Le elevate temperature che attanagliano la nostra penisola d’estate rendono indispensabile, per gli stabilimenti balneari con beach bar, offrire una carta di cocktail rinfrescanti per l’ora dell’aperitivo in spiaggia, dopo una giornata passata sotto il sole cocente. Oltre ai drink più classici come il Moscow Mule, il Mojito, il Gin Tonic e il Margarita, ce ne sono tanti altri più originali e meno conosciuti, che possono fare la differenza per guadagnarsi un’ottima reputazione tra i propri clienti e attirarne di nuovi.
Mai Tai
Cocktail a base di rum, il Mai Tai unisce sapientemente le note agrumate con un tocco di dolcezza. Il suo sapore complesso e nocciolato deriva dall’orzata, uno sciroppo dolce a base di mandorle sbollentate e macinate, che vengono poi bollite e mescolate con zucchero. Spesso aromatizzata con essenze agrumate o floreali, come l’acqua di rose o l’estratto di arancia, l’orzata dona al cocktail una maggiore complessità, corpo e una consistenza vellutata, grazie alla sua densità superiore rispetto allo sciroppo semplice; e contribuisce a dare al Mai Tai la sua texture setosa e il caratteristico sapore di mandorla.
Realizzato con succo di lime fresco e Orange Curaçao, questo cocktail sprigiona un ricco bouquet di agrumi. Il lime appena spremuto aggiunge una nota acidula che bilancia la dolcezza del rum, dell’orzata e dello zucchero, mentre l’Orange Curaçao, ottenuto da scorze d’arancia, dona un tocco di amaro. Per un Mai Tai di qualità, è consigliabile scegliere un buon Curaçao come il Pierre Ferrand, ma anche il Grand Marnier o il Cointreau possono conferire al drink il sapore dolce e agrumato desiderato.
La ricetta del Mai Tai prevede 2 cl di rum chiaro, 2 cl di rum scuro, 2 cl di Orange Curaçao, 1-2 cl di sciroppo di orzata, 3 cl di succo di lime, ghiaccio, foglie di menta fresca e fette di lime. Per ottenere il tipico effetto a strati del Mai Tai, il segreto sta nel comprendere e gestire la densità degli ingredienti: versando lentamente un rum più leggero sopra il cocktail miscelato, si può ottenere un galleggiamento perfetto.
Frozen Gin & Tonic
Variante del classico Gin Tonic, il delizioso Frozen Gin & Tonic differisce dalla classica ricetta per l’aggiunta di alcuni ingredienti. Oltre al gin e all’acqua tonica, si aggiunge succo di lime fresco e vermouth Lillet blanc, il tutto frullato con due tazze di ghiaccio. Il Lillet blanc, pur non essendo un ingrediente tipico del gin tonic, aggiunge una nota floreale e leggermente dolce che dona profondità al cocktail, rendendolo perfetto per l’estate e bilanciando eventuali note amare. In meno di un minuto nel frullatore, otterrete una bevanda frizzante e saporita.
Gli ingredienti prevedono 300 ml di acqua tonica, 100 ml di acqua, 200 g di cetriolo (non troppo grandi e tendenti al dolce), 80 g di zucchero semolato, 20 g di destrosio o zucchero semolato, bacche di ginepro, gin. Il procedimento: sbucciate e frullate molto bene il cetriolo; raccogliete la polpa in un contenitore graduato e aggiungete l’acqua tonica, l’acqua, lo zucchero o destrosio e le bacche di ginepro schiacciate; mescolate bene, coprite e lasciate riposare una notte in frigorifero. Con un colino a maglia non troppo fine filtrate la miscela e versatela nelle formine e ponete in congelatore fino al giorno dopo. Appena prima di servire, agganciate il tritaghiaccio alla planetaria, posizionate la miscela ghiacciata nell’apposito scomparto e solo dopo aver posizionato un contenitore sotto all’accessorio, azionate la planetaria alla massima velocità per ottenere una granita fine e soffice. Suddividete la granita aromatizzata al cetriolo nei bicchieri, aggiungete una dose di gin, mescolate e servite subito.
Tokyo Mule
Noto anche come Japanese Mule, il Tokyo Mule utilizza sakè bianco non filtrato e vodka. Nella preparazione, c’è chi pesta lo zenzero e chi invece opta per la ginger beer, evitando in questo caso di aggiungere soda. Alcuni barman aggiungono una fetta di cetriolo come decorazione, mentre altri la evitano. Essendo un drink di recente concezione, e non figurando quindi tra quelli ufficialmente riconosciuti dall’International Bartenders Association – attestazione che ne fisserebbe una sorta di disciplinare – ne esistono diverse varianti. Ecco la nostra proposta di ricetta: 1 parte di vodka, 1 parte di sakè non filtrato, 3 parti e mezzo di ginger beer, un po’ succo di cetriolo, il succo di mezzo di lime,
un cetriolo a guarnizione. Spremuto (o pestato e filtrato) il succo di cetriolo, aggiungete tutti gli ingredienti in una tazza di rame carica di ghiaccio, mescolate delicatamente e aggiungete una fetta di cetriolo a mo’ di guarnizione.
Hugo
In questo caso siamo davanti a un cocktail più diffuso nelle carte dei beach bar, ma non ancora abbastanza rispetto al popolarissimo Spritz di cui rappresenta un’alternativa. Originario dell’Alto Adige, l’Hugo è un drink leggero, rinfrescante e caratterizzato da un sapore dolce grazie all’aggiunta di sciroppo di sambuco. Spesso è chiamato Hugo Spritz, poiché condivide con il famoso cocktail veneto uno degli ingredienti chiave, il Prosecco.
In origine, al posto dello sciroppo di sambuco veniva usato lo sciroppo di melissa, ma quest’ultimo è meno facilmente reperibile. La preparazione prevede di strofinare l’interno di due bicchieri con foglie di menta o metterne 5 in ciascun bicchiere e pestarle leggermente per liberarne l’aroma. Successivamente, versare lo sciroppo di sambuco, il Prosecco e l’acqua frizzante, suddividendo gli ingredienti tra i due bicchieri. A piacimento, è possibile aggiungere una spruzzata di succo di limone o lime e, naturalmente, abbondante ghiaccio.
Lychee Martini
Poco conosciuto in Italia ma molto popolare nel nord Europa, il Lychee Martini non ha una ricetta ufficiale. L’importante è catturare il sapore delicato e quasi floreale del litchi. Per prepararlo, procuratevi un barattolo di litchi sciroppati (facilmente reperibili nei supermercati), 150 ml di vodka e del vermouth bianco dry. La preparazione è semplice: shakerate vigorosamente i litchi con ghiaccio, sciroppo del barattolo, vodka e vermouth, quindi versate il tutto in due bicchieri da Martini, usando i litchi come decorazione.
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