Il consiglio dei ministri ha adottato lo scorso 25 novembre il disegno di legge “Valorizzazione della risorsa mare”. Il ddl si concentra in particolare sulla valorizzazione del turismo subacqueo attraverso la mappatura degli itinerari marini e l’individuazione di criteri di sicurezza e rilevanza paesaggistica, faunistica, archeologica e culturale. L’iniziativa legislativa intende anche introdurre nuove disposizioni in materia di coordinamento delle politiche del mare, definizione della zona contigua, navigazione da diporto, navigazione marittima e cantieristica, ambientale, culturale e di pesca, prevedendo apposite misure per le isole minori.
Il decreto prevede alcuni criteri specifici per individuare le zone di interesse turistico subacqueo, che includono:
- sicurezza in termini di valutazione delle condizioni ambientali favorevoli per l’immersione, come correnti, visibilità e disponibilità di infrastrutture di soccorso;
- rilevanza paesaggistica e faunistica, ossia aree con habitat suggestivi e una ricca varietà di fauna marina;
- rilevanza archeologica, come siti sommersi di particolare interesse storico e culturale che raccontano la storia italiana;
- rilevanza culturale, ovvero zone legate a tradizioni locali o percorsi tematici che valorizzano il patrimonio sommerso.
Per quanto riguarda il turismo, nello specifico, il disegno di legge si propone di promuovere l’attività subacquea come opportunità di svago e di crescita sostenibile, anche stabilendo i requisiti fondamentali per i centri di immersione e addestramento subacqueo, con un forte accento sulla sicurezza dei turisti, in termini di assistenza e informazione sui delicati ecosistemi marini.
«Non potrei essere più soddisfatta per la regolamentazione della prima disciplina sul turismo subacqueo, inserita nel ddl “Valorizzazione della risorsa mare” adottato in consiglio dei ministri», ha commentato la ministra del turismo Daniela Santanchè. «Un passo fondamentale che dimostra, ancora una volta, quanto il governo Meloni tenga in considerazione le esigenze del settore e il valore del dialogo. È un ulteriore chiaro segnale dell’impegno dell’esecutivo per le politiche del mare, il turismo sostenibile e la diversificazione dell’offerta turistica, rendendola così anche più sexy».
«Mare e turismo sono due settori fortemente comunicanti – aggiunge Santanchè – tanto che, all’interno della filiera dell’economia blu, è proprio il turismo a essere il comparto più rilevante, perché stando ai dati Teha, genera quasi il 29% di valore aggiunto e impiega circa il 40% degli occupati».
Nel quadro della nuova normativa, il ministro del turismo avrà il compito di promuovere cooperazioni internazionali per l’attività subacquea ricreativa, incoraggiando la condivisione di esperienze tra nazioni con aree marine di interesse turistico e valutando anche opportunità di gemellaggio con altri paesi, per incentivare scambi culturali e formativi nelle zone subacquee.
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