Attualità

Top 100 Comuni turistici, trionfa il settore balneare

Nella classifica sul valore dell'industria dell'ospitalità, c'è il predominio assoluto delle località in cui prevale l'economia legata al mare

Sono 17 le località balneari alle prime 35 posizioni nella top 100 dei Comuni turistici per valore aggiunto, elaborata da Sociometrica su dati Istat. La classifica sancisce il trionfo del settore balneare: superiori alle città d’arte, le località costiere che basano la propria economia principalmente sul turismo balneare sono infatti la tipologia più rappresentata nell’autorevole classifica. Ciò conferma che le vacanze al mare hanno un peso fondamentale nel Pil del nostro paese, e una grande parte del merito è proprio degli stabilimenti balneari, imprese d’eccellenza grazie alle quali milioni di turisti scelgono ogni anno di recarsi nelle spiagge italiane per farsi coccolare e servire. Non si tratta di una forzatura, bensì di un dato di fatto: le 17 località balneari presenti ai vertici della classifica sono infatti tutte caratterizzate dal predominio assoluto dei lidi attrezzati, a partire dalla riviera romagnola e dal Veneto che contano rispettivamente 7 e 5 località fra le prime 35.

Il risultato più rilevante è quello di Rimini: la capitale del turismo balneare figura infatti al quinto posto fra i top performer del Pil grazie all’industria dell’ospitalità, nettamente prima fra i Comuni balneari d’Italia, superata solo dalle quattro principali città d’arte italiane, ovvero Roma, Milano, Venezia e Firenze. Poco sotto si trovano in fila tre località balneari venete, San Michele al Tagliamento-Bibione, Cavallino-Treporti e Jesolo, rispettivamente al settimo, ottavo e nono posto, seguite a poca distanza da Caorle al dodicesimo.

La classifica prosegue con Lignano Sabbiadoro al quattordicesimo posto, Sorrento al diciassettesimo e poi una lunga serie di località balneari emiliano-romagnole: Riccione in diciottesima posizione, subito davanti a Cervia e Cesenatico alla diciannovesima e ventesima; e ancora Comacchio al ventiseiesimo posto e Bellaria Igea Marina al ventinovesimo. Nelle prime 35 posizioni ci sono anche Alghero (trentesima), Vieste (trentunesima) e Olbia (trentaduesima).

Più della metà delle località presenti ai vertici della classifica sono dunque prettamente ed esclusivamente balneari, a dimostrare l’elevatissimo valore aggiunto che rappresenta il comparto della spiaggia attrezzata nell’ecomonia turistica; ma se si allarga il raggio, il peso aumenta ancora di più. Sempre nelle prime trentacinque posizioni, infatti, ci sono altre grandi città italiane nelle quali, nonostante i flussi turistici si basino prevalentemente sui loro monumenti storici, esiste comunque un’importante componente legata al mare e agli stabilimenti balneari: si tratta di Palermo al tredicesimo posto, Ravenna al ventunesimo e Catania al ventiquattresimo. Per non parlare di ulteriori capoluoghi indubbiamente frequentati in prevalenza per i loro centri storici, ma che hanno anche una parte più o meno piccola di economia balneare legata ai lidi attrezzati: è il caso di Roma al primo posto (che vanta la frazione di Ostia), Venezia al terzo (col suo celebre lido frequentato dal jet set) e Napoli al sesto (con Bagnoli, Bacoli e altre frazioni balneari). Anche in queste gli stabilimenti, seppure non possano competere con l’immenso patrimonio storico-artistico-culturale, rappresentano comunque una parte significativa che completa l’offerta turistica delle rispettive città.

Nel grafico qui di seguito è possibile esaminare le prime 35 posizioni della classifica con i valori assoluti.

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  1. Con questo articolo, MONDO BALNEARE HA FATTO “CENTRO”. L’importanza del turismo in Italia ed in particolarmodo quello balneare, dovrebbe essere risaputo, in tanti però lo ignorano, frasi come “il mare è di tutti”, “spiagge libere”, “balneari ladri”, etc etc, scaturiscono quasi sempre, da chi non capisce quanto strategico sia questo settore per l’economia degli italiani tutti, e del ruolo tutt’altro che secondario avuto dagli attuali concessionari, che hanno saputo ben gestire, come difficilmente qualcun’altro potrà fare, per ovvi motivi. Il mare, dovrebbe appartenere soprattutto all’industria turistica, principale sostegno di questa Nazione e che NON TROVA UGUALI IN TUTTI GLI ALTRI PAESI MEMBRI UE.

    • Sig. Renzo il suo commento è veramente soddisfacente e veritiero, ma la informo che lei si è limitato nella sua ultima frase ai paesi Europei, le garantisco che nel mondo non esistono stabilimenti come i nostri.
      Miami prima città al mondo per numero di presenze ha degli stabilimenti ancora senza bagni e le fondamentali docce si trovano solo alle uscite dei lungomare, il salvataggio dispone di torrette ogni 600/700 metri ma solo nei punti più frequentati in tante spiagge è assente, i camminamenti per i portatori di handicap non sono nemmeno presi in considerazione. Chi ci ha sempre criticato non sa!!! non conosce!! non ha mai messo il naso fuori dall’Italia. Siate orgogliosi dei Vostri stabilimenti, siamo un eccellenza mondiale. Altro che evidenze o aste rovineremmo un meccanismo perfetto che obbliga a chi prende uno stabilimento ad impegnarsi veramente per recuperare la spesa fatta.

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