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Riforma spiagge, legge in ritardo. Si gioca tutto tra pochi giorni

Il prossimo consiglio dei ministri potrebbe essere l'ultima occasione per approvare il testo, prima di concentrarsi sulla manovra di bilancio.

A che punto è la legge-delega che doveva iniziare il percorso di riforma delle concessioni balneari italiane? A chiederselo sono tanti imprenditori, sempre più spazientiti per l’attesa di un primo passo che continua a non arrivare, nonostante le promesse. Cerchiamo perciò di fare il punto della situazione.

Legge subito, oppure slitta al 2017

L’auspicio è che il testo possa essere esaminato nel corso del prossimo consiglio dei ministri, fissato probabilmente per giovedì 24 novembre. Ma nessun rappresentante del governo si espone sulle tempistiche, lasciando un grande punto di domanda, col dubbio che si voglia attendere l’esito del referendum del 4 dicembre.

Quel che è certo è che la prossima settimana ci sarebbe l’ultima occasione per approvare la legge-delega entro il 2016. A dicembre sarebbe infatti molto più difficile, poiché la concentrazione sarebbe tutta sulla manovra di bilancio di fine anno. Per cui, se non arriverà entro novembre, è probabile che la legge slitti all’inizio dell’anno nuovo.

I tempi, poi, saranno ancora lunghi: la legge-delega, infatti, fisserà solo dei punti-chiave su cui lavorare per varare una norma completa nei successivi 18 mesi circa. Alla quale seguiranno i decreti attuativi, i regolamenti regionali e quelli comunali, che fanno immaginare che il percorso non si concluderà prima di 3-5 anni ancora.

Cosa stabilisce la legge-delega

I contenuti della legge-delega sono già stati resi noti in più occasioni da vari parlamentari che seguono la vicenda, e sono confermati dalle bozze che abbiamo avuto occasione di esaminare: si parla di “adeguato periodo transitorio” per le attuali concessioni (ma senza definirne la durata), riconoscimento del valore commerciale e indennizzo in caso di perdita dell’impresa nelle successive evidenze pubbliche.

Gli emendamenti alla manovra di bilancio

Nel frattempo, le forze politiche di opposizione hanno presentato alcuni emendamenti alla manovra di bilancio per tentare di risolvere subito l’incertezza normativa che colpisce gli stabilimenti balneari.

Al momento la manovra è in discussione alla Camera, ed è Gianluca Pini (Lega Nord) ad avere firmato una proposta per prorogare di 19 anni le attuali concessioni balneari. Ma è molto probabile che l’emendamento verrà bocciato, sia perché il governo sta lavorando a una riforma più organica, sia perché il concetto stesso di proroga è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza emessa lo scorso 14 luglio dalla Corte di giustizia europea.

Abbiamo pubblicato l’emendamento di Pini in questo articolo, in cui precisiamo che avevamo riportato erroneamente anche alcuni emendamenti del senatore Gasparri in realtà ancora da presentare, dal momento che il testo deve ancora essere discusso in Senato (lo abbiamo sottolineato in questa errata corrige).

Come sempre, ogni giorno su Mondo Balneare parleremo degli sviluppi della vicenda.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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