L’Associazione turistica balneare siciliana critica la recente norma della Regione Sicilia, approvata nella legge finanziaria di fine anno, che snellisce le procedure per l’approvazione dei Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime (Pudm), finalizzati ad avviare i bandi sulle concessioni balneari. «Posto che la nostra associazione condivide la necessità di una pianificazione sul demanio marittimo della Sicilia, tuttavia non può essere imputabile a noi concessionari la negligenza dei Comuni inadempienti già dal 2006, nonostante la nomina dei commissari ad “acta” per sostituirli», afferma Antonio Firullo, presidente dell’Associazione turistica balneare siciliana. «Dalle dichiarazioni dell’assessore regionale al territorio e ambiente Giusy Savarino, sembra che questo decreto sia stato necessario e urgente per l’approvazione dei Pudm dei Comuni costieri della Sicilia al fine di “affidare con un’adeguata regolamentazione” le aree del demanio marittimo. Quindi l’approvazione di detti Pudm sarebbe necessaria per consentire ai Comuni costieri della Sicilia di avviare i bandi per l’asta pubblica delle concessioni: “A breve saranno pubblicate le linee guida su bandi per quei Comuni che sono in stato avanzato sui Pudm“, ha affermato infatti Savarino».
Prosegue Firullo: «Noi concessionari già esistenti siamo contrari a ogni forma di bando nei nostri confronti, considerato che la Regione Sicilia, per l’estensione dei titoli al 2033, ha obbligato tutti a un nuovo iter istruttorio, con evidenza pubblica nel portale online, senza tacito rinnovo e chiedendo il pagamento di conguagli e tasse di ogni genere a garanzia del canone fino al 2033. È evidentissimo che noi, a differenza dei nostri colleghi nel resto d’Italia, abbiamo avuto un nuovo atto concessorio dopo un nuovo iter istruttorio, come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato in diverse sentenze».
«Detto ciò – aggiunge la nota – in merito al nuovo decreto assessoriale, è opportuno chiarire che non è vero che “in Sicilia i bandi sono per le nuove aree in concessione e per gli esistenti, invece, il bando sarà nel 2027“. Innanzitutto, ancora oggi non abbiamo un decreto assessoriale che ci garantisca la continuità fino al 2027; inoltre i Pudm dei Comuni costieri non prevedono nessuna nuova area da destinare sin da subito ai bandi pubblici per nuovi concessionari. Tutti i Comuni si sono adoperati per un “Piano delle spiagge” o Pudm al fine di confermare e regolamentare solo le aree già esistenti: ecco perché siamo preoccupati per un decreto assessoriale che consente ai Comuni costieri dell’isola di ottenere l’approvazione in semplificazione del Pudm, ovvero pianificato esclusivamente per le aree già in esercizio.
«Resta per noi un mistero il perché non sia stato consentito alle categorie del settore balneare di partecipare alla stesura con i Comuni costieri e dare loro ogni supporto possibile nella redazione dei Pudm, che sono strumenti certamente importanti, ma solo se migliorativi», conclude Firullo. «I Pudm devono essere anche un motivo di programmazione turistica, per incrementare nuove attività e non solo per regolamentare quelle esistenti, nonostante la certezza che nella nostra regione, con 1.500 chilometri di costa, non c’è scarsità di risorse, in quanto vi insistono solo il 19% di concessioni di varie attività, di cui appena l’8% di stabilimenti balneari».
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