L’estate 2026 segnerà un cambio di passo importante per il sistema balneare italiano: negli stabilimenti balneari potranno operare come addetti all’assistenza dei bagnanti esclusivamente bagnini maggiorenni. Una novità che, a ben vedere, nuova non è. L’obbligo dei 18 anni è infatti previsto dalla normativa italiana già dal 2017, ma negli ultimi anni la sua applicazione è stata più volte rinviata attraverso proroghe inserite nel decreto Milleproroghe. Anche per il 2026 il Governo aveva inizialmente ipotizzato un ulteriore slittamento, motivato dalla necessità di garantire la continuità del servizio di salvataggio sulle spiagge.
Il cambio di rotta è arrivato la settimana scorsa, durante il Consiglio dei ministri del 5 febbraio. Nel decreto del Ministero delle Infrastrutture era stato inserito un articolo dedicato alle «disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime e di sicurezza della balneazione». Al termine della riunione a Palazzo Chigi, però, il riferimento alla sicurezza della balneazione è stato eliminato. In particolare, è stato soppresso il secondo comma dell’articolo 9, quello che prevedeva la proroga, per tutta la stagione balneare 2026 e comunque non oltre il 1° ottobre, della sospensione dell’obbligo di maggiore età per i bagnini. Una sospensione introdotta dal decreto-legge di fine 2024 e convertita in legge nel febbraio 2025.
La cancellazione di quel comma ha un effetto chiaro e immediato: dal 2026 non saranno più possibili deroghe. Per i concessionari e i gestori degli stabilimenti balneari si apre quindi una fase di programmazione più stringente, soprattutto sul fronte del reclutamento e della formazione del personale di salvataggio, con l’obiettivo di garantire standard di sicurezza sempre più elevati lungo le coste italiane.
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