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Regioni al fianco dei balneari: ‘Ora manifestazione contro le aste’

La Conferenza Demanio-Turismo prende ufficialmente posizione contro le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali. Tomei (Cna) invoca un'iniziativa pacifica e unitaria di protesta con gli enti locali insieme ai balneari e contro gli intenti del governo.

Le regioni italiane si alleano contro il governo per chiedere un’urgente riforma delle concessioni balneari, e i sindacati di categoria invitano a manifestare insieme per scongiurare il pericolo di evidenze pubbliche delle imprese di spiaggia. Un’alleanza che si stringe sempre di più, dopo che nei mesi scorsi diverse giunte regionali hanno approvato degli ordini del giorno che esprimevano contrarietà alla bozza di disegno di legge che manderebbe all’asta le imprese balneari (leggi notizia).

Tutto è partito dall’atteso incontro di ieri della commissione congiunta Demanio-Turismo della Conferenza delle Regioni, tenutosi nella sede romana della Regione Abruzzo. Gli assessori al demanio e al turismo di tutte le regioni costiere italiane hanno elaborato un documento che sarà sottoposto all’esame della Conferenza delle Regioni durante la riunione straordinaria del prossimo 25 marzo, per poi essere presentato ufficialmente nella seduta della Stato-Regioni prevista sempre per il pomeriggio stesso.

La commissione, in un comunicato divulgato al termine dell’incontro, ha chiesto la convocazione «quanto prima di un tavolo di confronto con il governo» sul progetto di riforma del demanio marittimo a fini turistici. Nel reiterare questa richiesta, che era stata già avanzata al governo lo scorso gennaio, le Regioni si sono dichiarate «fiduciose che la costituzione del tavolo con il governo possa aiutare la collaborazione tra le istituzioni in una materia così strategica per il Paese». Non solo: nel documento gli assessori regionali chiedono che «si faccia chiarezza con la Commissione europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime e si stabilisca un congruo tempo di proroga».

In particolare, le Regioni si riferiscono alla recente notizia che in altri paesi dell’Unione europea le concessioni demaniali marittime sono state prorogate di 75, 50 o 30 anni, com’è accaduto in Spagna (ne abbiamo parlato proprio ieri: vedi articolo), oppure che sono state mantenute forme di preferenza in favore del concessionario uscente, com’è accaduto in Portogallo.

Il terzo punto della richiesta della Commissione delle Regioni riguarda «la possibilità di attivare il cosiddetto ‘doppio binario‘ che distingue le concessioni attualmente in vigore da quelle nuove, con una proroga di lunga durata per le prime e con adeguati investimenti e procedure di evidenza pubblica subito applicate invece alle seconde».

In chiusura della riunione le Regioni, ribadendo di «essere al fianco degli operatori balneari in merito alla richiesta alla Corte di Giustizia europea sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020», hanno annunciato che presto incontreranno una delegazione di rappresentanti sindacali degli operatori balneari.

Quella delle Regioni è un’alleanza molto importante per la causa degli imprenditori balneari, che da anni lottano contro i continui tentativi dei vari governi di mandare a evidenza pubblica le loro aziende in nome del rispetto della direttiva europea Bolkestein sulle liberalizzazioni, che però non è stata applicata in questo modo in altri paesi. Già nei mesi scorsi, con l’approvazione di importanti ordini del giorno nelle Marche, in Liguria e in altre giunte, le Regioni italiane si stavano avvicinando a una posizione comune nei confronti dell’imminente riforma del demanio marittimo. Posizione che, con l’incontro di ieri, ha preso una forma ufficiale e definitiva.

I sindacati balneari hanno subito colto l’importante occasione: Cristiano Tomei, coordinatore di Cna Balneatori che ha consegnato un memorandum alla Conferenza delle Regioni per contribuire alla redazione del documento congiunto, ha invocato «una manifestazione sindacale, a condizione che sia unitaria». Secondo Tomei, «ora possiamo affermare che le Regioni sono al nostro fianco per dare finalmente una scossa al governo, affinché in Europa non si parli più di aste e di evidenze pubbliche per le attuali concessioni demaniali marittime. Trent’anni di proroga e fuori dalla Direttiva servizi per cominciare! Sono sempre più convinto che per avere attenzione dal governo su questa vertenza, oltre a continuare a confrontarci costruttivamente con le nostre istituzioni, dobbiamo organizzare una grande manifestazione sindacale unitaria pacifica, legittima e democratica, certi di avere al nostro fianco Regioni e Comuni. L’economia, gli investimenti, le eccellenze da noi messe in campo ci sono riconosciute da tutta Europa e probabilmente fanno anche gola a qualcuno. L’Italia ha il diritto e il dovere di difendere questo sistema economico unico in tutto il mondo».

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