La giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora della difesa dell’ambiente Rosanna Laconi, ha approvato le modalità e i criteri per la concessione dei contributi ai Comuni costieri destinati alla gestione della posidonia spiaggiata, con una dotazione finanziaria di 700mila euro per il 2025. La misura consolida l’impegno della Regione nel sostenere le amministrazioni comunali costiere nelle attività di gestione dei depositi di posidonia oceanica, riconosciuti dalla legge come una naturale barriera contro l’erosione costiera e, al contempo, come un elemento che può richiedere specifiche azioni di movimentazione o rimozione per garantire la fruizione dei litorali.
“La posidonia non è un rifiuto, ma una risorsa naturale che protegge le nostre coste e testimonia la buona salute del mare”, dichiara l’assessora Rosanna Laconi. “Con questa misura la Regione conferma il proprio sostegno ai Comuni costieri, promuovendo una gestione fondata su criteri scientifici, sostenibilità e responsabilità amministrativa. Il nuovo disciplinare tecnico e le linee guida regionali offriranno un quadro stabile e condiviso per coniugare tutela ambientale e fruizione turistica, valorizzando le buone pratiche già sperimentate in molti territori”.
La posidonia oceanica è una delle componenti più preziose del Mar Mediterraneo, anche se spesso viene scambiata per una semplice alga. In realtà è una vera e propria pianta marina capace di svolgere funzioni essenziali per l’equilibrio dell’ecosistema. Le sue praterie sommerse producono grandi quantità di ossigeno e contribuiscono in modo determinante alla limpidezza e alla qualità dell’acqua. Allo stesso tempo rappresentano un rifugio vitale per una moltitudine di specie marine: tra le sue foglie trovano nutrimento e protezione pesci, molluschi, crostacei e innumerevoli organismi che utilizzano questi prati come nursery naturale.
Oltre alla funzione ecologica, la posidonia svolge un ruolo fondamentale nella difesa delle coste. I suoi rizomi consolidano il fondale e le foglie attenuano la forza delle onde, riducendo di conseguenza l’erosione e proteggendo le spiagge dall’arretramento. Non meno importante è la sua capacità di immagazzinare grandi quantità di carbonio, rendendola una delle più efficaci alleate nella lotta ai cambiamenti climatici. Proprio per la sua sensibilità all’inquinamento e ai disturbi umani, come l’ancoraggio in zone non protette, la sua presenza è considerata un indicatore di buona salute del mare. Tutti questi elementi spiegano perché salvaguardare la posidonia sia una priorità ambientale di primo piano per il Mediterraneo.
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