Unconventional breakfast, al via la masterclass sulla colazione per tutti

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Parte la seconda edizione online dell’Unconventional Breakfast Challenge, la masterclass in modalità “sfida” per creare colazioni indimenticabili per viaggiatori con stili alimentari diversi (vegetariani, vegani, celiaci, intolleranti al lattosio, sportivi, musulmani, eccetera) che raccontino il territorio e che piacciano proprio a tutti, senza dimenticarsi di coinvolgere i produttori e le attività locali e che tengano conto anche della sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’evento, che prenderà il via il 31 gennaio, è aperto anche agli stabilimenti balneari, attività in cui è sempre più importante prendersi cura della colazione per offrire un’adeguata esperienza a tutti i propri clienti (e per aumentare il proprio fatturato).

Unconventional Breakfast Challenge non è una sfida ai fornelli e non è riservata solo a chi opera nel settore alberghiero ed extralbeghiero, bensì si tratta di un percorso che riguarda tutti gli attori di una destinazione e della filiera turistica, rivolto anche a studenti e insegnanti delle accademie e degli istituti alberghieri e turistici, dove anche chi si occupa di accoglienza deve conoscere tutte le sfumature di queste tipologie di ospiti.

Tra gli special guest di questa edizione c’è la deputata Maria Chiara Gadda, ideatrice della legge 166 contro gli sprechi alimentari, che lancerà una nuova sfida per i partecipanti: capire come, dove e perché comunicare il proprio impegno nella lotta agli sprechi, anche quelli non alimentari, attraverso le proprie storie. La special guest internazionale di quest’anno è invece la californiana Yvonne Maffei, italo-americana fondatrice di MyHalalKitchen, che racconterà delle colazioni muslim-friendly ma in versione “made-in-Italy”.

Sono molti i quesiti che Concetta D’Emma, ideatrice del progetto “Unconventional Breakfast”, pone ai locali che offrono la colazione: perché capitano ospiti e viaggiatori che si fingono allergici a qualcosa piuttosto che raccontarci la verità sulle proprie esigenze o preferenze alimentari? Perché di conseguenza gli operatori del settore turistico spesso considerano dei “rompiscatole” questi ospiti? Cosa c’è che non va nella comunicazione tra queste persone? Che differenza c’è tra “accontentare” queste persone e “conquistarle”? E perché arrechiamo anche un grave danno (d’immagine ed economico) per il nostro territorio se non siamo in grado di proporre colazioni di qualità, che raccontino una storia e valorizzino anche le aziende e i produttori locali? Perché dobbiamo fare attenzione a comunicare trasparenza, coerenza ed eticità ai nostri ospiti, sia di persona che sui social? E siamo così sicuri che l’Unconventional Breakfast costi di più rispetto a delle “normali” e anonime colazioni? Questo e molto altro sarà affrontato nelle puntate (online su Zoom) in due settimane.

Anche quest’anno il progetto sosterrà la Fondazione Banco Alimentare per sensibilizzare al non spreco del cibo nel settore turistico e per aiutare le famiglie più bisognose. Inoltre, iscrivendosi all’Unconventional Breakfast, i partecipanti riceveranno in omaggio l’omonimo libro “Unconventional Breakfast: la colazione del territorio per viaggiatori con stili alimentari diversi”. Per ulteriori dettagli e per iscriversi all’iniziativa: unconventional-breakfast.eventbrite.it.

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