Attualità

Sciopero della fame contro la Bolkestein

Storia di Marcello Di Finizio, per la seconda volta in sciopero della fame contro la direttiva Bolkestein.

di Alex Giuzio

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‘La voce della luna’ è la storia di uno stabilimento balneare mandato a fuoco, di un uomo in sciopero della fame da venti giorni e di un’associazione malavitosa rappresentata non dai mafiosi, bensì dagli enti di assicurazione che si rifiutano di risarcire un operatore balneare mandato in rovina da cause non dipendenti dalle sue azioni. Non stiamo parlando di un romanzo, ma di una storia vera che inizia a giugno 2008, quando nel ristorante ‘La voce della luna’, situato sul lungomare di Barcola a Trieste, scoppia un furioso incendio di origine dolosa. Il suo titolare, il quarantaseienne Marcello Di Finizio, avvisato da un testimone si reca subito in spiaggia, ma rimane intossicato nel tentativo di spegnere le fiamme, che i vigili del fuoco riusciranno a domare solo quando ormai è troppo tardi per salvare il locale (nella foto scattata la mattina dopo l’incendio).

‘La voce della luna’ era diventato un punto di ritrovo serale molto frequentato dai giovani triestini, soprattutto dopo che il proprietario ne aveva deciso un rifacimento del look e dell’immagine (fino a poco tempo prima, infatti, si chiamava ‘Terrazza a mare’). L’incendio ha distrutto tutto ciò, ma Marcello Di Finizio spera in un risarcimento assicurativo che gli permetta di ricostruire tutto. Risarcimento che però non arriva: la Sara Assicurazioni, ente con cui Di Finizio ha stipulato la polizza, si appiglia a una clausola che le permette di non pagare in caso di estorsione. «Ma io non ho subìto estorsione, in quanto non mi è mai stato chiesto di pagare il pizzo. Ad appiccare il fuoco sono stati dei balordi che hanno trovato un divertente passatempo estivo, e che sono ancora a piede libero», spiega Di Finizio, che ha chiesto alla Sara un risarcimento di 400 mila euro. «Ufficiosamente, la compagnia me ne ha offerti solo 60 mila, una cifra che non basta nemmeno per pagare i professionisti che hanno lavorato attorno alla vicenda», illustra il titolare della Voce della luna. «Una somma inferiore a 350 mila euro non mi avrebbe consentito di vivere; senza contare che il mio locale dava lavoro a 15 persone ora rimaste disoccupate. Se poi penso ai 3500 dischi in vinile frutto della collezione di una vita, e andati bruciati insieme al locale, mi vengono i brividi».

È per questo che, due anni fa, Marcello Di Finizio ha deciso di cominciare un primo sciopero della fame, piazzandosi con la sua Fiat Panda – diventata la sua casa ambulante – davanti alla sede di Udine della Sara Assicurazioni. «Bevevo solo acqua, e non mi sono mosso da lì finché non ho ottenuto un adeguato risarcimento dalla Sara», racconta oggi Di Finizio, che a settembre 2011 si trova a vivere un secondo sciopero della fame, ma stavolta davanti alla sede della Regione Friuli Venezia Giulia. «Protesto contro la direttiva Bolkestein e contro la mancata tutela di noi concessionari demaniali da parte delle istituzioni», annuncia Di Finizio, che oggi è giunto al ventesimo giorno senza alimentazione, vivendo all’interno della sua Panda tappezzata di cartelli e parcheggiata davanti alla sede della Regione. «Non è normale che un contratto stipulato tra un imprenditore e uno Stato venga stracciato. Io ho investito grosse cifre in un’azienda che volevo gestire a lungo termine, e ora mi si dice che nel 2013 me ne dovrò andare, decretando praticamente il mio fallimento. Questa è la situazione in cui si trovano altri trentamila concessionari balneari italiani, che presto si troveranno per la strada se la direttiva Bolkestein non verrà cambiata. I nostri rappresentanti dicono che è sbagliata, ma nessuno fa niente per cancellarla».

Ma perché la protesta davanti alla Regione Friuli e non a Roma? «Sia lo Stato che le singole regioni hanno le loro responsabilità. Il governo ha recepito una direttiva europea sapendo che sarebbe stata dannosa, e non ha fatto nulla per tutelare gli interessi dei balneari; la Regione è l’ente con cui ho stipulato il mio contratto per la concessione demaniale e che non lo sta proteggendo».

Marcello Di Finizio si è così buttato in un’avventura lesiva per il proprio corpo, per far capire che senza il suo locale la sua vita è finita. Lo ha spiegato molto bene ieri pomeriggio, quando ha indetto una conferenza stampa davanti alla Voce della luna per raccontare a tutti i presenti la sua storia: «Il mio locale era un mio modo di esprimermi, di condividere la bellezza con gli altri, di creare qualcosa di nuovo ogni giorno: un’idea, una canzone, un quadro o una pietanza. La gente capiva questo e lo apprezzava; per questo avevo successo. Ma senza La voce della luna il mio futuro sarà di fallimento, perchè non avrò più una casa, un lavoro e i miei sogni da realizzare. La politica mi avrà spazzato via tutto».

Si può seguire la vicenda di Marcello Di Finizio tramite la sua pagina Facebook (www.facebook.com/#!/profile.php), in cui scrive aggiornamenti quotidiani sulla sua battaglia. Per conoscere meglio il personaggio, consigliamo anche di guardare questa sua intervista su YouTube: youtu.be/s-KBGt8oDkI

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