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Balneari pertinenziali, appello congiunto di Sib, Fiba, Cna e Oasi

Le quattro sigle sindacali, insieme al Coordinamento Pertinenziali, sollecitano l'approvazione di un provvedimento che salvaguardi 250 imprese colpite dalla grave ingiustizia dei canoni Omi

Le associazioni balneari Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori e Oasi-Confartigianato hanno inviato una nuova lettera congiunta, dopo quella dei giorni scorsi che sollecitava le Regioni ad applicare la proroga di 15 anni delle concessioni e che ha sancito il ritorno della sinergia tra queste quattro sigle.

Questa volta la lettera riguarda la grave questione dei canoni balneari pertinenziali ed è stata inviata, con anche la firma del Coordinamento Concessionari Pertinenziali, a tutti i senatori italiani, i quali stanno proprio in questi giorni esaminando i vari emendamenti al decreto Semplificazioni, tra cui uno riguardante la sospensione di questi maxi canoni che stanno mandando in fallimento circa 250 imprese italiane (vedi articolo). L’approvazione dell’emendamento è stata purtroppo messa a repentaglio dalle distorsioni di alcuni politici che hanno spacciato per un favore generalizzato agli stabilimenti balneari quello che è invece un provvedimento di salvataggio per appena 250 imprese da una palese ingiustizia (vedi articolo).

«Le scriventi organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della balneazione attrezzata italiana – si legge nella lettera – sono ancora una volta a segnalare la drammaticità della condizione di alcune centinaia di famiglie di balneari, i cosiddetti pertinenziali, che sono costretti a pagare canoni demaniali assolutamente insostenibili, aumentati da un anno all’altro in misura fino al 4500%».

«C’è il rischio concreto e attuale di chiusure aziendali e di perdita dei posti di lavoro e dei risparmi di una vita di lavoro», proseguono le sigle sindacali. «Non capitani d’industria, ma onesti lavoratori che rischiano di perdere tutto per una disciplina ingiusta e odiosa. Si tratta infatti della parte più debole del nostro mondo».

«Sconcerta la contrarietà a non adottare persino una semplice misura cautelare nelle more di una soluzione ragionevole e giusta della questione dei canoni demaniali», denunciano Sib, Fiba, Cna e Oasi. «Evidentemente ancora non si conosce la drammaticità in cui versano queste famiglie. È chiaramente possibile e da noi auspicato che si tutelino queste famiglie senza con questo necessariamente comprendere autori di illeciti. Chiediamo a tutti uno sforzo di conoscenza che la condizione di queste famiglie impone. Confidiamo nel senso di responsabilità del parlamento e del governo».

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