Attualità

Riforma concessioni balneari, inizia l’esame della Camera

Giovedì le commissioni VI e X discuteranno il ddl del governo e altre quattro proposte di legge. Relatori Arlotti e Pizzolante.

Inizierà questo giovedì la discussione parlamentare della riforma delle concessioni balneari licenziata dal governo lo scorso 27 gennaio. A quanto risulta dal sito della Camera (fonte), è in programma per il 6 aprile alle ore 14 la convocazione delle commissioni riunite VI (finanze) e X (attività produttive, commercio e turismo) con ordine del giorno “Revisione e riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico-ricreativo”.

Il passaggio in commissione è il primo passo verso il via libera del disegno di legge presentato due mesi fa dal ministro Enrico Costa per istituire le evidenze pubbliche delle concessioni balneari, in modo da adeguarsi alle disposizioni europee e in particolare alla direttiva “Bolkestein”. Una volta che il parlamento avrà approvato il testo, il governo avrà sei mesi di tempo per emanare i decreti attuativi, definendo in particolare l’entità del periodo transitorio prima di applicare le procedure di selezione e i meccanismi di calcolo per la professionalità degli attuali concessionari e il riconoscimento del valore commerciale in fase di evidenza; tutti aspetti che il disegno di legge propone di stabilire.

Ma a essere discusso giovedì non sarà solo il ddl governativo (classificato con n. 4302, clicca qui per leggerlo), bensì altre quattro proposte di legge sempre riguardanti gli stabilimenti balneari: la n. 2142 su “Disposizioni per la valorizzazione delle aree demaniali marittime e per la promozione degli investimenti nel settore turistico-alberghiero e ambientale”, presentata il 26 febbraio 2014 dal deputato Sergio Pizzolante (qui il testo); la n. 2431 su “Disposizioni concernenti la ridefinizione di aree del demanio marittimo concesse per finalità turistico-ricreative, nonché misure per favorire la stabilità delle imprese balneari, gli investimenti e la valorizzazione delle coste”, presentata dal deputato Ignazio Abrignani il 5 giugno 2014 (qui il testo); la n. 2388 su “Disposizioni concernenti le concessioni demaniali marittime e per la promozione della nautica da diporto”, presentata il 16 maggio 2014 dalla deputata Paola De Micheli (qui il testo); e la n. 3492 su “Modifica all’articolo 49 del codice della navigazione in materia di sgombero e devoluzione di opere non amovibili nelle concessioni demaniali marittime”, presentata il 14 dicembre 2015 dal deputato Gaetano Nastri (qui il testo).

La messa in discussione di tutti questi testi in un’unica seduta servirà probabilmente per fare ordine tra i diversi disegni di legge attualmente pendenti in parlamento in materia di concessioni balneari, allo scopo di vagliare le diverse questioni da regolamentare in ottica di riassumerle in un’unica proposta di legge.

Per la VI commissione finanze il relatore della legge sarà il deputato Sergio Pizzolante (Ncd), come già annunciato lo scorso 10 marzo (vedi notizia), a cui si aggiunge, per la X commissione alle attività produttive e turismo, il relatore Tiziano Arlotti (Pd), appena nominato: «Ringrazio il presidente della X commissione, Guglielmo Epifani, per la mia nomina a relatore di un provvedimento importante e atteso da dieci anni», ha commentato Arlotti in una nota diramata oggi. «Dieci anni in cui, dopo la direttiva Bolkestein, l’Italia non era riuscita ad andare oltre una prima e una seconda proroga delle concessioni, creando un clima di incertezza nei confronti di un sistema di imprese che interessa un comparto strategico per l’economia come quello del turismo balneare. Oggi finalmente la legge delega è lo strumento adeguato a tenere insieme tutti i livelli istituzionali attraverso la Conferenza unificata Stato-Regioni, ed è lo strumento più adatto per coinvolgere le categorie economiche e i portatori di interesse in tutti i passaggi. Il nostro obiettivo è varare una norma che, con i decreti attuativi, concluda finalmente il percorso. La legge delega pone le condizioni per tutelare le imprese e gli investimenti da esse realizzati, e per favorire l’innovazione dando certezze agli operatori. Il testo contiene infatti le possibilità rimaste aperte dopo la sentenza della Corte di giustizia europea sulle concessioni, lo scorso luglio. Viene innanzitutto riconosciuto il valore commerciale dell’impresa, a tutela delle 30mila imprese balneari, in grandissima parte a conduzione familiare, che in questi anni hanno dimostrato capacità di investire e innovare. Viene riconosciuto il valore della professionalità acquisita, nel pieno rispetto della norma europea. Viene infine affrontata anche la questione della riforma dei canoni e dei cosiddetti pertinenziali, per i quali il ricalcolo in base ai valori Omi aveva avuto effetti sperequativi. Le risorse aggiuntive che ne deriveranno saranno gestite dalle Regioni insieme con i Comuni e resteranno sul territorio».

Dopo la discussione di giovedì prossimo, inizieranno le audizioni in commissione delle associazioni nazionali degli imprenditori balneari che ne hanno fatto richiesta. Non tutte le sigle sindacali che rappresentano la categoria, infatti, sono pienamente d’accordo con i contenuti del disegno di legge e hanno annunciato degli emendamenti per migliorarne o addirittura stravolgerne i contenuti.

Semplificando, gli schieramenti in campo sono due: da una parte Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Oasi-Confartigianato e Federbalneari che hanno accolto positivamente la presentazione del disegno di legge, pur sottolineando che ci sono diversi aspetti da migliorare per una maggiore tutela degli attuali imprenditori. In particolare, Sib, Fiba e Oasi chiedono un periodo transitorio di almeno trent’anni e la possibilità di sdemanializzare l’area di sedime, mentre Federbalneari chiede di dare la possibilità di andare subito a evidenza pubblica per chi lo desidera.
Dall’altra parte, invece, ci sono Assobalneari-Confindustria, Cna Balneatori e Itb Italia che rigettano del tutto i contenuti del disegno di legge, rifiutando che le attuali imprese balneari vadano a evidenza pubblica dopo che il precedente regime normativo (abrogato per adeguarsi alla direttiva Bolkestein) prevedeva un rinnovo automatico delle concessioni al medesimo titolare. In particolare, Assobalneari chiede una lunga proroga di 30 anni citando l’esempio della Spagna; Cna punta sul concetto di legittimo affidamento e di esclusione dalla Bolkestein, mentre Itb Italia insiste sulla sdemanializzazione.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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