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Nasce l’Associazione concessionari ormeggi Liguria

I concessionari liguri di ormeggi si uniscono per lottare con i balneari contro la direttiva Bolkestein: il comunicato della neonata Aco

Un faro è il logo scelto dalla nuova Associazione Concessionari Ormeggi Liguria, che si è costituita nella serata di mercoledì 23 maggio 2012. L’associazione, denominata "A.c.o. Liguria", ha sede a Santa Margherita Ligure in via XXV Aprile n° 59/1, presso lo Studio "Aesse" – Consulenze demaniali marittime. Essa è aperta a tutti i concessionari di ormeggi di posti barca, nonché a tutte le imprese o sodalizi sportivi che in genere svolgono la loro attività intorno al mondo della nautica da diporto sia dal punto di vista d’impresa sia per motivi ludico/sportivi. Oggi ne fanno già parte imprenditori di Moneglia, Sestri Levante, Rapallo, Portofino, Santa Margherita Ligure e Camogli, ma l’obiettivo è quello di crescere ancora.

Scopo principale di Aco Liguria è assistere direttamente i propri soci attraverso uno staff di professionisti del settore, proponendosi di:

  • studiare e avviare a migliore soluzione tutti i problemi inerenti il settore della nautica da diporto ed alla attività marittime in generale;
  • rappresentare collettivamente e singolarmente i propri soci per il riconoscimento e la valorizzazione della loro specifica attività professionale e commerciale, nei confronti sia delle istituzioni sia di aziende e organizzazioni produttrici e commerciali italiane ed estere, e assisterli attraverso varie forme di consulenza;
  • esercitare tutte le funzioni tendenti ad armonizzare e facilitare l’attività della categoria rappresentata: promuovere la collaborazione tra i soci per la migliore organizzazione o disciplina del mercato;
  • studiare tutti i problemi di carattere tecnico, economico, sindacale, fiscale, eccetera, prestando un’efficiente collaborazione ad autorità, enti e istituti tutte le volte che si presentino problemi in tema di licenze, autorizzazioni, concessioni demaniali relative ai servizi svolti dalle imprese rappresentate;
  • tutelare gli interessi morali e materiali degli associati, anche intervenendo per incrementare e migliorare i rapporti con i fabbricanti e con i fornitori in genere;
  • sviluppare le attività che interessano la categoria, coordinando le singole iniziative e mantenendo vivo fra i soci lo spirito di solidarietà e di correttezza commerciale, nonché la consapevolezza dei propri diritti e doveri;
  • iniziare e sviluppare rapporti con altre associazioni sia nazionali che estere, promuovere favorire iniziative tendenti al miglioramento tecnico-commerciale;
  • nominare propri rappresentanti presso enti, organismi e commissioni nei quali tale rappresentanza sia prevista, ammessa, o di interesse per l’associazione;
  • istituire canali di informazione per una capillare informativa tecnica/sindacale a favore degli associati.

Il Consiglio Direttivo, che durerà in carica per 3 anni, è così composto:

  • Presidente: Sig. Angelo Siclari – Consulente demaniale
  • Vicepresidente: Sig. Roberto Morandi – Concessionario di posti barca nel porto di Sestri Levante
  • Consigliere: Sig.Adriano Bena – Broker di Santa Margherita Ligure
  • Consigliere: Sig. Massimo Mascherpa – Concessionario di posti barca nel Porto di Rapallo
  • Consigliere: Sig. Lorenzo Pellerano – Concessionario di posti barca nel Porto di Rapallo
  • Segretaria e Tesoriere: Sig.ra Anna Zanfa
  • Revisore dei Conti: Dott. Riccardo Repetto
  • Collegio dei Probiviri: Sig.ra Angiolini Giovanna Sig. Alberto Cagnoli di Moneglia e Sig. Daniele Zucca di Portofino.

Chi fosse interessato può contattare la sede a mezzo email (aesse@aessedemaniomarittimo.it) o direttamente il presidente Siclari al numero 328 6998353.

«Un grazie di cuore – esordisce il neo Presidente di Aco Liguria Angelo Siclari, per 30 anni Sottufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto e oggi consulente demaniale marittimo – per la fiducia ricevuta dagli imprenditori del settore nel nominarmi loro presidente. Questa loro fiducia per me sarà lo stimolo per rappresentarli al meglio in tutte le sedi e far sì che il comparto delle imprese che gestiscono posti barca e non solo, cominci a fare rete e crei un sistema di sinergia con le istituzioni, ma non solo. La situazione generale di grave crisi comporta sempre più la necessità di associarsi, fare gruppo: occorre far far fronte, tutti insieme, alle varie problematiche che interessano il settore della nautica. Ad esempio la stessa direttiva europea n° 2006/123/CE, meglio conosciuta come direttiva Bolkestein, interesserà non solo gli amici balneari, che tantissimo e in modo encomiabile stanno promuovendo iniziative per evitarne l’applicazione a partire da gennaio 2016, ma anche coloro che hanno in concessione specchi acquei per mantenere all’ormeggio imbarcazioni da diporto. Noi come Aco Liguria saremo al fianco dei balneari in questa battaglia. Il rischio davvero concreto è che molte persone restino a casa e questo, soprattutto in un periodo di grave crisi, è davvero intollerabile. Aco Liguria fornirà totale collaborazione alla Regione Liguria e ai Comuni interessati per stabilire e capire bene come applicare i criteri e le modalità di affidamento nel rispetto dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di tutela degli investimenti come previsto e disposto dall’art. 11 della legge 217 del 15 dicembre 2011, e in particolare si rende disponibile ad affrontare quanto disposto dall’art. 3 della legge 106/2011, e cioè discutere delle reti d’impresa, "zone a burocrazia zero", distretti turistici, nautica da diporto. Infatti possono essere istituiti nei territori costieri, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su richiesta delle imprese del settore che operano nei medesimi territori, previa intesa con le Regioni interessate, i Distretti turistici con gli obiettivi di riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Questa può essere già una prima azione propositiva per affrontare il tema della Bolkestein, fornendo appunt, elementi giuridicamente percorribili. Da tempo lo ribadisco: basta solidarietà su questa vicenda della Bolkestein, occorrono proposte concrete. E’ inutile fare tanti bei discorsi di alta giurisprudenza: la questione, a mio avviso, sta nel fatto che se si vuole la direttiva Bolkenstein la si può rivedere solo facendosi carico di dare proposte alternative al contenuto in essa riportate, ad esempio per la parte "gestione dei servizi". Potrebbe, a mio avviso, essere attraverso lo stralcio dalla Bolkenstein di quegli articoli che interessano i rinnovi, inserendoli in altra Direttiva (perché solo una Direttiva può modificare un’altra Direttiva), che contenga garanzie per gli attuali concessionari. Io, a differenza di molti altri, penso che proprio questo Governo sia l’unico che possa porre rimedio, stante l’elevata considerazione e capacità che esso gode a livello europeo. Siamo nel 2012, possibile che in 3 anni non si riesca a concordare una tale modifica? Non credo non lo si possa fare! A meno che il nostro Governo non dica chiaramente, senza giri di parole: "Non riteniamo opportuno intervenire"».

Fonte: comunicato stampa Aco Liguria

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