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Maurelli (Federbalneari): “Le nostre proposte al governo per il riordino delle concessioni demaniali”

Valore aziendale, atti formali e reti d'imprese fra le priorità illustrate dal presidente dell'associazione ieri in diretta streaming sui canali di Mondo Balneare

«Stiamo lavorando insieme alle altre associazioni di categoria per elaborare alcune richieste comuni da sottoporre al governo in vista della riforma delle concessioni balneari: siamo davanti all’inevitabilità di un nuovo regime normativo che prevederà la riassegnazione dei titoli tramite gare e vogliamo dire la nostra a chi dovrà decidere i criteri delle evidenze pubbliche». Lo ha annunciato il presidente di Federbalneari Italia Marco Maurelli nel corso dell’intervista trasmessa ieri in diretta streaming sulle pagine Facebook e Youtube di Mondo Balneare, nell’ambito del ciclo di incontri con i rappresentanti delle associazioni sponsorizzato dallo studio di consulenza Eliob (nel video qui sopra è possibile rivedere l’intervista completa).

«Il primo tema che Federbalneari proporrà al tavolo congiunto delle associazioni – ha spiegato Maurelli – è quello del valore aziendale da riconoscere al precedente concessionario in caso di eventuale cessione forzosa del bene demaniale. Questo tema a nostro parere va inserito aggiungendo una semplice riga all’articolo 37 del Codice della navigazione e abrogando al contempo l’articolo 49 sull’incameramento dei beni al termine del rapporto concessorio, altrimenti il valore aziendale sarebbe incassato dall’Agenzia delle entrate e non dal precedente titolare».

Tra gli altri punti da proporre al tavolo, ha proseguito Maurelli, c’è quello di «una legge-ponte che istituisca un periodo di transizione per definire i criteri delle evidenze pubbliche, dal momento che è impossibile farlo in due anni come chiede il Consiglio di Stato». Ancora, «occorrerà definire delle adeguate tutele per i precedenti concessionari che si sono impegnati negli anni a migliorare il turismo balneare italiano e a offrire servizi di pubblica utilità come la pulizia delle spiagge e il salvamento. Infine, secondo Federbalneari è importante sfruttare l’opportunità degli atti formali per disciplinare gli investimenti e progettare reti d’imprese: le piccole aziende balneari italiane, se si uniranno in forma associata, saranno più facilitate a valorizzare il territorio, favorire la transizione ecologica, programmare il marketing territoriale, migliorare l’accessibilità e la difesa delle coste, e occuparsi di tanti altri temi richiesti dal Pnrr nonché utili per presentarsi con più forza alle future evidenze pubbliche».

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In merito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033, Maurelli ha detto che «si tratta di un abominio giuridico, di una pronuncia politica che entra a gamba tesa nella competenza legislativa. Ma se siamo arrivati a questo punto, è proprio perché nessun governo di nessun colore politico negli ultimi dieci anni è stato in grado di riformare il settore come era necessario fare dal 2009. Questa drammatica sentenza si poteva dunque evitare semplicemente concludendo un riordino a tempo debito».

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  1. Giusto facciamo un altra proroga , e chiamiamola pero periodo DI TRANSIZIONE,
    Perchè non ci sino i tempi per una riforma che doveva partire venti anni fa, anzi aspettiamo un altri po a farla cosi guadagniamo tempo.
    In barba al fatto che :
    1.Le concessioni sono gia decadute
    2.Ogni altra proroga risultera’ illegittima e sara considerata come non apposta
    3.il funzionario ha l obbligo di fare il bando o dichiarare la decadenza al 1 gennaio 2024
    4.La commissione europea ci deferira alla Corte di Giustizia
    Questa e’ un idea geniale!

    Bravo continua a gettare nel baratro i balneari con dichiarazioni farneticanti che al 2024 avremo altro caos e sequestri delle concessioni

  2. Ci fosse un rappresentante di categoria che ammetta come l’aver puntato ad evitare a tutti i costi i bandi bocciando ogni possibile riforma abbia portato a questa situazione di assoluto svantaggio..l’unica associazione di categoria, credo fosse Oasi, è emarginata nei commenti e negli articoli..queste ultime tre interviste poi sono ormai anacronistiche e incommentabili!

  3. Cammarella Pasquale Raffaele says:

    Tutti palliativi che non risolvono il problema. È necessario modificare l’art 822 del codice civile e l’art 28 del codice della navigazione in modo tale da sottrarre i beni demaniali alle prescrizioni della Bolkestein. Si deve passare da beni demaniali assoluti(patrimonio inalienabile) a beni del patrimonio disponibile dello Stato(beni alienabili).

    • …… i beni demaniali sono di tutti i cittadini….. avete avuto la possibilità di sfruttarli economicamente per svariati decenni senza alcuna gara e quindi senza concorrenza di alcun soggetto che potesse subrentarvi….. ora è giusto che lo stato si riappropri dei beni e le rimetta in asta cui potete partecipare anche voi vecchi concessionari

    • Lorenzo Pinto says:

      Qui gli unici alienati siete voi.
      Se lo stato vendesse le spiagge ai concessionari, questi sarebbero i PRIMI a rivenderle al miglior offerente CHIUNQUE ESSO SIA.
      Ipocriti.

  4. No esatto basta palliativi rappresentati da altra pororoga con laa scusa della complessita’ della riforma…

    Siccome non regge questa scusa, facciamo una riforma in cui togliamo dei beni che appartengono a tutti i cittadini(le spiagge) per darle in esclusiva a pochi altri cittadini…

    Del resto il ragionamento non fa una piega : siccome proroga da decenni inutile prorogare ancora , assegno direttamente la spiaggia al privato, l effetto e’ il medesimo

  5. Valerio Montalti says:

    Credo che una riorganizzazione delle concessioni demaniali inerenti gli stabilimenti balneari vada fatta per evitare e stabilizzare il settore e tutte le aziende che operano in quel settore, così facendo poi per 25 anni la concessione è assegnata,e uno, può fare investimenti nella struttura balneare che è stata costruita non dallo Stato, ma dagli attuali o predecessori concessionari con importi importanti e sacrifici immensi. Questo darebbe ancora di più una spinta a investimenti sulle strutture a vantaggio del turismo e della recettività con costi che sicuramente rimarrebbero quelli attuali e non con aumenti praticati da nuovi concessionari, sconosciuti che farebbero solo i loro interessi a scapito dei servizi e della ospitalità creata in 60/70 anni di gestioni fatte a misura dei turisti, come pochi sanno fare. Il problema cos’è,? Alzare il canone che si paga al demanio pubblico? Ma questo canone non lo ha mai stabilito il concessionario, ma lo stato tramite il demanio marittimo e regolarmente è stato pagato dai concessionari, garantendo, salvataggio mare, pulizia spiaggie, servizi igienici aperti a tutti come per legge,pulizia pinete e in ultimo servizi di connessione Internet con sistemi a fibre ottiche per accedere a qualsiasi computer o tablet e poter lavorare anche se in vacanza Vi sembra poco? I concessionari attuali titolari delle precarie concessioni demaniali dovrebbero lasciare tutto il proprio stabilimento e tutte le loro strutture ai futuri assegnatari delle concessioni compreso tutti gli anni di lavoro e sacrifici? Voi credo siate matti!!!!! Il valore commerciale dell’azienda a chi viene riconosciuto? Lo ha creato lo stato, o i concessionari attuali con sacrifici immensi, in taluni casi ipotecando il proprio appartamento per accedere al credito da parte degli istituti bancari? Come faranno a pagare i mutui alle banche? Dovranno essere costretti a vendere la loro prima casa per rimborsare il mutuo alle banche? Non scherzate sulla pelle delle persone……, perché così facendo qualcuno userà a proprio modo i propri mezzi per scoraggiare qualsiasi su ingresso di Stranieri. Multinazionali ecc ecc, in alcuni casi uno potrà demolire la propria struttura e portarsi via tutta la propria attrezzatura consegnando ai vincitori delle evidenze pubbliche un suolo libero e pulito da cose e solo fatto di sabbia. Poi i nuovi costruiranno a proprie spese tutto quello che gli sarà concesso con regolari concessioni edilizie dai Comuni di competenza, con le autorizzazioni del demanio, capitaneria di porto, sovraintendenza delle belle Arti ecc, con tempi previsti dalla burocrazia Italiana in almeno 1 anno. Vorrei chiarire inoltre che gli stabilimenti balneari sono in Primis,beni e non solo servizi,. Adesso ognuno di voi faccia le proprie considerazioni in merito, e dia intelligentemente,se vuole delle risposte concrete, serie e che siano valide al fine di poter stabilire dei validi criteri per queste ormai Spinose e Pubblicizzate”EVIDENZE PUBBLICHE” Saluti a tutti.

    • ……… per quanto riguarda i canoni l’onorevole Tremonti provò ad aumentarli e i concessionari gli saltarono addosso…..

  6. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Al momento della scadenza del contratto su occupazione bene demaniale il balneare deve smobilitare tutte le costruzioni e lasciare libero il bene

  7. Esatto valerio!
    Hai fatto un mutuo su un bene pubblico la cui concessione e ‘ a termine , e su cui tutta la giurisprudenza aveva acclarato l illegittimità ‘ di ogni proroga gia dagli anni 2000 o pretendevi di decidere tu la durata della stessa ancorandola alla durata del Tuo mutuo?

    Facciamo la riforma ma cerchiamo di guadagnare altro tempo per fare profitti in violazione di legge con la motivazione che la riforma e’ molto complessa, er farla piu complessa ,gia che ci siamo, mettiamoci anche dentro la riforma dei confini nazionali….Credo che ci sono questioni ancora aperte con alcune nazioni…e gia che stiamo , riprendiamoci le nostre ex colonie,potremmo fare i bandi anche li. Poi definiti questi aspetti che ci porteranno via ancora un paio d anni , possiamo andare ad evidenza, forse pero…. piano piano… con calma ….durante questo periodo transitorio ci potrebbe essere anche la quarta guerra mondiale, in questo caso dobbiamo ri_prorogare tutto. Fonte: MondoBalneare.com

  8. Voglio ricordare a CARLO in merito all’ultimo commento che la questione è ben diversa,qui ci troviamo di fronte ad una legge ,l 145 del 2018 e a un rinnovo fatto dal 70% dei comuni con tanto di titolo registrato all agenzia delle entrate fino al 2033 e che sono stati fatti mutui

  9. Giovanni,
    sulla proroga del 2033 i Comuni hanno apposto la dicitura” salvo le successive modifiche legislative e/o statuizione della giurisprudenza amministrativa. il concessionario dichiara di conoscere la Sentenza della Corte di Giustizia Europea”

    Diversamente potresti tentare, con scarso successo per le ragioni di cui sopra, la rivalsa nei confronti del funzionario

    Se non l ‘hanno fatto comunque era tuo obbligo conoscere la sentenza della Corte di Giustizia Europea che costituisce fonte di rango primario nella gerarchia delle fonte.

    • Mazza…ma ce l’hai con noi x quale motivo? Spiega caro. Se ci siamo noi o altri a te cosa cambia? tanto sarai uno di quelli che va alla spiaggia libera nella monnezza! O forse vuoi concorrere ad un bando ehhhh! Hai i soldini caro?…ce ne vogliono.fammi sapere! Ciaooo

  10. Se un politico per una manciata di voti ti dice che puoi andare sulla luna con una tuta alare,e tu sai perfettamente che con la tuta alare non si puo’ andare, tu che fai?

  11. Il legittimo affidamento puo essere invocato solo allorche’ il concessionario dimostri che all epoca degli investimenti , non era stata dichiarata l illegittimità della proroghe :
    ovvero anno 2000 Sentenza Teleaustria.
    Cosi stabilisce la sentenza della corte di giustizia europea del 2016.

    Parlare di mutui e’ fuori luogo ed alimenta il caos a svantaggio dei concessionari

  12. Mi sembra che le soluzioni proposte vengano dal mondo dei sogni un ulteriore periodo di transizione sarebbe immediatamente disapplicato ricordo che al 31/12/2023 saranno 14 gli anni di proroga concessi. Valori dei manufatti nessuna norma potrà prevedere a favore dei concessionari uscenti un indenizzo per remunerare il valore dei manufatti per diverse ragioni il codice della navigazione che prevede che vadano allo stato i manufatti ancora presenti sulle concessioni demaniali al termine della concessione stessa, se anche venisse cancellato art 49 del codice della navigazione i manufatti resterebbe al proprietario del terreno (arenile) cioè lo stato stesso, come si può definire per legge un indenizzo per dei manufatti autorizzati di facile rimozione che il concessionario all’atto dell’autorizzazione si impegnava a sue spese a rimuoverli al termine della concessione demaniale o comunque su richiesta dell’autorità demaniale. L’unica cosa possibile è offrirli al concessionario entrante, nel caso sia interessato ai manufatti, provvederà ad indenizzare il concessionario uscente che li lascerà se sarà soddisfatto dell’offerta viceversa provvederà a rimuoverli, lo stesso vale per l’atrezzatura necessaria per l’attività di stabilimento balneare. Il valore commerciale che per legge oggi non è dovuto se il parlamento lo ritiene forse potrebbe essere inserito con una nuova legge , che certamente a quel punto tratterebbe in modo diverso situazioni simile ad esempio attività commerciali che si svolgono in edifici o su terreni privati al termine del contratto di affitto il proprietario dell’immobile o del terreno decide se rinnovarlo al vecchio affittuario se cambiarlo o magarli gestirlo direttamente senza dover pagare il valore commerciale dell’attività (cosidetto aviamento) al vecchio affittuario il quale dovrà cercasi un altro luogo da affittare per poter proseguire l’attività

  13. Scusa ma se ti aggiudichi una spiaggia sgombrata da un precedente gestore credo che dovrai fare degli investimenti per iniziare la tua attività, che senso ha tutto questo, con i soldi che devi investire rilevi una delle tante attività di stabilimento balneare che si cedono non ti sembra tutto più semplice ? Ho forse fai parte di quella categoria di non faccio niente io e non deve fare niente nessuno

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