Puglia

Puglia, Regione inadempiente: danni agli stabilimenti balneari

Prima le dichiarazioni sull'apertura annuale dei lidi, poi nessuna azione. E arrivano le accuse.

Destagionalizzare il turismo, uno degli obiettivi primari di settore per la Regione Puglia, significa anche favorire il lavoro e l’attività degli stabilimenti balneari non soltanto durante i mesi estivi, ma anche al di fuori di questo periodo. Consentendo il mantenimento di dehors e gazebo anche oltre i termini previsti dalla disciplina del demanio, in virtù di accordi e leggi regionali. Ci sono state a più riprese dichiarazioni in questo senso da parte di esponenti dell’amministrazione regionale (vedi notizia), ma ancora di concreto passi in avanti non se ne sono visti. E di conseguenza stanno volando le accuse.

Così dichiara per esempio il vicepresidente del consiglio regionale, Giandiego Gatta: «Dopo una stagione balneare iniziata tra dubbi e disagi, non c’è pace per gli operatori del settore, in barba a quell’input per la destagionalizzazione turistica che la giunta regionale dichiarava di voler favorire. Una nuova circolare del Servizio Demanio Marittimo, infatti, apparentemente concepita per dirimere contenziosi e dare chiarezza a un quadro confuso in tema di diritto degli operatori balneari al mantenimento delle opere di facile rimozione per l’intera durata della concessione demaniale marittima, finisce con l’appesantire ulteriormente i vincoli e gli adempimenti a carico degli imprenditori balneari».

«Urge dirimere la questione – prosegue Gatta – dissipando ogni dubbio interpretativo sulla circolare. Non vorremmo che gli operatori, infatti, possano patire ulteriori, ingenti danni alle loro attività. Ed è per questo che ho depositato richiesta di audizione in V Commissione consiliare dei rappresentanti dell’Anci, delle associazioni balneari, delle Capitanerie di Porto, della Soprintendenza al Paesaggio (sperando che questa volta sia presente!), alla presenza del governo regionale. Ciò al fine di soddisfare le esigenze di chiarezza su alcuni aspetti di tale provvedimento, evitando che gli operatori possano essere oggetto di provvedimenti assolutamente perniciosi per loro e per l’intera economia del settore».

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