggia di Riccione di Guerrino Ricci finisce così per assumere il ruolo di caso-simbolo. Da un lato ci sono stabilimenti che rivendicano tariffe tarate sui servizi, giustificando listini più alti con strutture moderne e un’offerta articolata; dall’altro permane una nicchia che sceglie deliberatamente i prezzi popolari, accettando margini più contenuti pur di non perdere il proprio pubblico storico. Il confronto rende evidente lo scarto: a fronte di un costo minimo in Riviera che in molti casi oscilla fra i 24 e i 30 euro al giorno, le cifre del Bagno 16 si collocano su un piano completamente diverso.

La resistenza di un’accoglienza tradizionale

Questa esperienza rappresenta l’immagine di una vecchia Riviera che sopravvive ai margini di un mercato profondamente cambiato. La riduzione degli stranieri in alcune fasce di stagione, la crescente pressione sui costi di gestione e l’evoluzione della domanda verso servizi sempre più sofisticati, spingono la maggior parte degli operatori ad adeguare le tariffe al rialzo. Ricci, al contrario, mantiene la rotta sulle tariffe minime, confidando nella continuità del rapporto umano con i suoi clienti.

In questo tratto di spiaggia di Riccione l’idea di mare accessibile resta, almeno per ora, una pratica quotidiana più che uno slogan. Il rischio di essere percepito come fuori mercato viene accettato come prezzo per difendere un modello di ospitalità che molti considerano superato, ma che continua a riempire ombrelloni e lettini con una regolarità che smentisce, in parte, la narrativa della crisi.

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