Prevedere che “una quota pari al 50 per cento del canone dovuto” per le concessioni demaniali marittime sia “attribuita all’ente concedente” per essere destinata “alla copertura delle spese amministrative connesse alla gestione del demanio marittimo; al finanziamento o al cofinanziamento di interventi di manutenzione delle aree costiere e opere di difesa della costa; al miglioramento della fruibilità delle aree demaniali di libero uso tra cui i piani di sicurezza della balneazione”. Lo propongono alcuni identici emendamenti presentati da Lega, Pd, M5s, Iv e Avs al decreto legge “Commissari” in fase di discussione alla commissione Ambiente al Senato.
Gli enti concedenti, si legge nelle proposte emendative, al momento dell’accertamento del canone dovuto per l’utilizzo dei bene demaniale marittimo “provvedono alla riscossione dell’importo” mediante le procedure previste dai singoli ordinamenti, “incassando le somme in apposito capitolo con il vincolo di destinazione sopra riportato”. Alla copertura di tali oneri, pari a 65 milioni di euro annui – proseguono gli emendamenti –, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica. Se approvate dalla commissione, le proposte entreranno nel decreto prima della discussione in aula.
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