Sicilia

“Scala dei Turchi all’asta, l’unico modo per salvarla è venderla a Elon Musk”

La provocazione del proprietario della falesia più famosa al mondo, rimasto senza energie per gestire un bene preso d'assalto dai turisti

«La Regione Sicilia non è in grado di gestire Scala dei Turchi; è meglio che la compri all’asta Elon Musk». È la provocazione di Ferdinando Sciabarrà, l’ex funzionario della Camera di commercio di Agrigento a cui un anno fa il tribunale ha riconosciuto la proprietà di una delle spiagge più belle e famose al mondo. Riportate dal Corriere della Sera, le parole di Sciabarrà hanno alzato un polverone: il pensionato, stanco delle battaglie legali che si combattono su Scala dei Turchi e degli assalti dei turisti, da tempo sostiene di non avere più le forze per gestire questo patrimonio della natura e ha più volte rivolto degli appelli alla Regione Sicilia, dalla quale tuttavia dice di avere ricevuto «solo promesse e nient’altro». Secondo Sciabarrà, «non è bastato dire alla Regione, al Comune di Realmonte e agli enti pubblici interessati “Ve la regaliamo”. E dopo un anno, preoccupati da una stagione che si annuncia come un assalto ai gradoni della Scala, la mettiamo all’asta, facendo appello per primo a Elon Musk perché se la compri lui, la protegga e la usi al meglio».

Nel 2021, nell’ambito di un incidente probatorio chiesto dalla Procura, i periti del tribunale avevano concluso che delle tre particelle su cui ricade il sito di Scala dei Turchi, fra atti pubblici, carte catastali e possesso di fatto prolungato nei decenni con l’inerzia delle amministrazioni locali, la maggiore è di Sciabarrà e le altre due minori appartengono ad altri privati non identificati. E così lo scorso novembre la spettacolare falesia gigante di marna bianca è stato restituito al legittimo proprietario, che in precedenza invece aveva ricevuto multe salate e un’indagine penale per occupazione di suolo demaniale e violazioni in materia di tutela di beni ambientali, poi appunto rivelatesi infondate.

Sciabarrà era accusato di «avere arbitrariamente occupato una porzione del demanio necessario marittimo e d’averne impedito l’uso pubblico», ma la tesi è stata in gran parte smentita da una super perizia disposta dal gip, che ha accertato la proprietà privata di quasi tutta l’area che, adesso, è stata anche restituita. Tuttavia l’uomo, oggi in pensione e «stanco di una vita combattuta fra carte bollate contro chi mi riteneva un truffatore», ha sempre dichiarato di non avere le energie per poter gestire un bene che negli ultimi anni è diventato famoso in tutto il mondo, tanto da essere preso d’assalto da migliaia di turisti al giorno. Ma dal momento che la Regione Sicilia, secondo Sciabarrà, avrebbe fatto orecchie da mercante, il proprietario di Scala dei Turchi si è rivolto provocatoriamente a Elon Musk, il visionario imprenditore che ha di recente acquisito Twitter per 44 miliardi di dollari: «Se le istituzioni siciliane non sono capaci – ha detto Sciabarrà al Corriere della Sera – ben venga qualcuno come Musk. Purché la renda fruibile gratis come abbiamo fatto noi da sempre».

Prosegue il proprietario della falesia più famosa al mondo: «Volevo donarla alla pubblica amministrazione, ma il “pubblico” è sordo. Volevamo affidarla a un’associazione ambientalista e ci è stato impedito. È necessario consentire visite in sicurezza dei turisti con accessi controllati, non solo con staccionate facilmente aggirabili. Bisogna bloccare gli smottamenti della roccia che si sfalda. La Regione l’anno scorso, dopo l’esito della vicenda penale, promise di interessarsi alla gestione. Come l’amministrazione comunale che, invece di realizzare i controlli, ha riaperto contro di noi una causa civile per rivendicare una usucapione smentita dai periti del giudice penale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.