Sicurezza

Sicurezza della balneazione, arriva la norma Uni

L'ente italiano di normazione lancia un'inchiesta per elaborare un nuovo standard nazionale di elevato interesse per gli stabilimenti balneari.

L’Uni lancia il progetto di una norma nazionale per la sicurezza della balneazione. L’ente italiano di normazione ha lanciato una nuova inchiesta pubblica, aperta a tutti i cittadini e ai professionisti del settore, per arrivare all’elaborazione di una norma sulla “Qualificazione delle aree di balneazione ai fini della sicurezza dei bagnanti”.

Non è la prima volta che l’Uni rivolge la sua attenzione al settore balneare: lo scorso ottobre, infatti, l’ente ha pubblicato i suoi standard per il calcolo del valore di mercato degli stabilimenti balneari (vedi notizia).

«I dati Istat mostrano che in Italia dal 1969 al 2012 sono decedute per annegamento 29.871 persone», afferma l’Uni in una nota. «Nel corso degli anni si è però verificata una marcata diminuzione del numero delle morti: ciò dimostra che, anche in assenza di una strategia generale, una serie di strumenti ha agito in modo efficace: per esempio maggiore consapevolezza dei rischi, capacità di nuotare, cambiamento di abitudini, educazione nelle scuole, ruolo degli organi di stampa, sorveglianza nelle spiagge. È molto importante che questi strumenti continuino a funzionare e se ne amplifichi la portata, ma è anche necessario mettere in atto strategie più mirate ed efficaci nella prevenzione dell’annegamento e di altre patologie fatali o molto severe connesse con la balneazione. Il mare rappresenta di gran lunga il corpo idrico nel quale si verificano il maggior numero di eventi ma anche fiumi, laghi e altre acque interne presentano rilevanti situazioni di pericolosità (correnti, minore capacità di galleggiamento)».

«Il GL 07 “Sicurezza delle spiagge” della Commissione Sicurezza della società e del cittadino ha deciso di impegnarsi in questo senso – prosegue il comunicato dell’ente – elaborando il progetto di norma nazionale UNI1604538 “Sicurezza della società e del cittadino – Qualificazione delle aree di balneazione ai fini della sicurezza dei bagnanti”. La futura norma fornisce un metodo per valutare e qualificare sotto il profilo della sicurezza le aree di balneazione (AdB) marine, lacustri e fluviali, per consentire ai cittadini la loro fruibilità in termini di sicurezza e di informazione. È applicabile sia alle AdB di libero accesso, sia a quelle dotate di strutture ricettive turistico-ricreative, quali gli stabilimenti balneari».

«Nella morte per annegamento un ruolo importante gioca l’impossibilità di un soccorso rapido e organizzato; in larga parte dei casi gli incidenti si verificano nelle spiagge libere, dove non solo non è garantita la sorveglianza, ma sono anche carenti le informazioni sui pericoli che possono essere presenti (buche, barriere sommerse, correnti di ritorno, ecc.). L’introduzione di misure di prevenzione e di assistenza ai bagnanti è in grado di conseguire importanti risultati nella prevenzione degli annegamenti».

La fase di inchiesta pubblica finale terminerà il 10 febbraio 2019. Chiunque fosse interessato può scaricare il documento e inviare eventuali commenti dalla pagina “UNI: inchiesta pubblica finale“. 

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