Norme e sentenze

Tar Lecce conferma ancora proroga al 2033 concessioni balneari

Nuove sentenze firmate dal giudice Pasca danno torto al Comune di Castrignano del Capo

Con sentenze n. 454 e 459 emesse ieri la prima sezione del Tar Lecce (presidente Antonio Pasca, relatore Ettore Manca) ha accolto i ricorsi proposti da due stabilimenti balneari, difesi dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, che hanno impugnato la delibera della giunta comunale di Castrignano del Capo n. 173 del 18 dicembre 2020. In particolare, la delibera e gli atti conseguenziali del Comune avevano subordinato il rilascio della proroga della concessione alle condizioni per le quali il Comune avrebbe dovuto effettuare delle verifiche con tempi estremamente dilatati e gli imprenditori avrebbero dovuto sottoscrivere una serie di dichiarazioni non previste da alcuna legge.

Gli stabilimenti avevano impugnato i provvedimenti e il Tar Lecce ha riconosciuto il «diritto alla proroga del titolo fino al 31 dicembre 2033» e inoltre ha specificato che il Comune può sicuramente effettuare la «generale attività di controllo e di vigilanza sulle concessioni demaniali – poteri il cui esercizio non è ovviamente precluso, alle condizioni normativamente fissate, dalla proroga disposta ex lege fino al 31 dicembre 2033».

In altre parole il Tar Lecce, in accoglimento delle tesi difensive degli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti a ottenere la proroga, che non può essere subordinata a una preventiva attività. Di conseguenza, i ricorrenti potranno finalmente avviare gli investimenti consapevoli di avere la proroga sino al 2033.

Inoltre, le sentenze hanno chiarito che i Comuni possono ovviamente esercitare la loro attività di vigilanza e di controllo sulle concessioni, sebbene questa attività debba essere limitata a quanto disposto dalla normativa, non potendosi richiedere ai concessionari particolari adempimenti non previsti dalla legge.

Esprime grande soddisfazione Mauro Della Valle, presidente della Federazione imprese demaniali Salento aderente a Oasi Italia, che afferma: «Il nostro obbiettivo è sempre stato quello di far applicare la legge, non certo quello di scontrarsi con le amministrazioni. Il mio rammarico sta nel fatto che i comuni non intendono applicare la legge e i concessionari possono trovare giustizia solo nelle aule di tribunale».

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