L’aumento dei canoni sulle concessioni balneari sarà del 10%, e non del 110%. È quanto emerge esaminando la stesura definitiva del ddl Infrazioni, licenziata ieri dal consiglio dei ministri. La versione del testo che ha circolato ieri riportava un errore di battitura sulla cifra, che è stato ripreso dalle agenzie di stampa e dai principali media, compreso Mondo Balneare. L’articolo che abbiamo pubblicato questa mattina è stato corretto con la giusta percentuale.
Questo il passaggio completo della norma sull’aumento dei canoni: «Per le concessioni lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive, l’ente concedente determina i canoni tenendo conto del pregio naturale e dell’effettiva redditività delle aree demaniali da affidare in concessione, nonché dell’utilizzo di tali aree per attività sportive, ricreative, sociali e legate alle tradizioni locali, svolte in forma singola o associata senza scopo di lucro, ovvero per finalità di interesse pubblico. Una quota dei canoni, stabilita dall’ente concedente, è destinata alla realizzazione degli interventi di difesa delle sponde e del relativo capitale naturale e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere. L’importo del canone annuo, determinato in applicazione dei criteri di cui al primo periodo, non è comunque inferiore alla misura determinata ai sensi dell’articolo 100, comma 4, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126».
Restano invariate tutte le altre misure del provvedimento, di cui abbiamo dato ampio resoconto nell’articolo odierno.
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