Attualità

Scadenza e rinnovo concessioni balneari, un libro affronta il tema

Exeo Edizioni pubblica un saggio di 88 pagine firmato da Monica Boschetti

È uscita “Scadenza e rinnovo delle concessioni demaniali“, un’utile opera di 88 pagine che affronta il complesso tema della cessazione, della scadenza e del rinnovo del rapporto concessorio sul demanio marittimo. Il saggio di 88 pagine, firmato da Monica Boschetti ed edito da Exeo, affronta gli effetti della cessazione del rapporto per le concessioni demaniali marittime e cimiteriali con un cenno alle differenze tra rinnovo e proroga delle medesime e ai principi comunitari che segnano l’intera materia delle concessioni demaniali, a partire dalla nota direttiva Bolkestein.

accessori spiaggia

«Importanti e peculiari sono gli effetti della cessazione del rapporto concessorio», spiega la nota editoriale di presentazione del volume. «Uno su tutti l’effetto devolutivo, per cui le opere costruite sul suolo demaniale passano in proprietà dello Stato alla cessazione del rapporto». Inoltre, specifica l’autrice, «il rinnovo si differenzia dalla proroga: attraverso il rinnovo muta il rapporto concessorio, che sarà creato ex novo tra le stesse parti e sul medesimo bene demaniale; la proroga, invece, postula il proseguimento del rapporto senza soluzione di continuità».

Il saggio affronta le problematiche tutte italiane di proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime, nonché i temi del diritto di insistenza e del legittimo affidamento in relazione alle norme comunitarie. La pubblicazione, disponibile solo in formato digitale, ha un costo di 20 euro e può essere acquistata sul sito di Exeo Edizioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. So che il mio non è un commento da esperta in materia ma nasce dal profondo del mio ❤ : se le concessioni non vanno rinnovate perché non si mandano al bando ogni 6 anni o anche 12 i posti fissi del comune o altro?

    • Nikolaus Suck says:

      Sig.ra Vilma se invece che nel profondo del cuore guardasse in giro su questa pagina troverebbe la risposta, che è stata data numerose volte. Perché i “posti fissi” come li chiama Lei non sono imprenditori commerciali che occupano e sfruttano per il proprio vantaggio e guadagno una risorsa collettiva come la spiaggia, in base ad un titolo per definizione a tempo come le concessioni demaniali. Sono dipendenti che non lavorano per sé ma per un capo, sono posti “al servizio esclusivo della Nazione” e non dell’interesse proprio (art. 28 Cost.), svolgono compiti e funzioni di interesse pubblico, per farlo di norma devono e hanno dovuto passare un concorso che ne ha saggiato competenza e idoneità per svolgere quei compiti e quelle funzioni, prendono uno stipendio che è quello è basta, e devono essere inamovibili per motivi di buon andamento e indipendenza.
      Sono scelte di vita. Se sceglie di fare impresa, nell’interesse proprio e con tutte le libertà e i potenziali guadagni connessi, non può equipararsi a un dipendente, né equiparare quest’ultimo a Lei. Saluti.

      • Che risposta pessima. La maggior parte dei posti pubblici sono a suon di raccomandazioni. Altro che concorsi. Gente che non fa un cazzo dalla mattina alla sera e viene pure a difenderla? Poi commerciante che “sfruttano”? Ma perché non è hm lavoro come tutti gli altri? Se guadagno 1 milione in ima spiaggia, o un milione con una pista al nord, o un qualsiasi attività commerciale cosa sto sfruttando? Giornalismo di sinistra, questo è, fanno vedere solo il canone, ma l immondizia da pagare 12 mesi l anno nonostante si lavori per 6 no, investimenti annuali, Iva su turismo più alta in Italia a confronto di hotel e altre attività. Massi, i balneari sono quelli che sfruttano, non gente che lavora in comune timbra il cartellino per 20 colleghi ed entra grazie alla chiamata dell amico. Mandiamo avanti un sistema parassitario invece che meritocratico e con voglia di imprenditoria.

        • Nikolaus Suck says:

          La mia risposta è solo tecnica e si basa su elementi oggettivi e normativi. Pessima è la Sua basata esclusivamente su un luogo comune sbagliato e indimostrato (oltre che offensivo), ovvero che la maggior parte dei dipendenti pubblici sarebbero “raccomandati che non fanno un cazzo”. Che è esattamente come dire che la maggior parte dei balneari sono degli evasori, non crede?
          “Sfruttare” non ha nessuna connotazione negativa, significa semplicemente usare una risorsa per il proprio guadagno, ed è esattamente quello che fate voi con le spiagge.
          Certo che è un lavoro come un altro, solo che la “pista al nord” e qualsiasi altra attività commerciale si svolge su proprietà private, mentre la spiaggia dove lavorate voi ovunque sia è collettiva e di tutti e non potete (pretendere di) occuparla solo voi a vita.
          E qui veniamo alla “meritocrazia”, per cui la Sua risposta è pure contraddittoria: infatti è proprio grazie alle gare alla scadenza che la concessione può essere assegnata a chi la “merita” e garantisce il miglior uso e sfruttamento della risorsa collettiva in quel momento, invece che semplicemente a chi “c’era prima”. Stia bene.

  2. Concordo Marco e le aste promuoveranno la meritocrazia eliminando quei concessionari parassitari che subaffittano la concessione a migliaia di euro senza far nulla…forza ancora qualche giorno d’attesa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *