Niente da fare per le procedure di gara sulle spiagge di Ostia. Il Tar Lazio ha sospeso il bando per l’affidamento di 31 concessioni balneari sul litorale romano, accogliendo il ricorso presentato da alcuni balneari contro il Comune e l’Agenzia del Demanio. I titolari uscenti chiedevano l’annullamento del bando pubblicato lo scorso febbraio, contestando la legittimità della procedura.
Il Tar ha accolto la domanda cautelare e sospeso la gara, fissando l’udienza di merito al 14 ottobre 2025. Di conseguenza, per la prossima estate il Comune dovrà decidere come gestire o far gestire le concessioni in via temporanea. Il bando aveva destato scalpore perché, tra le altre cose, obbligava i nuovi concessionari a riconoscere al Comune una royalty sul fatturato, ma ora il Campidoglio potrebbe essere costretto a rifare tutto da capo.
Nella sentenza si sottolinea che «al fine di assicurare su tutto il territorio nazionale il rispetto dei principi di libertà di stabilimento, di pubblicità, di trasparenza, di massima partecipazione, di non discriminazione e di parità di trattamento», il legislatore statale «ha innovativamente stabilito che i titolari delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative siano selezionati attraverso un modulo procedimentale verosimilmente connotato in termini di specialità, esclusività e immediata applicazione». Al contrario, osserva il Tar, «la procedura indetta da Roma Capitale, la cosiddetta “gara-ponte”, pare disancorata dal nuovo paradigma legale» e pare contenere alcuni errori formali. In particolare, specifica il tribunale amministrativo, il Comune di Roma non ha rispettato la legge 118/2022 (la legge sulla concorrenza del governo Draghi), come modificata dalla legge 131/2024 (il decreto Salva-infrazioni del governo Meloni).
«Già in passato avevamo espresso delle perplessità in merito a come l’amministrazione capitolina stava affrontando la questione relativa ai bandi di gara per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime», commenta Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia. «L’ordinanza del Tar Lazio non fa che assecondare la linea di opposizione dei nostri associati in attesa della trattazione del merito. In questa fase, con le imprese del litorale romano fortemente impegnate nella complessa preparazione della stagione estiva, è fondamentale garantire continuità al turismo e affrontare con la giusta attenzione il grande tema del Giubileo del Mare di Roma. Servono stabilità e chiarezza normativa in ogni aspetto, per questo chiediamo il ritiro immediato dei bandi di altri lotti concessori emessi con gli stessi errori formali».
Aggiunge l’avvocato Vincenzo Cellamare: «Roma Capitale non ha rispettato i suddetti principi di immediata applicazione sia sotto il profilo della durata dell’affidamento, prevedendo un anno anziché 5, sia sotto il profilo economico, prevedendo un importo aggiuntivo rispetto al canone attraverso l’imposizione di royalty, quando, invece, i canoni sono prefissati dalla legge. La durata della concessione in rapporto agli investimenti, infatti, non può essere derogata neppure da casi eccezionali come l’approvazione del Pua».
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