Attualità

Riforma spiagge, le difficoltà di fare le gare entro il 2023

Secondo i Comuni i tempi sono troppo stretti e occorre un periodo più lungo rispetto a quello imposto dal Consiglio di Stato. Ma altre proroghe automatiche sono impossibili.

In questi giorni si sta molto parlando della possibilità di istituire un periodo più lungo per completare la riforma del demanio marittimo. In questo video spieghiamo i motivi del dibattito in corso e le difficoltà che comporta questa richiesta, che non proviene dalle associazioni di categoria bensì dalle amministrazioni comunali.

Com’è noto, il Consiglio di Stato lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gare entro la fine del 2023. Con una proposta di legge contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza in discussione in questi giorni in Senato, il governo sta seguendo pedissequamente le indicazioni di Palazzo Spada, ma l’Anci e le Regioni stanno facendo resistenza poiché ritengono che per i Comuni sia impossibile espletare migliaia di complesse procedure di evidenza pubblica nel giro di un anno. Dall’altra parte, però, qualsiasi ulteriore proroga automatica è impossibile poiché questo meccanismo è già stato censurato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Nel video spieghiamo più nel dettaglio le varie sfaccettature di questo problema.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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