Lazio

Nuovo Pua Ostia: 50% spiagge libere e demolizione lungomuro

L'assemblea capitolina ha approvato il Piano di utilizzo degli arenili, che introduce cambiamenti radicali

L’assemblea capitolina ha approvato la versione preliminare del nuovo Piano di utilizzo degli arenili di Ostia, che aveva già ottenuto il voto favorevole della giunta Gualtieri e del X municipio. Una volta entrato in vigore, il nuovo Pua consentirà l’abbattimento definitivo del cosiddetto “lungomuro”, l’opera nota alle cronache nazionali poiché rappresenta una barriera al libero accesso e alla visione del mare nella località romana. Inoltre, il Pua aumenterà lo spazio a disposizione delle spiagge libere riducendo in maniera consistente il numero delle concessioni demaniali.

I contenuti del nuovo Pua di Ostia

Il nuovo Piano di utilizzo degli arenili di Ostia, recependo le disposizioni regionali, prevede che le spiagge libere abbiano una quota del 50% sul totale dei litorali e che ogni 300 metri sia aperto un varco di accesso all’arenile. Inoltre, al fine di migliorare la visibilità e l’accessibilità della costa, il Pua impone l’abbattimento di almeno la metà del cosiddetto “lungomuro”.

Sempre sul piano dell’accessibilità, è previsto che ogni stabilimento debba obbligatoriamente essere al 100% fruibile dalle persone con disabilità motoria, tramite passerelle di legno che conducano alla battigia, ai servizi essenziali e agli ombrelloni.

I commenti

Questo il commento del sindaco di Roma Roberto Gualtieri dopo l’approvazione del nuovo Pua di Ostia: «Oggi è un giorno molto importante per il nostro mare: il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili di Roma è stato approvato dall’assemblea capitolina. Grazie a un grande lavoro comune con le tante forze e realtà territoriali impegnate per il suo rilancio, abbiamo ora uno strumento fondamentale per rendere il litorale della capitale più bello, più accessibile e più fruibile».

Ha aggiunto l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia: «Arriviamo a questo Pua a 16 anni dal precedente piano. Si tratta di un provvedimento di grande importanza che arriva però tardi, anche perché negli anni passati, durante la scorsa consiliatura, nonostante un’ampia dialettica non si è arrivati alla voglia di approvare l’atto. Invece noi crediamo che un’approvazione della proposta preliminare debba finalmente arrivare, ma per farlo occorre proseguire nel percorso avviato. Perché il Pua è un atto di autorizzazione all’utilizzo delle aree demaniali marittime ai fini turistici e ricreativi, e non uno strumento urbanistico. Ora siamo nella fase di adozione della proposta preliminare; poi, una volta ottenuto il Vas e recepiti gli eventuali correttivi, dovrà tornare in aula Giulio Cesare per l’ultimo e definitivo via libera».

Contrario, invece, il centrodestra. Il consigliere leghista Davide Bordoni ha votato contro perché a sua detta l’attuale piano «non corrisponde alle esigenze del territorio ed è calato dall’alto, senza il minimo confronto con le realtà sociali e imprenditoriali del litorale. Quindi, in sostanza è un atto che migliora in nulla, anzi peggiora, le condizioni già difficili del mare di Roma». Sulla stessa linea anche Rachele Mussolini di Fratelli d’Italia: «Lo strumento che si cerca di approvare non guarda né la prospettiva del litorale come risorsa, né la possibilità di creare dallo stesso nuove potenzialità di crescita. Un disimpegno dannoso ai danni di imprenditori balneari che si sono sempre ingegnati. Invece, basterebbe poco per aiutarli a sviluppare nuovi e maggiori servizi».

Soddisfazione è stata invece espressa dal Movimento 5 Stelle, i cui consiglieri si sono dichiarati «orgogliosi per il degno approdo dell’ottimo lavoro svolto dalla passata amministrazione Raggi». I grillini hanno ricordato che «con le nuove regole, tre quarti degli edifici che impedivano la visuale sul mare di Roma verranno abbattuti, lasciando invariata solo una parte residuale fronte spiaggia. Un grande risultato frutto di un grande lavoro effettuato negli ultimi cinque anni di consiliatura». Ma la versione dei pentastellati è contestata dai consiglieri del Partito democratico in Campidoglio, i quali hanno ricordato ai colleghi di «avere avuto a disposizione cinque anni per portare in aula il provvedimento e darvi attuazione; e invece si sono arenati di fronte alle promesse di riqualificazione fatte ai cittadini e rimaste deluse».

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  1. Finalmente un piano che tutela anche chi non vuole o non può frequentare i bagni marittimi a pagamento con la creazione di nuove spiagge libere……. Dovrebbero agire nello stesso modo i comuni marittimi italiani e creare finalmente nuove spiagge libere….

  2. Alessio Carta says:

    Per me contano i numeri; spiagge libere ad Ostia sempre semideserte, stabilimenti sempre pieni… La gente vuole andare al mare ed avere i servizi, non spiagge abbondonate a se stesse.

  3. Nikolaus Suck says:

    Toh, ma guarda, quello che avevo detto io (di nuovo): una dimostrazione e conferma (ove servisse) che le concessioni non sono immutabili, vengono meno, si riducono, cambiano. A prescindere da chi o cosa “c’era prima”. E per motivi e interessi pubblici diversi da quello economico. Altro che “continuità aziendale” e “indennizzo a carico del subentrante” (che non sempre c’è o è tale). Non funziona, punto.

  4. Vorrei esprimere il mio modesto punto di vista:il mare non è una proprietà privata.Non dovrebbe esistere 1/4,mezzo,3/4 di muro,io vado dove voglio andare,con chi e con che cosa.Gli stabilimenti,i ristoranti sono solo dei privati che hanno il permesso di esercitare la loro attività,su un suolo pubblico e nient’altro quindi, nel tuo spazio privato/pubblico ti attieni al rispetto del contratto in essere con il comune,le spiagge libere devono essere gestite dal comune per mantenere il proprio decoro e,nello stesso tempo offrire i servizi dovuti per il cittadino che non solo le frequenta ma paga anche le tasse per riceverli. Chi gestisce tali servizi o,chi per esso,gli stabilimenti e i ristoranti privati,devono solo svolgere soltanto il loro lavoro nel suolo balneare non a discapito della libertà individuale del cittadino,che pertanto è tenuto anche lui nel rispetto del sito che frequenta.Si riuscirà dopo tanti anni a restare ognuno al proprio posto?Magari sarà il primo passo non solo per rispettare ma,anche per godere della bellezza di questa nostra città che sino ad ora,abbiamo solo sfruttato,e non solo come gioiello balneare.

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