Veneto

Sinergie e investimenti, la strategia veneta per innovare le imprese del turismo balneare

Unionmare Veneto lancia l'alleanza con Federalberghi e Faita-Federcamping per consolidare il primato della regione

CAORLE (VE) – Fare sinergia fra stabilimenti balneari, alberghi e campeggi per innovare la qualità dell’offerta nel turismo balneare del Veneto. È il senso dell’iniziativa lanciata ieri da Unionmare Veneto nel corso del suo convegno alla Fiera dell’Alto Adriatico di Caorle, che quest’anno ha visto il coinvolgimento di Faita Federcamping e Federalberghi. «Abbiamo voluto coinvolgere i colleghi del comparto ricettivo e all’aria aperta per creare un momento di confronto nel quale iniziare a ragionare sulle azioni concrete da mettere in campo per consolidare il primato turistico della nostra regione», ha spiegato Alessandro Berton, presidente di Unionmare Veneto. «Siamo il motore turistico d’Italia non solo in termini di presenze, ma anche di pil prodotto, e ciò grazie soprattutto alla filiera della balneazione attrezzata che da sempre vede la sinergia fra i diversi attori del comparto». Nel video qui sopra, il nostro servizio sull’iniziativa con le interviste ad Alberto Granzotto (presidente Faita Federcamping), Massimiliano Schiavon (presidente Federalberghi Veneto), Rosanna Conte (europarlamentare) e Roberta Nesto (coordinatrice G20 Spiagge), oltre allo stesso Berton.

Durante il convegno si è parlato anche dell’annosa vicenda del rinnovo delle concessioni balneari, che ha visto il Veneto fare da apripista con una norma regionale per consentire agli imprenditori del settore di presentare un piano di investimenti e ottenere un nuovo titolo ventennale attraverso la procedura di evidenza pubblica. Ha sottolineato a tal proposito Berton: «Su questo tema si sono consumate delle contrapposizioni troppo ideologiche. Noi di Unionmare Veneto non siamo mai stati a favore delle gare; ma abbiamo solo cercato di concentrare le nostre energie per cercare una soluzione anziché per discutere del problema. Il risultato è che oggi abbiamo una legge regionale che consente di avere delle concessioni balneari pluriennali a fronte di un programma di investimenti condiviso con gli enti locali; investimenti che servono a implementare la qualità dei servizi e aumentare l’innovazione delle imprese».

Dal governo nazionale, invece, tutto tace. «Ci auguriamo che possa arrivare presto chiarezza – ha concluso Berton – attraverso delle linee guida che garantiscano il riconoscimento di criteri per la premialità in base al know-how e agli investimenti fatti, in modo da consentire ai tanti concessionari uscenti che finora hanno gestito in maniera attenta e premurosa un bene pubblico, di poter continuare a farlo. Il settore balneare è composto da imprese di piccole, medie e grandi dimensioni, e tutte queste devono tenere conto che il turismo è in continua evoluzione e che, per essere più efficaci a intercettare i desideri delle persone, occorre avere un approccio proattivo ed essere in grado di innovarsi non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche del pensiero. Ciò è fondamentale per poter guardare al futuro con un pizzico di coraggio in più rispetto a quanto non abbiamo avuto negli ultimi anni».

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