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Pool di avvocati contro l’Ue per non fare la fine dei Maya

Il turismo balneare e la profezia della fine del mondo in una lettera combattiva e sostanziosa del presidente dell'Itb Giuseppe Ricci, che inaugura un 2012 cruciale per la sorte delle imprese balneari.

di Giuseppe Ricci*

Cosa c’entra, chiederà qualcuno, la terrificante profezia del popolo Maya di 1200 anni fa che prevede la fine del mondo il 12 dicembre 2012, con il nostro lavoro di imprenditori balneari?

C’entra perchè il nostro rischia di essere l’unico caso di realizzazione di tale profezia, anche perchè se per la fine del 2012 non si sarà fatto un reale passo avanti, il nostro destino di imprenditori turistici balneari sarà compiuto e ci estingueremo, ma non sotto una palla di fuoco, come volevano i Maya, bensì sotto un tifone, il tifone Bolkestein! Un tifone contro cui dovremo lottare di una lotta che diventerà sempre più dura con il passare del tempo, visto che le istituzioni e la politica sembrano avere alzato bandiera bianca – e fin dall’inizio di questa brutta storia – davanti ai diktat dell’Unione Europea.

Ma non solo la politica e le istituzioni, bensì anche alcune associazioni si sono allontanate da noi, cercando da subito e senza lottare di andare a patti con l’Europa: e questo sicuramente in cambio di un piatto di lenticchie, come hanno già fatto, complici silenziosi, con le piccole botteghe in favore della grande distribuzione.

Allora a che vale mettersi a giocare con cooperative e consorzi contro le multinazionali, la grande finanza, gli speculatori internazionali e i riciclatori di denaro facile? Per noi significherebbe fare la fine della mia squadra del cuore, la Sambenedettese Calcio, in un girone della Champions League! Per questo oggi dobbiamo chiedere, con forza, la fuoriuscita del nostro modello di turismo balneare dal concetto di attività di servizio, perchè tale non è, e quindi non è soggetto alle regole degli appalti pubblici. Perché noi siamo un’altra cosa: “Noi siamo stabilimenti balneari, definiti come pubblici esercizi di norma posti su area demaniale, attrezzata per la balneazione, l’elioterapia e altre forme di benessere della persona, con attrezzature idonee a svolgere e a qualificare tali attività”. E non sono parole mie, ma di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato il 13 settembre 2001!

Questo permette, a giusta ragione, di rientrare nell’ipotesi prevista dalla risoluzione del 27-09-2011, nella quale il Parlamento europeo ha invitato la Commissione europea ad escludere dalla Bolkestein tutte le imprese erogatrici di servizi sanitari.

C’è da aggiungere, inoltre, che dalle istituzioni ci sono richiesti ben altri compiti, ovvero quelli di salvataggio in mare, tutela del demanio, ordine pubblico, primo soccorso, salvaguardia ambientale, accoglienza, sicurezza e sviluppo del settore… E chiedo a tutti, con forza: ma sono, queste, delle attività di un’impresa di pulizie o di manutenzioni, come l’Europa ci vorrebbe considerare?

Davvero sembra di vivere un incubo, in un brutto sogno dal quale usciremo, anche chiedendo da subito, e in subordine, una sdemanializzazione delle aree dove è stato regolarmente concesso l’insediamento dei nostri stabilimenti balneari, insediamenti posti in essere nel rispetto dei piani regolatori di spiaggia. Anzi, vorrei ricordarvi che proprio la legge 88 del 2001 ci ha permesso di investire, a volte ipotecando il nostro futuro, sul demanio turistico con l’assoluta certezza del futuro.

In alternativa, chiediamo l’ottenimento di un diritto di superficie di 99 anni con diritto di riscatto alla sua scadenza, come per le case ad edilizia popolare: diritto che comunque deve essere concesso agli attuali concessionari di spiaggia che, senza ombra di dubbio, oggi ne risultino titolari.

E’ con queste premesse che noi aspettiamo che ci vengano riconosciuti i diritti legalmente ottenuti per continuare nelle nostre attività senza compromessi di nessun genere. Ma tutto questo sarà possibile se la volontà politica sarà quella di farci uscire da questa situazione incredibile, una situazione che sentiamo profondamente ingiusta e che porterà le nostre imprese ad essere letteralmente derubate da chi sulle nostre spiagge non ha sudato, non ha lottato, non ha investito! Derubate da chi invece vuole solo speculare e forse riciclare il denaro di dubbia provenienza per oscuri motivi, e che sicuramente non ama le nostre spiagge come le amiamo e le abbiamo amate noi.

Ecco allora che noi ci avvarremo di esperti ed avvocati chiamati a difenderci sul piano legale per non permettere, nel modo più assoluto, che si possa verificare la premeditata ‘rapina del secolo‘! In altri termini, faremo preparare un documento con le indicazioni necessarie per cercare un ricorso al tribunale europeo sul diritto d’insistenza come forma accettata in altri casi e come forma di tutela dei nostri investimenti.

Inoltre, il nostro collegio legale, rappresentato dagli avvocati Consani, Renzutti, Barsotti, Ricci e Di Carlo, dovrà esplorare il contrasto fra la legge italiana e quella europea cercando un arbitrato, perchè se la politica ci ha abbandonato, sarà la via legale quella che perseguiremo con estrema attenzione!

Ma soprattutto, nel contempo, faremo azioni importanti e all’occorrenza eclatanti, perché noi non ci arrenderemo, noi non ci lasceremo prendere dallo sconforto. Ci ribelleremo con tutta la nostra forza, la forza delle leggi e dei codici e delle regole emanate da uno Stato di cui siamo parte integrante! Già siamo riusciti ad avere ascolto dal nuovo ministro per le Politiche europee Enzo Moavero Milanesi, già abbiamo impegnato l’amministrazione provinciale di Ascoli Piceno ad emettere un comunicato di attenzione e collaborazione per la soluzione dei nostri problemi, già siamo stati ricevuti a Bruxelles, ma ancora tante altre cose faremo a difesa dei nostri diritti!

E’ nostro impegno comune, quindi, restare uniti per difendere il nostro lavoro e quello delle 300.000 persone che operano e collaborano con noi, così come il lavoro di coloro che sono impegnati nell’indotto collegato alle nostre attività, che oggi sono al limite della sopravvivenza e che in questa situazione sicuramente non riusciranno a sopravvivere fino al 2015!

Faremo questo autofinanziandoci, eliminando gli oboli inutili che, spesso e inconsapevolmente, abbiamo elargito a chi non lo ha meritato e oggi non lo merita! E lo faremo non solo per il rispetto dei tanti che di turismo balneare vivono, ma anche per il rispetto dei tanti che questo nostro modello di turismo hanno scelto negli anni: un modello unico, ineguagliabile di turismo balneare, basato sui rapporti umani, sul sacrificio e sulla passione per il lavoro; quei sacrifici e quella passione che sono propri dell’intero popolo degli imprenditori turistici balneari. Quella passione che non sarà tradita.

Signori del potere, sappiate una volta per tutte che noi non ci arrenderemo mai, e a chi ci ascolta – politici, amministratori, colleghi, clienti, cittadini – ripeto ancora, con forza: noi all’antica profezia dei Maya non ci crediamo, perchè il nostro è un popolo che si arrenderà mai!

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*Presidente Associazione Imprenditori Turistici Balneari (Itb Italia)

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Itb Italia

Itb Italia è un'associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.
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