Lazio

Scivolone della Raggi sulla lotta alle concessioni balneari

Il sindaco di Roma è stata criticata dai Giovani Democratici per le sue dichiarazioni sui titoli abusivi di Ostia.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi scivola anche sull’argomento delle concessioni balneari e viene criticata per essere “impreparata“. È accaduto mercoledì scorso della seconda audizione in Commissione Antimafia, quando la Raggi ha toccato, tra i vari argomenti, anche quello delle concessioni balneari.

Questa la sua dichiarazione in merito, rivolgendosi alla presidente della commissione Rosy Bindi: «C’è un’illegalità diffusa: chiaramente la mia intenzione è rimettere le concessioni balneari di Ostia a bando. Ma il mio operato dipende anche da quello che fanno i parlamentari. Quindi io e la giunta, anche se vogliamo rimetterle a bando, abbiamo le mani legate perché voi le avete prorogate fino al 2020».

Immediate le reazioni politiche dei Giovani Democratici, che si sono detti entusiasti per l’intenzione del sindaco di «ristabilire la legalità» sulle concessioni, ricordando che è da anni che loro si battono per questa causa, ma che hanno anche precisato: «Nascondersi dietro un dito scaricando la colpa sul parlamento (che tra l’altro non ha prorogato le concessioni fino al 2020, come sostenuto da un’impreparatissima Raggi, bensì fino al riassetto del settore balneare) è per noi un grave atto di irresponsabilità politica».

In realtà anche i Giovani Democratici non sono stati molto precisi, perché una proroga fino al 2020 c’è stata, ma la Corte di giustizia europea lo scorso 14 luglio ha dichiarato l’illegittimità delle proroghe sulle concessioni balneari, portando poi il nostro governo a varare un emendamento per garantire la validità delle attuali concessioni fino al varo della riforma.

I GD, poi, aggiungono: «Ci aspettiamo che Virginia Raggi inviti il prefetto Vulpiani a far decadere con effetto immediato tutte le concessioni illegittime (la quasi totalità) che, in quanto viziate da situazioni irregolari, possono essere fatte decadere indipendentemente dalla legislazione nazionale. Inoltre la direttiva Bolkestein può essere applicata bypassando del tutto la proroga posta in essere dal parlamento, che è da considerarsi illegittima (in quanto non specifica un termine certo entro cui approvare il riassetto del settore balneare)».

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