Attualità

Tutto il parlamento è contro il governo: ‘No alla Bolkestein’

Da Pdl e da Idv arrivano importanti proposte e dichiarazioni contro le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali

di Alex Giuzio

«La Bolkestein? È carta straccia». Così si è espresso il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri sulla direttiva europea che impone le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime, sulla quale il suo partito manterrà una «tolleranza zero».

Le dichiarazioni di Gasparri, riportate ieri dall’Ansa, si distinguono per la loro particolare durezza tra i numerosi discorsi che più o meno tutti i politici hanno rilasciato in questi giorni di protesta dei balneari. Così si è espresso il senatore: «I diktat europei sono carta straccia. In un momento di devastante crisi economica che colpisce anche il turismo, misure assurde, gare e quant’altro sono inaccettabili. Stracceremo, quindi, ogni misura ispirata a presunte regole europee. Mi riferisco in particolare alla riforma forense e a quella sugli operatori balneari: due avvisi estivi al governo sui quali il margine di tolleranza del Pdl è a livello zero. Agli operatori balneari non vogliamo scherzi. Il ministro Gnudi ha in preparazione un provvedimento sul quale non ha dato ancora una trasparente informazione al Parlamento».

Ancora più importante è l’attività portata avanti in queste calde giornate dall’Italia dei Valori, che ha avanzato una proposta di legge sulle concessioni demaniali firmata da Antonio Di Pietro e David Favia. La nota introduttiva riprende ampiamente le argomentazioni portate avanti dai sindacati e dai comitati balneari, affermando, fra l’altro, che «la conduzione di uno stabilimento balneare deve essere considerata una vera e propria attività imprenditoriale complessa, caratterizzata da rilevanti investimenti di carattere strutturale e occupazionale anche finalizzati allo svolgimento dei servizi di sicurezza dei bagnanti e di manutenzione ambientale dei tratti di costa di propria competenza, che rendono tali imprese sostanzialmente diverse da semplici attività di servizio». Il partito di Di Pietro porterà queste argomentazioni in parlamento a settembre.

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