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Cucina italiana patrimonio Unesco, Sib: “Festa a metà per ristoranti sul mare”

Capacchione: "Bene il riconoscimento, ma ricordiamo anche tutti i ristoranti delle spiagge italiane che rischiano di perdere aziende e lavoro per l'irrisolta questione della Bolkestein".

“Nell’esprimere soddisfazione per il riconoscimento dell’Unesco della cucina italiana quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, non possiamo non ricordare le centinaia e centinaia di ristoranti italiani che operano sulle spiagge del nostro Paese (anche stellati), che stanno vivendo un momento di grande angoscia e preoccupazione per il loro futuro”. Lo ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio, commentando il riconoscimento dato dall’Unesco alla cucina italiana.

“L’irrisolta questione della Bolkestein, dopo anni di promesse politiche tradite, rischia di distruggere aziende, perlopiù a gestione familiare, che hanno contribuito a realizzare una ristorazione di qualità e un modello di accoglienza che, oggi, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento”, aggiunge Capacchione. “I ristoratori che operano sul demanio marittimo rischiano di perdere il lavoro e la propria azienda solo per aver creduto nelle leggi dello Stato che garantivano la continuità aziendale”.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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