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Riforma spiagge – Regione Emilia-Romagna invita il governo ad agire

Approvata una risoluzione che si dichiara contraria alle evidenze pubbliche e allo spropositato aumento dei canoni per le attuali imprese.

La Regione Emilia-Romagna si è schierata ufficialmente a favore di un congruo periodo transitorio per le attuali imprese balneari e contraria all’aumento eccessivo dei canoni demaniali. Lo afferma una risoluzione presentata da Pd e Sel, discussa in Commissione politiche economiche e approvata lo scorso venerdì.

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La risoluzione, il cui primo firmatario è il consigliere Pd Mirco Bagnari, parte dalla complessa situazione delle concessioni demaniali marittime alla luce dei provvedimenti legislativi che il governo deve adottare per ottemperare alla direttiva europea Bolkestein, e invita il governo a varare una legge in tempi brevi.

Un’analoga risoluzione era stata presentata lo scorso 29 dicembre dal consigliere Tommaso Foti (Fdi-An), che poi l’ha ritirata alla luce dell’approvazione del testo redatto dal gruppo di maggioranza, simile ma più aggiornato. La risoluzione Pd-Sel è stata poi sottoscritta anche da Fratelli d’Italia e Lega Nord e approvata col voto di Pd, Sel, Ln e Fdi-An, mentre si è astenuto il Movimento 5 Stelle.

Il testo approvato «impegna la giunta regionale a sostenere il negoziato avviato dal governo con la Commissione europea volto a tutelare la filiera del turismo balneare, a varare in tempi brevi le nuove norme di riordino del demanio marittimo e la definizione di un congruo periodo transitorio che accompagni il passaggio al nuovo regime normativo». Il testo completo della risoluzione è consultabile cliccando qui.

L’assessore al turismo Andrea Corsini, riferendo «sull’esito degli ultimi incontri con il governo», ha definito la situazione «complicata, perché le concessioni demaniali in essere scadono il 31 dicembre 2015; e contro la proroga al 2020 disposta dal governo Monti, ma mai notificata alla Commissione europea, è stata presentata un’istanza di illegittimità alla Corte di giustizia europea da parte del Tar della Sardegna e del Tar della Lombardia». Il ricorso, ha spiegato l’assessore, «ha bloccato il negoziato in corso tra il governo e la Commissione europea che procedeva sul cosiddetto ‘doppio binario’, vale a dire prevedere per le nuove concessioni procedure di evidenza pubblica, mentre per quelle in essere stabilire un periodo congruo di regime transitorio per garantire l’ammortamento degli investimenti». Infine, ha concluso Corsini, «dato che difficilmente la Corte di giustizia europea si pronuncerà sul ricorso prima della fine dell’anno, il governo, di concerto con le Regioni, sta lavorando a una nuova legge sul demanio marittimo per regolare definitivamente la materia e poter in tal modo ottenere dalla Commissione europea il necessario regime transitorio».

Foti (Fdi-An), che nella sua risoluzione aveva chiesto «una proroga delle concessioni demaniali e un adeguamento calmierato dei canoni», ha sottolineato come «la politica del doppio binario seguita dal governo Renzi sia utile solo nella misura in cui porta a un accordo, pertanto il governo, nonostante il ricorso pendete alla Corte di giustizia europea, non avrebbe dovuto accettare dalla Commissione europea l’interruzione della trattativa». Insistendo sull’urgenza di arrivare a una soluzione definitiva della questione, ha invitato la giunta regionale a intervenire anche per «regolare uniformemente sul litorale l’apertura balneare per tutto il periodo dell’anno, data l’attuale eccessiva difformità di orientamento dei Comuni costieri».

Andrea Bertani (M5S), data l’importanza del settore balneare in Emilia-Romagna, ha invitato la Regione «a lavorare in sinergia col governo senza, però, concedere deleghe in bianco».

Mirco Bagnari, Giorgio Pruccoli, Manuela Rontini e Nadia Rossi, consiglieri Pd, hanno riconosciuto «l’impegno della giunta regionale e soprattutto del governo Renzi per giungere a una soluzione rapida e definitiva della questione», evidenziando «alcuni punti essenziali da inserire nel nuovo quadro normativo», fra i quali «una durata delle concessioni rapportata sia agli investimenti realizzati dai concessionari sia al piano delle attività che intendono svolgere, la rideterminazione dei valori dei canoni demaniali effettuata su principi di equità e sostenibilità, il riconoscimento del valore commerciale dell’impresa, la definizione di un periodo transitorio che accompagni il passaggio al nuovo regime normativo, la revisione dei canoni per i porti turistici e dei cosiddetti canoni pertinenziali».

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