Ambiente

Le spiagge di mezzo mondo scompariranno entro 80 anni per l’innalzamento del mare

Lo dimostra uno studio della rivista Nature. Persi già oltre 35mila chilometri dal 1990 a oggi.

Circa la metà delle spiagge sabbiose di tutto il mondo rischia di scomparire entro il 2100 a causa dell’innalzamento del mare e dell’erosione costiera di causa antropica. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista Nature, realizzato dall’Ispra aggregando i dati satellitari degli ultimi trent’anni e le previsioni dei diversi scenari globali a seconda del grado di emissioni dei gas serra e degli sforzi per contenerli.

Lo scenario descritto dallo studio è agghiacciante: dal 1990 a oggi sono già spariti 36.097 chilometri di coste sabbiose, pari al 13,6% delle spiagge mondiali, ed entro i prossimi ottant’anni il mare potrebbe divorarne altri 95.061 chilometri (il 25,7% del totale) restando nell’ipotesi più ottimista di un innalzamento medio-basso del mare (cioè 50 centimetri entro il 2100). La nazione più colpita sarà l’Australia, che perderà quasi 15 mila chilometri di spiagge sabbiose, ma a forte rischio ci sono anche Canada, Cile, Messico, Cina e Stati Uniti. E anche se oggi interrompessimo qualsiasi attività inquinante per fermare il riscaldamento globale, i fenomeni già in corso comprometterebbero comunque il 60% dei litorali a rischio.

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Le spiagge sabbiose occupano più di un terzo delle coste di tutto il mondo e hanno un alto valore socioeconomico, ospitando servizi ricreativi, turistici ed ecosistemici. Tuttavia l’erosione costiera, l’innalzamento del livello del mare e i cambiamenti meteorologici – tutte conseguenze dirette del riscaldamento globale provocato dall’inquinamento delle attività umane – minacciano il litorale, le sue infrastrutture e le popolazioni.

Nella mappa interattiva qui sotto, è possibile esaminare le spiagge che scompariranno a seconda del livello di innalzamento del mare (modificabile dall’indicatore in basso a sinistra della mappa).

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Giornalista specializzato in turismo balneare, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. È caporedattore di Mondo Balneare.
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