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Spiagge, Toninelli: ”Presto obbligo di cartello su libero accesso”

Il ministro conferma l'intenzione di costringere gli stabilimenti balneari a piantare un avviso sulla legge già da tempo esistente.

Gli stabilimenti balneari potrebbero presto essere obbligati a piantare un cartello informativo sul diritto al libero accesso alla spiaggia. Lo ha annunciato il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli (Movimento 5 Stelle), intervenendo martedì in audizione alla commissione Lavori pubblici al Senato.

pouf Pomodone

«A breve introdurremo una nuova norma finalizzata a rafforzare la garanzia di libero e gratuito accesso e transito al mare in favore degli utenti», ha detto Toninelli. «Le imprese balneari dovranno posizionare un cartello davanti all’area in concessione che riporti la dicitura “Sono garantiti il libero e gratuito accesso e transito al mare“».

La legge italiana già prevede da sempre il libero accesso alla spiaggia, anche attraverso le aree in concessione agli stabilimenti balneari, ma non è mai esistita nessuna norma che obbligasse ad affiggere un avviso del genere. Toninelli aveva già manifestato questa intenzione a inizio luglio alle associazioni nazionali degli imprenditori balneari, che però si erano opposte. Dopo essere stato convocato dal ministro, infatti, il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione aveva preso le distanze da questa idea, ritenendola marginale e inopportuna oltre che fuorviante (vedi notizia).

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«Abbiamo sottolineato la necessità di evitare che si creino sbagliate aspettative – aveva dichiarato Capacchione riferendo l’esito dell’incontro – stante il divieto di stazionamento sia sulla battigia, perché questa è destinata esclusivamente al transito e al soccorso, sia sull’area in concessione, perché in godimento del concessionario e dei suoi clienti. Inoltre risulta assai marginale per gli imprenditori balneari italiani un ulteriore obbligo, come il posizionamento di un semplice cartello, quando gli stessi stanno rischiando di perdere, per la colpevole inerzia delle istituzioni italiane, la propria azienda e soprattutto migliaia di posti di lavoro. Certamente stupisce che, in materia di demanio marittimo, la questione che al momento stia più a cuore del Ministero alle infrastrutture e dei trasporti non sia una ormai non più differibile riforma organica del Codice della navigazione redatto nel lontano 1942 (si pensi, per esempio, alla disciplina della facile e difficile rimozione o a quella del mantenimento delle strutture per favorire la destagionalizzazione), quanto piuttosto l’apposizione di questo ulteriore obbligo a carico delle aziende balneari» (leggi il comunicato integrale del Sib).

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