Attualità

Perché non ci sono più lavoratori stagionali nelle spiagge italiane

Gli stabilimenti balneari si trovano quest'anno ad affrontare una grave carenza di dipendenti: ecco le cause e i possibili rimedi.

A caratterizzare la stagione balneare 2017 è la mancanza di lavoratori stagionali: i baristi e bagnini solitamente impegnati a migliaia nelle spiagge italiane quest’anno non ci sono, come hanno già denunciato le associazioni degli imprenditori balneari. Nella sola riviera romagnola, tanto per fare un esempio rilevante, sarebbero circa mille i posti di lavoro rimasti scoperti secondo il Sib-Confcommercio, e questa anomalia ha generato un dibattito che vale la pena approfondire, pur non essendo ancora possibile dare dei numeri precisi sul fenomeno.

La situazione

Le ondate di caldo iniziate già alla fine di maggio hanno riversato centinaia di migliaia di persone sulle spiagge italiane, generando l’entusiasmo degli imprenditori balneari. Ma il problema è che tutti si sono poi trovati con una carenza di personale: e nel giro di un mese, se i singoli datori di lavoro potevano all’inizio pensare di essere stati un po’ sfortunati, parlando tra loro hanno invece capito di trovarsi davanti a una situazione diffusa e preoccupante.

A mancare sono i lavoratori che solitamente spostano i lettini in spiaggia e che preparano i cocktail dietro i banconi del bar. Un fatto anomalo, si diceva, perché storicamente gli stabilimenti balneari sono sempre stati fonte di lavoro sicura e richiestissima per migliaia di giovani italiani.

Le cause

I principali motivi di questa carenza di lavoratori sono sostanzialmente due: l’abolizione dei voucher e la riduzione dell’indennità di disoccupazione.

Per quanto riguarda i voucher, per effetto del decreto approvato in Senato il 17 marzo scorso, gli stabilimenti balneari sono impossibilitati ad assumere in maniera snella i lavoratori stagionali, che praticano un’attività spesso volatile – essendo legata alle presenze turistiche e soprattutto al tempo atmosferico – e che necessita dunque di strumenti altrettanto flessibili per le assunzioni.

L’altro motivo, come detto, starebbe nelle modifiche all’indennità di disoccupazione, arrivata dopo una feroce resistenza delle associazioni che rappresentano i lavoratori stagionali. Da quest’anno, infatti, l’indennità di disoccupazione non è più di sei mesi per sei mesi lavorati, come era fino allo scorso anno, ma di soli tre mesi. E questo rende meno appetibile il lavoro stagionale, con una conseguente emorragia di lavoratori.

I rimedi

Per risolvere questa grave situazione, non resta che definire al più presto dei nuovi strumenti per le assunzioni flessibili delle attività turistiche, che evitino allo stesso tempo lo sfruttamento dei lavoratori, garantendo adeguati stipendi e diritti: il numero eccessivo di ore giornaliere, la mancanza di un giorno libero settimanale e lo sporadico ricorso a forme di assunzione ai limiti della legalità, che sono da sempre i lati negativi del lavoro stagionale, potrebbero infatti essere stati l’aggravante ad avere allontanato così tanti giovani dalle attività balneari, e pertanto sono i primi aspetti da normare in un nuovo e auspicabile quadro legislativo di riferimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.