Ambiente

Spiagge pulite, torna la raccolta di rifiuti in gruppo organizzata da Legambiente

L'iniziativa, giunta alla 33^ edizione, si terrà dal 12 al 14 maggio in tutta Italia

Dal 12 al 14 maggio 2023 torna in tutta Italia il fine settimana di “Spiagge e fondali puliti“, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e alla pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le coste della nostra penisola, che vedrà in azione centinaia di volontari e cittadini di ogni età. Motto di questa 33^ edizione sarà “Chi ama la spiaggia, la tratta con i guanti”, una vera e propria call to action che ha l’obiettivo di lanciare un messaggio chiaro sull’importanza della tutela dell’ecosistema marino e su quanto l’impegno di ognuno di noi, unito a uno stile di vita più sostenibile, possa davvero fare la differenza.

Saranno oltre 80 le iniziative di “Spiagge e fondali puliti” (il calendario completo è su www.legambiente.it), che avranno anche lo sport protagonista per un mare più pulito. Per esempio, tra le iniziative in programma il 14 maggio a Bernalda (Matera), i ragazzi del settore minibasket del comitato regionale Fip Basilicata faranno una raccolta differenziata dei rifiuti presenti sulla spiaggia antistante il Camping Village Riva dei Greci. L’attività proseguirà per l’intera mattina, per poi lasciare spazio nel pomeriggio a giochi sulla spiaggia e partite di minibasket. Il 15 maggio si “giocherà il posticipo”, con il Cagliari Calcio che scende in campo con 50 ragazzi del suo settore giovanile per ripulire la spiaggia di Giorgino oltre il Porto Canale. L’iniziativa prevede anche attività di educazione ambientale sui temi del beach litter, della biodiversità e del paesaggio costiero.

Non solo mare quest’anno, ma anche fiumi: una delle iniziative sarà a Verduno (Cuneo), per la precisione in località Gorei, e interesserà la Spiaggia dei Cristalli che sorge lungo il fiume Tanaro e che deve il suo nome alla presenza di innumerevoli cristalli di gesso selenitico. Una vera particolarità geologica che offre uno spettacolo naturale unico e mozzafiato che si cercherà di riportare all’originario splendore. Ma “Spiagge e fondali puliti” non guarda solo all’Italia, perché grazie a Clean Up The Med, l’iniziativa di volontariato internazionale più importante di Legambiente giunta alla sua trentesima edizione, allarga il suo campo d’azione anche alle coste del Mediterraneo. Dall’Egitto all’Algeria, dalla Grecia al Portogallo, passando per le nostre coste, oltre 80 organizzazioni provenienti da altri 15 paesi diversi (Albania, Algeria, Croazia, Egitto, Grecia, Giordania, Libano, Libia, Malta, Palestina, Spagna, Tunisia, Turchia, Portogallo e Israele) si uniranno nel grande weekend del 12 maggio per una battaglia comune, ossia quella per difendere il fragile e meraviglioso ecosistema del Mare Nostrum dal marine litter. Tra le 100 iniziative di Clean Up the Med spicca quella in Grecia, a Salonicco, il 14 maggio, durante la quale oltre alla raccolta dei rifiuti verranno distribuiti posaceneri da spiaggia al fine di sensibilizzare i cittadini a uno smaltimento corretto dei mozziconi di sigaretta.

Anche quest’anno, la campagna “Spiagge e fondali puliti” sarà realizzata con il supporto di diversi partner: la new entry Emporio Armani (partner principale), le conferme Sammontana e Biotherm (partner principali) e un’altra new entry, Very Mobile (partner).

I dati 2023 sul beach litter

Il beach litter resta una delle grandi minacce da fronteggiare, e su cui Legambiente con l’indagine “Beach litter 2023” mantiene alta l’attenzione scattando una fotografia nitida dell’emergenza rifiuti sulle spiagge. In particolare, sono i 38 i lidi monitorati quest’anno e relativi a 15 regioni (Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sicilia, Sardegna). Su un totale di 232.800 mq di area campionata sono stati contati 36.543 rifiuti, una media di 961 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia. Immaginate due corsie di una piscina olimpionica completamente piene di rifiuti di cui il 72,5% è composto da polimeri artificiali/plastica, che si attestano come sempre il materiale più trovato. Ma quest’anno a peggiorare il quadro sono i rifiuti di vetro/ceramica (9,2% del totale), composti per lo più da materiale da costruzione (tegole, mattoni, piastrelle eccetera) smaltito irregolarmente in spiaggia. Seguono il metallo (6,8% dei rifiuti raccolti) e la carta e cartone (il 3,9% del totale). Il restante materiale raccolto è costituito da tessuti, legno trattato, gomma, bioplastica, rifiuti da cibo e sostanze chimiche.

«Citizen science, rete, impegno civico e cittadinanza attiva sono le parole d’ordine e di successo della nostra campagna “Spiagge e fondali puliti”», commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. «Un momento in cui a prevalere è quella sinergia che dal basso prova a scuotere e sensibilizzare sia tutti noi, per prendere consapevolezza delle nostre abitudini scorrette e nocive per l’ambiente, sia le istituzioni locali e nazionali affinché cooperino per applicare politiche di gestione e smaltimento rifiuti comuni, sia le aziende e le industrie perché si impegnino sempre più nell’adottare pratiche e azioni sostenibili. I dati dell’indagine “Beach litter” parlano chiaro: la spiaggia rimane ancora il principale cestino, indifferenziato, delle nostre attività. Per questo invitiamo tutti a partecipare a “Spiagge e fondali puliti”, un’occasione unica per fare rete tra i cittadini in Italia e fuori dai nostri confini, per un Mediterraneo più pulito e sano».

La top ten dei rifiuti spiaggiati

Circa la metà del totale di questi rifiuti monitorati (il 52% del totale) è rappresentata da sole dieci tipologie di oggetto (sulle 180 categorie totali) rispetto alle quali emergono due elementi: da un lato l’ingresso in top ten, direttamente al quarto posto, del materiale da costruzione con il 5,8%; dall’altro il calo della categoria delle stoviglie usa e getta, quest’anno al nono posto della classifica con il 3% del totale.

Al primo posto si confermano i frammenti di plastica (tra 2,5 cm e 50 cm) con il 10,9% sul totale; seguono tappi e coperchi con l’8,6% sul totale e mozziconi di sigarette con il 6%. Al quinto posto ci sono i cotton fioc in plastica (4% del totale) e con il 3,9 % del totale troviamo i frammenti di polistirolo (tra 2,5 cm e 50 cm) e le bottiglie e contenitori per bevande rispettivamente al sesto e settimo posto della classifica. Chiudono la classifica, all’ottavo e decimo posto, con il 3,1% e 3% rispettivamente altri oggetti di plastica e le bottiglie di vetro (e pezzi di bottiglie di vetro), queste ultime, al pari del materiale di costruzione, new entry negativa della top ten dei rifiuti spiaggiati.

Focus sui rifiuti di plastica monouso

Rispetto ai rifiuti di plastica raccolti, il 46% del totale è costituito dai 10+1 oggetti considerati nella SUP (Single Use Plastics), la direttiva europea che si pone come obiettivo quello di ridurre l’uso delle plastiche monouso, non biodegradabili e non compostabili, e che da gennaio 2022 è applicata in Italia. Anche quest’anno le bottiglie in plastica, inclusi i tappi e anelli (il 15% del totale e il 39% rispetto ai soli oggetti della SUP) si confermano come la tipologia di rifiuti relativa alla “categoria SUP” più trovata in assoluto sulle spiagge campionate dai volontari di Legambiente, ben 5.487 volte. Seguono i mozziconi di sigaretta e le reti e attrezzi da pesca e acquacoltura in plastica, entrambe il 15% della “categoria SUP”.

Relativamente all’ambito dei contenitori in plastica per alimenti, che quest’anno rappresentano l’1% del totale rinvenuto (6% degli oggetti SUP), i bicchieri di plastica rappresentano solo lo 0,7% del totale raccolto e il 3% degli oggetti SUP. Compongono il settore alimentare anche le posate e piatti di plastica che rappresentano l’1% degli oggetti SUP. Completano la classifica le cannucce e agitatori per cocktail (1% dei rifiuti totali, 3% della SUP) e le buste di plastica (2% del totale, 3% della SUP), queste ultime ancora presenti sulle spiagge italiane nonostante il bando esistente dal 2013 nel nostro paese, che ha comunque permesso una riduzione nell’uso di sacchetti del 55%. Infine ci sono gli assorbenti igienici e i palloncini di gomma, per cui è stata proposta un’etichettatura chiara che indichi il loro impatto sull’ambiente e la presenza di plastica. In questo caso le quantità rinvenute da Legambiente sono più contenute rispetto ai rifiuti più presenti, ma pur sempre considerevoli: i volontari hanno censito 58 assorbenti igienici e 103 palloncini di gomma.

© Riproduzione Riservata

Legambiente

Legambiente è un'associazione ambientalista italiana, fondata nel 1980.
Seguilo sui social: