Sicilia

Pozzallo, i balneari diffidano il Comune: “Spiagge libere senza servizi e pulizia”

L’Associazione Turistica Balneare Siciliana contesta la gestione del litorale Pietrenere: “Non si possono scaricare sui concessionari obblighi che spettano all’ente pubblico”

L’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha inviato una formale diffida al Comune di Pozzallo denunciando criticità nella gestione delle spiagge libere del lungomare Pietrenere all’avvio della stagione balneare 2026. La presa di posizione arriva dopo la riunione convocata il 26 maggio dall’assessore comunale all’Ecologia, Alessandra Azzarelli, per discutere il tema della pulizia degli arenili e delle rispettive competenze tra ente pubblico e concessionari.

Secondo l’associazione, nonostante la stagione balneare sia già iniziata dal 1° aprile, diverse spiagge libere comunali verserebbero “in condizioni di abbandono” e prive dei servizi essenziali. Nel documento vengono evidenziate diverse mancanze: assenza di accessi idonei al mare per persone con disabilità, carenza di pulizia quotidiana degli arenili, insufficienza dei contenitori per la raccolta dei rifiuti e mancanza di presidi di salvataggio almeno nei fine settimana.

L’associazione sottolinea inoltre che la gestione e la manutenzione delle spiagge libere rientrano “nelle competenze esclusive del Comune per tutto l’anno solare”, contestando qualsiasi tentativo di trasferire tali obblighi ai concessionari privati. “In particolare – si legge nella diffida – è illegittimo chiedere ai concessionari di farsi carico della pulizia delle spiagge libere in sostituzione dell’ente”. I concessionari, evidenzia il documento, sarebbero tenuti esclusivamente alla manutenzione delle aree in concessione e delle relative pertinenze.

Tra i punti maggiormente contestati anche la richiesta rivolta ai gestori di ottenere autonomamente autorizzazioni per l’utilizzo di mezzi meccanici destinati alla pulizia dell’arenile. Secondo l’associazione, la normativa regionale consentirebbe l’uso di ruspe o mezzi analoghi soltanto in casi eccezionali e non durante la stagione estiva per attività ordinarie di pulizia.

La diffida richiama inoltre il tema dell’immagine turistica della località. Secondo i balneari, la situazione sarebbe incompatibile con gli standard richiesti a una destinazione insignita della Bandiera Blu e rischierebbe di provocare disagi sia ai residenti sia ai turisti. Nel documento l’associazione chiede quindi al Comune di intervenire immediatamente per garantire la pulizia quotidiana delle spiagge libere, installare contenitori per la raccolta differenziata, realizzare percorsi accessibili per persone con disabilità e attivare servizi di salvataggio adeguati.

Viene inoltre richiesto all’ente di comunicare entro dieci giorni le azioni concrete che intende adottare. In assenza di risposte, l’associazione annuncia la possibilità di procedere con segnalazioni e denunce alle autorità competenti, ipotizzando anche profili legati all’interruzione di pubblico servizio e al danno d’immagine per il comparto turistico locale.

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