Il Comune di Rimini ha avviato una fase interlocutoria per raccogliere progetti di macro-aggregazione balneare, fissando al 18 settembre il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse. Le proposte non saranno vincolanti, ma orienteranno le scelte dell’amministrazione in vista dei futuri bandi per l’assegnazione delle concessioni.
Secondo il piano spiaggia, le macro-aggregazioni prevedono l’unione di più concessioni limitrofe per creare stabilimenti di ampie dimensioni, dotati di nuovi servizi e, in alcuni casi, di piscine sull’arenile. La soglia minima indicata per i tratti aggregati parte da circa 250 metri di fronte mare. Su questo punto, Federalberghi ha chiesto di contenere l’estensione, fissando un limite massimo di 300 metri, per evitare eccessive concentrazioni e preservare la tipicità della riviera.
La posizione dei bagnini
Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini Sud, ha difeso il progetto, definendo le macro-aggregazioni l’unica strada percorribile per riqualificare le strutture e differenziare l’offerta turistica. Vanni ha smentito le ipotesi di rincari e la possibile scomparsa del tipico bagnino riminese, qualificando come “falso problema” le preoccupazioni legate all’ingresso di grandi fondi d’investimento. A suo avviso, il vero rischio sarebbe proprio il mancato accorpamento, che esporrebbe le singole concessionarie alla forza finanziaria dei grandi gruppi.
Vanni ha confermato che “Le Spiagge Rimini”, che ha già riunito 13 stabilimenti, parteciperà alla consultazione, proseguendo un percorso di aggregazione avviato nel 2015. Secondo Vanni, sulla spiaggia di Rimini esisterebbero già una decina di maxi-stabilimenti e la maggior parte degli operatori sta lavorando per aderire alla manifestazione di interesse.
Le perplessità degli albergatori
Di parere opposto Federalberghi. La presidente Patrizia Rinaldis ha espresso forte preoccupazione per il rischio di monopolio, per un possibile aumento dei prezzi e per la possibilità che gli ospiti degli hotel siano esclusi da alcuni stabilimenti.
A queste tesi Vanni ha risposto sostenendo che le critiche degli albergatori nascondano la volontà di partecipare direttamente ai bandi per gestire tratti di spiaggia fronte-hotel. Secondo la cooperativa bagnini, se la gestione dell’arenile passa nelle mani della categoria alberghiera, si verificherebbe una saturazione di lettini e ombrelloni riservati esclusivamente agli ospiti delle strutture ricettive, replicando modelli già osservati in altre località, come Jesolo. L’invito rivolto agli albergatori è dunque quello di fare sistema con i concessionari attuali per innovare il modello di accoglienza riminese senza snaturarlo.
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