Sardegna

Spiagge inaccessibili per la posidonia: protesta dei balneari di Alghero

La pianta ha invaso gli arenili a causa delle eccezionali mareggiate, e ora molti stabilimenti rischiano di non poter aprire.

La stagione turistica di una delle località più rinomate della Sardegna è compromessa da una pianta acquatica. I titolari degli stabilimenti balneari di Alghero sono infuriati contro l’amministrazione comunale, colpevole di non avere reagito alla straordinaria quantità di posidonia spiaggiata che sta facendo fuggire i turisti: «Le spiagge non sono certo nelle stesse condizioni promosse da agenzie di viaggio e tour operator – tuona Marco Di Giangi, presidente di Azione Alghero, su La Nuova Sardegna – e se i turisti mollano la presa, per Alghero è un dramma».

A illustrare perché le misure prese dal Comune non sono sufficienti è Giovanni Monti, titolare dello stabilimento “La Baia dei Venti”: «Hanno sperimentato il ricorso a una macchina vagliatrice, ma il risultato è stato scarsissimo. Sperimentare è giusto, ma come si è potuto pensare di spalmare tra l’arenile e il mare quella melma prodotta dal vaglio delle alghe marce e secche dei centri di stoccaggio? Se ci avessero coinvolto, non avremmo detto no alla sperimentazione, ma avremmo sicuramente suggerito di aspettare ottobre per il riposizionamento».

Per risolvere il problema della grande quantità di posidonia che ha invaso gli arenili, il Comune ha infatti pensato di triturare e ributtare in acqua il materiale, ma la mareggiata successiva ha riportato tutto a riva. «Ora, secondo l’amministrazione comunale dovrebbe essere compito nostro rimuoverla in prossimità dei nostri stabilimenti – conclude Monti – ma questo, oltre a non essere giusto, comporta dei costi che in molti a inizio stagione non si possono permettere, perciò l’alternativa è non aprire neanche».

Più diplomatico è Antonio Cipri, vicepresidente del Sib-Confcommercio di Alghero: «Certo, ci avrebbero potuto coinvolgere, ma adesso è inutile pensare al passato. C’è una sola cosa da fare: dobbiamo essere tutti uniti e andare a Cagliari per chiedere soluzioni urgenti per un problema gravissimo. La Regione deve rendersi conto che è stata un’annata eccezionale, che le mareggiate hanno prodotto un risultato disastroso».

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